Bando Pnrr

Al Sud sprint di progetti per la rigenerazione: approvate 770 proposte

Alla Puglia la quota più alta di finanziamenti. Assegnate risorse per recupero urbano, adeguamento di scuole, strade e periferie

di Vera Viola

 Si sbloccano opere di riqualificazione urbana con fondi nazionali e del Pnrr

4' di lettura

Per la rigenerazione urbana nei Comuni italiani con più di 15 mila abitanti, in arrivo i fondi. Dopo una prima tranche di 3,4 miliardi, messi a disposizione dalla legge di bilancio per il 2020 e integrati con risorse del Pnrr , nei giorni scorsi il Governo ha accolto la proposta avanzata da Massimiliano Fedriga (Presidente dalla Conferenza delle regioni), Antonio Decaro (Presidente Anci) e da Michele De Pascale (Presidente Upi) prevedendo ulteriori 905 milioni, relativi al periodo 2022-2026, da destinare a progetti di rigenerazione urbana nei comuni con problemi di emarginazione e degrado sociale.
Sono fondi destinati alle periferie e alle aree degradate dei centri urbani con più di 15mila abitanti. Beneficiari dei primi 3,4 miliardi, secondo l’allegato 3 al decreto del 30 dicembre firmato dal ministro dell’Interno Lamorgese di concerto con Mef e Infrastrutture, sono 483 Comuni titolari delle 1.784 opere coperte dal finanziamento statale.
Nella graduatoria c’è una novità di non poco conto per il Mezzogiorno. Per una volta il Sud porta a casa il maggior numero di approvazioni: se ne contano 770 (oltre 36 progetti approvati con riserva); al contrario il Nord ha subito (almeno nella prima selezione)  numerose bocciature. I progetti non finanziati erano infatti 551 e il 92,6% di questi riguardava Comuni del Nord; gli altri sono stati ripartiti fra le Regioni del Centro (35 casi, 6,4% del totale) e del Sud (6 casi, l’1,1 per cento). Il problema ha scatenato la rivolta fra i sindaci del Nord.
«L’Anci – aveva sostenuto nei giorni scorsi il presidente Antonio Decaro – chiede da tempo al governo un’attenzione particolare su questa misura di investimento, che riguarda opere che in genere sono rapidamente cantierabili: riteniamo che tutti i progetti, ammessi dopo una lunga e scrupolosa valutazione istruttoria fatta dai ministeri competenti, debbano essere finanziati. Per questo però è necessario, che le risorse attualmente previste vengano integrate con ulteriori 900 milioni circa». «Appare paradossale – aveva proseguito Decaro – che da una parte l’Italia possa disporre di risorse per investimenti straordinari e, e dall’altra parte ci siano progetti già pronti che non vengono finanziati, escludendo in particolare alcuni importanti Comuni del Nord».
In seguito, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese nel question time del 13 gennaio aveva rassicurato i Comuni del Nord: «Consapevoli e in coerenza con apposito ordine del giorno, assicuro che il governo è impegnato nella individuazione di ogni utile soluzione per soddisfare tali esigenze». La ministra ha quindi promesso nuovi fondi. Che sono poi stati arrivati.
In ogni caso è importante chiarire: come mai le risorse sono andate sopratutto al Sud? la spiegazione è questa: è stato inserito tra i criteri per la distribuzione delle risorse l’indice di vulnerabilità sociale definito dall’Istat. In altre parole, è stata data priorità alle comunità locali svantaggiate. Una vittoria per il Meridione che da anni contesta l’utilizzo del criterio della spesa storica.
Ma vediamo qualche esempio dei progetti finanziati. In Calabria, Catanzaro (tra le città con la dote più alta) si appresta a eseguire 4 interventi da 15 milioni per lo più concentrati nel cuore della città (approvati con riserva) : saranno riqualificati i Giardini Nicholas Green, nell’area di corso Mazzini, il quartiere Gagliano, nel centro storico, il piazzale dell’ex stazione delle Ferrovie nel quartiere Sala, il Parco Genziana (quartiere Mater Domini) e il centro sociale di via Lombardi (rione De Filippis). Ma il Comune ha a disposizione fondi per complessivi 500 milioni e il sindaco ne va fiero.
In Basilicata i progetti più importanti riguardano i due capoluoghi. Anche a Potenza, come Catanzaro, l'intervento complessivo del Comune si concentra sul primo anello di espansione della città attorno al nucleo storico. Tre milioni serviranno per il recupero ambientale e per il decoro urbano delle arterie principali di accesso al centro antico. A Matera, è stato finanziato il “Parco dello Stadio” per 12,6 milioni: sarà realizzato un grande parco urbano con relativi servizi sportivi sull’area occupata dello Stadio XXI Settembre, con un'estensione di circa 32mila mq. Inclusa la riqualificazione di piazza Marconi e delle aree contigue e un parcheggio interrato.
In Campania la dote più ricca è di Salerno (20 milioni) ma anche Benevento si piazza bene (15 milioni). Tra i comuni minori c’è poi Marcianise, ricco per la presenza di aree industriali, ma con problemi gravi di degrado e illegalità da contrastare. Marcianise – racconta il sindaco Antonello Velardi _ ha voluto dedicare le risorse ottenute, pari a circa 5 milioni, alle scuole. La D’Annunzio e la Bosco saranno dotate così di strutture sportive, luoghi di ritrovo, verde. «Vogliamo rafforzare – dice Velardi – i rapporti con il territorio».
La Puglia è la regione con il più alto numero di progetti approvati e finanziati per quasi 400 milioni. Fanno “il pieno” le città capoluogo, a cominciare da Foggia con 24 milioni e 7 progetti finanziati che invece punta sulla periferia e su quartiere Martucci, separato dalla città dalla ferrovia. Anche Bari vuole intervenire sul nodo ferroviario per la ricucitura tra il centro storico e i quartieri San Pasquale, Carrassi e Madonnella.
È una partita che vale 104 milioni e mezzo e coinvolge 11 comuni quella della rigenerazione urbana in Sardegna. A portare a casa il maggior numero di risorse, con 11 progetti è Nuoro. «Gli interventi significativi – dice Fabrizio Beccu, vice sindaco di Nuoro – sono legati agli alloggi dell’edilizia popolare. Abbiamo puntato alla realizzazione di nuove opere e alla riqualificazione di due quartieri, come Preda e Istrada e Monte Gurtei».
In Sicilia sono arrivati 420 milioni destinati a opere attese da anni in piccoli e grandi comuni. Tra questi c'è Palermo che può contare su risorse per la bonifica del fiume Oreto con interventi che porterebbero benefici anche alla fascia est della costa del capoluogo siciliano. Da non dimenticare 84 milioni andati ai comuni della provincia di Catania. In provincia di Trapani arrivano 20 milioni di euro per il Comune di Trapani, che saranno suddivisi in 16 progetti; 5 milioni ad Erice, suddivisi in 3 progetti; 10 milioni di euro a Marsala per 2 progetti e 6,3 milioni a finanziare un progetto del comune di Mazara del Vallo.

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