la ricostruzione del “morandi”

Al supercommissario pieni poteri e due vice. Limite nei principi Ue

di Raoul de Forcade, Manuela Perrone

Crollo Morandi: ecco nodi e contenuti del decreto Genova

3' di lettura

Il supercommissario straordinario alla ricostruzione del ponte di Genova potrà contare su due sub-commissari e su una struttura di supporto di venti persone, dipendenti di pubbliche amministrazioni centrali e territoriali. E per le attività urgenti di progettazione degli interventi, le procedure di affidamento dei lavori, la direzione, il collaudo e ogni altro intervento connesso, potrà avvalersi, «anche in qualità di soggetti attuatori», previa intesa con gli enti territoriali interessati, di un’ampia gamma di soggetti: le strutture e gli uffici della Regione, quelli del Comune, i Provveditorati interregionali alle opere pubbliche, l’Anas, le Autorità di distretto, i concessionari dei servizi pubblici e «le società a partecipazione pubblica o a controllo pubblico».

Il punto sulle deroghe
Recita così l’ultima bozza del “decreto Genova”, rivista e corretta dopo il vertice di martedì a Palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte, il governatore ligure Giovanni Toti, che resta commissario di protezione civile,e il sindaco Marco Bucci: 49 articoli che nella prima parte disegnano la fisionomia giuridica del commissario, compenso compreso (potrà guadagnare fino a 100mila euro per la parte fissa e ad altri 100mila per la parte variabile, il doppio del tetto stabilito dal Dl 98/2011). «Opera in deroga ad ogni disposizione di legge - si legge - fatto salvo il rispetto dei vincoli non derogabili derivanti dall’appartenenza all’Unione europea». È la strada che secondo il Governo, in raccordo con Bruxelles, consentirà di affidare i lavori a un’Ati. «Il ponte lo ricostruirà lo Stato attraverso un’associazione temporanea di imprese e si assumerà la responsabilità delle scelte su chi andrà a lavorare sul viadotto», ha affermato ieri il sottosegretario ai Trasporti Edoardo Rixi.

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I progetti di demolizione Aspi
Il ruolo di Autostrade - che oggi consegnerà a Toti due progetti di demolizione e ricostruzione, uno più lungo e uno più rapido - è citato soltanto per chiarire che l’attuale concessionario è tenuto, «in quanto tale, ovvero in quanto responsabile dell’evento», a mettere a disposizione le somme necessarie alla ricostruzione e al ripristino del sistema viario di collegamento entro trenta giorni dalla richiesta del commissario straordinario. Pena l’individuazione di un soggetto pubblico o privato che anticipi le risorse necessarie.

Possibile nuovo passaggio in Cdm
Per il resto, l’articolato (che potrebbe riapprodare oggi per un nuovo passaggio in Consiglio dei ministri) dettaglia le misure a sostegno di imprese e professionisti che hanno subito cali del fatturato («È riconosciuta, a domanda, una somma pari al 100% del decremento e nel limite massimo di euro 200mila»), istituisce la zona franca e stanzia a favore della Regione 22,5 milioni per il 2019 per l’efficientamento dei servizi di trasporto pubblico, 500mila euro l’anno per il 2018 e il 2019 per garantire l’integrazione tariffaria tra le diverse modalità di trasporto e 20mila euro per il rinnovo del parco mezzi.
Una volta completato l’iter con le necessarie bollinature, il decreto approderà in Gazzetta Ufficiale. Entro i successivi dieci giorni, sentito il presidente della Regione, dovrà arrivare la nomina del commissario straordinario con decreto del presidente del Consiglio. «Sarà un tecnico, non un politico, possibilmente una figura manageriale», ha spiegato il sottosegretario Giancarlo Giorgetti. Il totonomi è partito da tempo: va da Iolanda Romano, già commissaria del Terzo Valico, a Marco Rettighieri, commissario del Cociv , il consorzio che lo sta realizzando.

La stima dei danni allo scalo
Intanto ieri a Genova sono arrivate in visita le commissioni Trasporti e Ambiente della Camera: i deputati hanno assistito all’inaugurazione della nuova strada per il traffico pesante, costruita dalla controllata di Autostrade Pavimental, che passa per la viabilità interna dell’Ilva di Cornigliano e collega la zona del casello Genova aeroporto al varco portuale di San Benigno. Ci vorrà un altro mese per renderla pienamente operativa. In serata le commissioni hanno ascoltato anche le istanze degli operatori del porto. Il presidente dell’Autorità portuale, Paolo Signorini, ha iniziato a quantificare i danni allo scalo: «Il numero di navi finora è rimasto invariato, ma è diminuita la quantità di merce movimentata. Stimiamo che le tasse portuali raccolte, in crescita nella prima parte dell’anno, a settembre caleranno del 35%, rispetto a settembre 2017». Il porto di Genova, ha anche ricordato, «contribuisce al bilancio annuale dello Stato per 4,5 miliardi di euro di Iva. Se ci fosse una contrazione anche solo del 10% a livello annuale si perderebbero 450 milioni». Ma se il trend di settembre continuasse per un anno la perdita salirebbe a oltre 1,5 miliardi.

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