ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùDiplomazia e ricerca

Sputnik, sperimentazione allo Spallanzani sul vaccino russo

Il Forum di dialogo tra le società civili riunirà attorno a un tavolo scienziati e accademici dei due Paesi per spiegare le prospettive del farmaco anti-Covid

di Antonella Scott

Un vaccino giramondo. I promotori di Sputnik hanno lanciato un’aggressiva campagna di diffusione del farmaco anti-Covid

3' di lettura

È stato circondato da controversie fin dall’inizio: dal momento in cui, l’estate scorsa, Vladimir Putin ne ha annunciato la registrazione prima di ogni altro vaccino, Sputnik V - V per “vittoria” - è stato visto come uno strumento di propaganda del Cremlino, prima ancora che come un contributo alla battaglia globale contro il Covid.

E ora che alcuni Paesi europei, a cominciare dall’Ungheria, lo hanno scelto senza aspettare il parere dell’Agenzia europea del farmaco, mentre altri iniziano a guardare con favore alla possibilità di stringere accordi produttivi con i russi una volta ottenuta l’autorizzazione dell’Ema, gli interrogativi si moltiplicano: proprio di fronte alla possibilità che presto anche Sputnik possa entrare nella rosa dei vaccini tra cui scegliere, in Europa, c’è un bisogno assoluto di fare chiarezza.

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Forum italo-russo

È la ragione per cui il Forum di dialogo italo-russo per le società civili - progetto di nomina governativa nato per favorire lo sviluppo delle relazioni tra Italia e Russia - ha organizzato per il 23 marzo un convegno online che metterà i protagonisti della ricerca e della promozione di Sputnik - l’Istituto di ricerca Gamaleya di Mosca e il Fondo sovrano russo per gli investimenti diretti (Rdif) - a confronto con ospiti italiani quali Massimo Galli, primario infettivologo e professore ordinario di Malattie infettive all’Università di Milano; Francesco Vaia, direttore dell’Istituto Spallanzani; Francesco Rocca, presidente della Croce Rossa Italiana; Marcello Cattani, presidente del Gruppo Prevenzione Farmindustria, Pierluigi Petrone, presidente di Assoram, Alessio d’Amato, assessore sanità della Regione Lazio.

Spallanzani sperimenterà efficacia Sputnik su varianti

Nella giornata di sabato, poi, proprio l’assessore d’Amato ha annunciato: «Presto ci sarà la firma dell'accordo di collaborazione scientifica tra l'Istituto Spallanzani di Roma e l'Istituto Gamaleya di Mosca per valutare la copertura delle varianti di Sars-CoV-2 anche del vaccino Sputnik V».

Insieme all’ambasciatore d’Italia nella Federazione Russa, Pasquale Terracciano, e a Serghey Razov, ambasciatore russo in Italia, si cercheranno risposte alle molte domande sulle caratteristiche di Sputnik, le prospettive di un suo utilizzo in Europa, i problemi logistici. E quelli geopolitici.

Ferlenghi: condivisione aperta delle informazioni

«Ho pensato che fosse necessaria una condivisione aperta, che coinvolgesse la comunità scientifica, i tecnici, il privato e il pubblico ma anche i media - spiega Ernesto Ferlenghi, copresidente del Forum di dialogo italo-russo insieme a Vladimir Dmitriev -. E ora credo che francesi, tedeschi e altri vogliano seguire il nostro esempio».

Tra i temi che sarà possibile approfondire, immagina Ferlenghi, ci sono le diverse tipologie di accordi tra i governi e le case farmaceutiche, che in Russia come in Cina sono tutte statali; la catena tecnologica industriale in cui individuare le particolari competenze italiane, per esempio nella fase dell’infialamento; il confronto tra gli investimenti in ricerca e sviluppo e i brevetti che ne derivano. «E poi naturalmente il tema politico, la strategia delle diplomazie internazionali al lavoro».

Chiarire i dubbi su Sputnik e come funziona

Nel convegno, spiega il presidente del Forum di dialogo, sarà possibile esporre agli interlocutori russi tutti i dubbi che circolano riguardo a Sputnik: come funziona, le ragioni della diffidenza che sembra suscitare in patria, il percorso avviato con l’Ema, le ispezioni. «Sicuramente le verifiche vanno fatte - osserva Ferlenghi - come il processo di acquisizione dei dati. Garantendosi nello stesso tempo eventuali forniture. Ho pensato che fosse giusto che di tutto questo parlassero direttamente l’Istituto Gamaleya, detentore delle competenze e il fondo Rdif. Si potrà produrre in Italia? Quanto tempo serve? Quanti investimenti? Che accordi avete stretto in Germania, in Francia?».

«Ho detto ai russi - conclude Ferlenghi - dovete spiegare bene cosa avete in mente di fare». «Questo evento - aggiunge Alberto Conforti che con Livolsi&Partners ha collaborato all’organizzazione della Tavola Rotonda - è importante perché vuole rappresentare lo stato dell’arte delle relazioni tra Italia e Russia nella collaborazione istituzionale e industriale, per la gestione della pandemia, attraverso uno scambio di informazioni tra tutti i soggetti coinvolti, per garantire un coordinamento efficace e l’ottimizzazione delle risorse industriali nazionali dell’Italia e della Federazione Russa».

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