ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùI NODI DELLA TRATTATIVA

Ilva, ArcelorMittal pronta a pagare tutti gli arretrati all’indotto

Arriva la schiarita ma il presidio rimane - Domani il governatore Emiliano torna per vedere i bonifici con i suoi occhi

di Domenico Palmiotti


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(Gaetano Lo Porto / AGF)

4' di lettura

Prima schiarita per l’indotto-appalto siderurgico di ArcelorMittal. L’azienda avvierà subito i bonifici per il pagamento alle imprese del 100 per 100 dello scaduto pregresso fino a fine ottobre. Lo scaduto, sempre al 100 per cento, maturato a fine novembre sarà invece saldato entro il 15 dicembre e poi i pagamenti successivi dovrebbero assumere una scansione normale.

Nodo fatture scadute
A Taranto c’è stato il primo dei due round decisivi tra ArcelorMittal, Confindustria Taranto e imprese dell’indotto-appalto siderurgico per provare a sciogliere una volta per tutte il nodo delle fatture scadute e non pagate, se non molto parzialmente, ai fornitori. Lo scaduto, per Confindustria, è ormai di 60 milioni di euro. Il secondo round è fissato per martedì 26 novembre. Per il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, presente all’incontro con ArcelorMittal insieme a Confindustria Taranto, una delegazione di imprese, e il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, «si allineano con i pagamenti». E l'incontro in agenda sarà l'occasione per «verificare davanti ai nostri occhi l’emissione dei bonifici, sesperiamo che tutto vada bene».

Risposta positiva
«Non sono né ottimista, né pessimista - ha aggiunto il presidente della Regione Puglia - ma devo dare atto che dopo la riunione di ieri (il 24 novembre, ndr), con la presa di posizione così severa e forte delle imprese che sono rimaste unite e compatte, l’azienda ha risposto positivamente e questo è sicuramente una buona notizia. Lo stabilimento, chiariamo, rimane ancora sotto pressione, noi non molliamo il presidio, lo stabilimento continuerà a funzionare come ha funzionato ieri, e domani se verranno pagate tutto il 100 per 100 dello scaduto al 31 ottobre, è chiaro che il blocco verrà rimosso e si ricomincerà a lavorare normalmente».

Il presidio continua
Da una settimana si tiene il presidio di protesta davanti alla portineria C della fabbrica. Un presidio che sinora ha consentito il passaggio delle materie prime e dei mezzi necessari alla produzione, ma che nelle prossime ore potrebbe farsi più conflittuale, bloccando la fabbrica, se le risposte attese non ci saranno. Lo dice il presidente di Confindustria Taranto, Antonio Marinaro: «Nelle ultime settimane si è detto tutto e il contrario di tutto. È necessario individuare una data per i pagamenti. Qualora questa data non dovesse essere definita, evidentemente le aziende, che sono già allo stremo, sono pronte ad azioni eclatanti condotte dagli imprenditori e dalle istituzioni».

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Telefonata tra Emiliano e Morselli
Le «azioni eclatanti» sarebbero scattate sin da lunedì 25 novembre se ieri 24 novembre, nel corso dell'assemblea in Confindustria Taranto, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, non avesse avuto due telefonate con l’ad di ArcelorMittal, Lucia Morselli. Ed è stata proprio la seconda telefonata, quella in cui si è passati dall’incontro inizialmente fissato per il 26 novembre a due incontri - il 25 novembre con prosieguo il 26 - a calmare un pochino le acque.

Disordine contabile
«Io sono in Confindustria con tutto l’indotto. L’indotto ovviamente sta per prendere oggi la decisione da martedì di bloccare ogni accesso alla fabbrica. E perché? Perché non sono pagati»: così Emiliano esordisce nella telefonata ricevuta da Morselli dopo che lui stesso aveva poco prima chiamato l’ad di ArcelorMittal. All’avvio della telefonata, segue una pausa di Emiliano che ascolta quanto dall’altra parte gli dichiara Morselli, poi il governatore di Puglia riprende: «Lucia, ma tu queste cose le puoi dire direttamente? Noi possiamo vederci direttamente lunedì mattina qui a Taranto? Ti voglio dire questo: io capisco che c’è un problema interno di disordine contabile che ti ha messo in difficoltà, però questo a loro», il riferimento di Emiliano è alle imprese dell’indotto-appalto, «interessa sino ad un certo punto, anzi non gliene frega proprio niente».

Anticipo dei pagamenti
Altra pausa, altre spiegazioni dell’ad Morselli al presidente della Regione Puglia, quindi Emiliano riprende: «Si, ma lunedi, se io accompagno insieme a tutti quanti e veniamo da te, e chiariamo partita per partita, quello che si può fare e quello che non si può fare? Perché loro non sono matti, nel senso che se tu hai un disordine contabile che ti deriva dal passato e non sai se devi pagare o meno, questi sono in grado di capirlo. Gli fai un anticipo e gli dai un po’ di fiato. Ma non è che gli puoi dire, siccome c’è un disordine contabile, non li pago più».

Esuberi zero
Per il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, presente alla riunione con gli altri sindaci del territorio, «la posizione dei sindacati é molto confusa. I sindacati oggi hanno una grande responsabilità di mancanza di chiarezza su questo argomento. I sindacati sono i primi che devono raccontare ai loro lavoratori che non se ne esce con esuberi zero. Se qualcuno dice questa cosa, stiamo perdendo tempo. Non si può riconvertire, rilanciare, mettere in sicurezza e pensare ad esuberi zero. Piuttosto pensiamo, in parallelo, a come mettere in sicurezza il reddito di questi lavoratori».
«Dobbiamo lavorare per sopravvivere o dobbiamo lavorare per tornare a vivere? - ha quindi chiesto agli imprenditori il sindaco di Taranto -. Ci devono dire chiaramente cosa sta accadendo per questi pagamenti. E solo quando avremo messo quei pagamenti in sicurezza, inizierà il dialogo. Il dialogo non é quello che è cominciato l’altro giorno a Roma». «Io, non so voi - detto ancora il sindaco di Taranto agli imprenditori -, non ho più fiducia di quella cosa lì. Si può chiamare ArcelorMittal, ThyssenKrupp, non ho più fiducia di un privato che riesca a tener fede agli impegni e alle priorità vostre e nostre».

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