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Commissione inchiesta: al Trivulzio straordinario assenteismo del personale

La relazione della Commissione istituita dalla Ats Milano su richiesta di Regione Lombardia e Comune di Milano

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(ANSA)

La relazione della Commissione istituita dalla Ats Milano su richiesta di Regione Lombardia e Comune di Milano


3' di lettura

Molte difficoltà, interne ed esterne e un tasso di assenteismo che ha toccato il 65% nei giorni peggiori della crisi sanitaria. «Difficoltà e ostacoli esterni” sommati ad “alcune criticità interne» sono alla base dei problemi evidenziati al Pio Albergo Trivulzio di Milano che «non è sempre riuscito a dare adeguata applicazione alle procedure di tutela degli operatori durante l'emergenza da SARS-CoV-2»: è quanto si legge nella relazione della Commissione di inchiesta istituita dalla Ats Milano su richiesta di Regione Lombardia e Comune di Milano. «La presenza di casi sospetti in diverse strutture del PAT fin dai primi giorni di epidemia è coerente con l'ipotesi di un'introduzione precoce dell'infezione (attraverso personale, visitatori e pazienti ambulatoriali) e di una successiva propagazione interna tra ospiti e pazienti, che le procedure di isolamento adottate (in camera singola o per coorte) non sono riuscite ad arginare in modo efficace», si legge nella relazione.

L’analisi della Commisione d’inchiesta

Per quanto riguarda i fattori esterni al PAT, la Commissione cita la scarsa disponibilità di Dpi e la difficoltà di un loro reperimento, l'indicazione ministeriale di effettuare i tamponi nasofaringei per ricerca di RNA virale solo all'ingresso in ospedale», mentre quelli interni riguardano «un elevato tasso di assenteismo del personale, anche prima dell'emergenza sanitaria» e «la difficoltà dell'Unità di Coordinamento a incidere efficacemente sui comportamenti concreti anche per la presenza di criticità relazionali accentuate dalle difficoltà a comunicare direttamente soprattutto durante le fasi iniziali dell'emergenza». «La gestione delle varie fasi dell'epidemia e il contenimento delle sue conseguenze sono state rese difficili, anche, dalle stesse complesse caratteristiche di base, strutturali e funzionali, del PAT con riguardo alle modalità di accesso e fruizione dei vari e diversificati servizi erogati dall'Istituto», si legge nella relazione. Nel primo quadrimestre dell'anno, il rapporto tra decessi osservati e decessi attesi al Pio Albergo Trivulzio è stato pari a 1.7 mentre quello corrispondente nelle rsa di ATS Milano è stato pari a 2.2 e, in particolare, nel periodo marzo-aprile la mortalità nella sezione rsa del Pat è stata “molto inferiore” a quello delle altre rsa nel medesimo periodo e “di poco superiore” a quello verificatosi nella popolazione generale over 70 di ATS. E' quanto si legge nella relazione della Commissione di inchiesta istituita dalla Ats Milano su richiesta di Regione Lombardia e Comune di Milano. Per quanto riguarda gli ospiti del Pat ricoverati nelle strutture di cure intermedie, la mortalità “risulta inferiore sia a quella media della popolazione generale over 70 che a quella osservato nelle analoghe strutture di ricovero per Cure Intermedie presenti nel territorio di ATS Milano”, prosegue la relazione.

L’assenteismo

«L'assenteismo lavorativo mostra livelli piuttosto elevati già in condizioni ordinarie nelle varie strutture del PAT ma ha raggiunto livelli straordinari durante l'emergenza: in alcuni reparti e per alcune figure le assenze hanno interessato il 65% della forza lavoro”: è quanto si legge nella relazione della Commissione d'inchiesta dell'Ats di Milano su quanto successo al Pio Albergo Trivulzio durante la pandemia, presentata oggi nel corso di una conferenza stampa e anticipata dal Corriere della Sera. La Commissione sottolinea che “particolare criticità alla gestione dell'emergenza è stata apportata dal marcato assenteismo del personale di assistenza che ha assunto dimensioni molto superiori all'atteso” e che “un livello così elevato di assenze dal lavoro difficilmente trova spiegazione nella diffusione del contagio tra gli operatori come rivelano gli indici di infortunio specifico segnalati dalla struttura”.

I pazienti in isolamento

«Già a fine febbraio» il Pio Albergo Trivulzio «metteva in isolamento alcuni casi con sintomatologia simil-influenzale che, col senno di poi, riconosciamo probabilmente essere stati casi di coronavirus. Quindi erano presenti già allora. L'ipotesi è di un ingresso precoce dell'infezione dall'esterno, probabilmente attraverso gli operatori di assistenza o gli educatori, con poi una propagazione interna che ha raggiunto il suo massimo nella seconda metà del mese di marzo”. E' quanto ha evidenziato Vittorio Demicheli, direttore sanitario dell'Ats di Milano, durante la presentazione dei risultati della commissione di verifica sulla gestione dell'emergenza Covid al Pat da lui presieduta. Demicheli ha spiegato che “questa ipotesi è incompatibile rispetto a quella di un innesco partito da pazienti trasferiti durante l'emergenza Covid”. (ANSA).

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