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Al via dodici mesi di sfide per l’automotive

di Mario Cianflone

2' di lettura

Dodici mesi vissuti intensamente. Il 2018 sarà ricordato come uno degli anni più singolari della storia dell’automobile. un anno che simboleggia un passaggio tra prima e dopo, tra un modo di intendere l’auto e un’altro, più moderno e adeguato ai tempi dell’era digitale. Gli scorsi dodici mesi hanno visto da una parte eventi drammatici come la morte di Sergio Marchionne, il manager che ha creato Fca, scomparso il 25 luglio, ma anche l’arresto per il dieselgate del Ceo di Audi, Rupert Stadler o l’arresto in Giappone di uno Zar dell’auto: Carlos Ghosn di Nissan per “financial misconduct”. Insomma un vero terremoto ai vertici delle case, ma il vero tsunami per l’auto è quello dell’elettrificazione. E questo perché le auto alla spina, pure o ibride plug-in necessitano di una radicale (e drammatica) trasformazione industriale, con nuove tecnologie di produzione che richiedono forti investimenti. Non per nulla il gruppo Volkswagen ha messo sul piatto elettrico qualcosa come 44 miliardi di euro, praticamente due manovre finanziarie di uno stato europeo come l’Italia, mentre addirittura Bmw e Daimler pensano di unire le forze su tecnologie e piattaforme.

Del resto il 2018 ha visto il debutto di modelli alla spina come la Jaguar I-Pace, Audi E-Tron, nonché Mercedes EQC, e la Porsche Taycan (che arriveranno nel 2019). E ci sono una infinità di ibride plug-in in arrivo: prima fra tutte quanto meno per orgoglio nazionale, la Jeep Renegade e la 500X (non confermata ma più che plausbile) a Melfi dove nascerà anche la Compass phev. E su queste basi il 2019 si annuncia elettrizzante, ma probabilmente occorre vedere le cose con un po’ di calma. Sul diesel ad esempio si è scatenata un’isteria collettiva che ha penalizzato un motore virtuoso per emissioni creando enorme incertezza sul mercato e rallentamenti conseguenti nelle vendite.

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L’auto ha bisogno di stabilità e certezze e forse le case dovrebbero tirare sul il piede dal gas quando pensano di fare annunci ad alto effetto wow del tipo «tra 3 anni solo elettriche», o« robotaxi in 5 anni». si confondono i consumatori, si ingenera confusione e soprattutto si alimentano fake news. Ricordiamo che nel 2019 doveva nascere l’auto di Apple. Nessuno l’ha vista. Come le auto volanti. I proclami tipo: «L’auto è uno smartphone a quattro ruote» sono stati smentiti dai fatti. L’automobile è e resterà un oggetto complesso, serio e importante.

La macchina è il secondo acquisto più impegnativo dopo la casa, non si può pensare di ridurla a un elettrodomestico. Quello che chiediamo alle case è dunque stabilità, linee strategiche coerenti e e prodotti che siano al passo con le tecnologie e che siano fruibili davvero guidando. ben vengano i comandi vocali e i touch screen, ma serve un passo avanti nello sviluppo di interfacce uomo macchina che mettano da parte effetti scenografici per portare in primo piano la fruibilità. E questo riguarda anche le soluzioni per la guida assistita, gli Adas ormai devono diventare un elemento di serie. La sicurezza, in una era di distrazioni di smartphone, deve essere sempre messa al primo posto.

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