CONGRESSO DEM

Al via la convenzione del Pd: i candidati parlano agli elettori

di Mariolina Sesto

(ANSA)

2' di lettura

Matteo Renzi, Andrea Orlando e Michele Emiliano lanciano la loro campagna elettorale in vista delle primarie del 30 aprile, in cui tutti i simpatizzanti del Pd e non solo gli iscritti, decideranno il futuro segretario. Oggi a Roma alla Convenzione nazionale Pd (vero e proprio trait d’union fra il congresso dei circoli e quello rivolto a tutti gli elettori), i tre candidati enunceranno i temi che useranno nella loro campagna elettorale, in parte anticipati già ieri. Se Renzi auspica che finiscano le «pugnalate» all’interno dello stesso Pd, Orlando ed Emiliano accentuano la critica alle scelte del governo Renzi.

La strategia di Renzi: «addio ai gufi»
Renzi, oggi e nei prossimi giorni, si presenterà come l’unico leader in grado di una proposta forte alternativa a quella populista di M5s. Ma lo farà cercando di evitare toni polemici verso gli avversari interni, a cui non dovrebbe dare più del «gufo», come confida ai suoi. Il “Renzi post referendum”, punterà più alla “solidità delle proposte”, per tentare di farne capire la credibilità rispetto alle ricette M5s («che sono per la decrescita infelice», ironizza). E ieri a Bari ha affrontato in maniera organica il tema del Mezzogiorno, che non può essere solo «un parco vacanze», ma deve ripartire dalle proprie realtà produttive come l’Ilva, anche se decarbonizzata.

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Emiliano e l’imprinting anti-govern o

Emiliano anche oggi rilancerà i temi delle scorse settimane di forte critica delle “scelte disastrose” del governo Renzi, come la Buona Scuola, della quale il Governatore della Puglia critica i decreti legislativi emanati dal governo Gentiloni. Nelle prossime settimane questo rimarrà il leit-motiv della campagna, sperando che gli elettori di centrosinistra che vogliono discontinuità verranno ai gazebo.

Orlando e la speranza del sorpasso

Ma una incisiva critica al governo Renzi arriva anche da Andrea Orlando, che ne è stato ministro. Secondo Orlando occorre «ammettere» gli errori per ricostruire il rapporto con quei “mondi” con cui si è consumata la frattura, come quello dei professori. «La sfida del congresso - ribadirà oggi Orlando - non è quella di trovare l’anti-Renzi, ma uscire dall’isolamento politico nel quale ci siamo cacciati». Anche il ministro della Giustizia punta a mobilitare l’elettorato ampio del centrosinistra e spera nel sorpasso.

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