Business Confidence Survey 2021

Al traino di Pechino le aziende europee incrementano gli utili

Il 68% del campione analizzato da Roland Berger per la Camera di commercio europea in Cina è ottimista sul futuro, anche se teme le tensioni globali

di Rita Fatiguso

(Adobe Stock)

3' di lettura

La domanda globale di prodotti Made in China continua a sostenere la bilancia commerciale di Pechino, l’aumento dell’export (+27,9) anche a maggio è stato a cifra doppia. L’import cinese, da record (+51,1%), a sua volta è stato trainato dalle materie prime, necessarie a spingere la crescita dell’economia nazionale. In aumento anche il surplus (+45,5 miliardi di dollari), un indicatore che non è di buon auspicio per il negoziato in cantiere con gli Usa che Pechino spera di far ripartire dopo la turbolenta era Trump.

L’influsso delle relazioni globali

Un fatto è certo: grazie al commercio volano gli utili delle aziende cinesi, e anche quelli delle aziende straniere in Cina che, a loro volta, nel bene e nel male, si sono ritrovate a condividere le sorti del Paese.

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Per quelle europee, in particolare, il 2020, l’anno della pandemìa, è stato un anno eccellente, come rivela il Business Confidence Survey 2021 elaborato da Roland Berger per la Camera di commercio europea in Cina. Le aziende hanno seguito, passo passo, la risalita cinese, traendone ottimi risultati.

Il sentiment è positivo, il 68% delle aziende guarda con ottimismo al futuro, circa il 20% in più rispetto all’anno scorso. Una su quattro ha registrato un Ebit all’altezza del periodo pre-Covid 19.

Cina mercato cardine per le aziende

La Cina per molte aziende europee si conferma un cardine importante, con il 51% che riporta nel Paese un lusinghiero margine del +13% rispetto al 2019. Hanno usufruito, quindi, del vento della ripresa, queste realtà straniere, pur avendo condiviso aspetti meno positivi legati proprio alla gestione cinese della pandemìa.

Lo shortage di risorse umane adeguate resta una fonte di preoccupazione. Molte aziende accusano il colpo della dispersione di valore professionale, ci sono manager di aziende europee che non sono più riusciti a rientrare in Cina dopo la fase acuta delle evacuazioni forzate legate alla pandemìa. La stretta sulla mobilità alla frontiera in funzione anti-contagi di ritorno, tuttora in corso, ha fatto il resto.

Altri elementi negativi - evidenzia il report della Camera europea che nel prossimo biennio sarà guidata da Joerg Wuttke - stanno nell’incertezza sulle tensioni globali, tra queste il congelamento del CAI e le ritorsioni sul versante industriale delle questioni umanitarie.

Il pericolo decoupling non è svanito del tutto, molte aziende europee hanno tenuto la barra ferma, ma non è certo che tutte le filiere restino integre.

La tendenza è continuare a investire onshore

Di certo - conferma il Rapporto - la tendenza è quella di rafforzare la presenza onshore, al contrario degli anni scorsi. Certo la Cina procede a rilento sulle riforme pur avviate e questo non è positivo per il business environment.

Perfino la nuova legge sugli investimenti e la riforma della proprietà intellettuale non hanno ancora espresso tutte le loro potenzialità. Di certo l’enforcement è aumentato, tuttavia le aspettative delle aziende sono e restano molto alte. Il peso eccessivo delle società statali e lo stesso meccanismo di trasferimento forzato della tecnologia condizionano ancora la quotidianità delle imprese targate Ue.

Molte attese, tuttavia, sono legate a come il RCEP, l’accordo commerciale a 15 siglato anche dalla Cina, sarà attuato. Potrebbe fare della Cina il punto di partenza per altre piazze del Sud-Est asiatico.

Del resto il Sud-Est asiatico è importante per la stessa Cina, quasi un contraltare delle alleanze storiche che Washington sta recuperando a partire dalla cerchia del G7.

A Chongqing incontro strategico dei ministri degli Esteri dell’Asean per discutere anche di vaccini, mobilità e passaporti vaccinali. Il ministro Wang Yi avrà incontri bilaterali con molti colleghi per dissipare le ombre legate in prevalenza alla situazione dei mari del Sud della Cina.

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