Videogames

Al via gli europei di calcio su console. Da Fifa a Pes cronaca di un eSport minore

Il calcio di Fifa e Pes, quello dei videogiochi, è la cosa più verosimile al concetto di sport competitivi elettronico per chi non ha mai preso in mano un Joypad

di Luca Tremolada

3' di lettura

Il calcio di Fifa e Pes, quello dei videogiochi, è la cosa più verosimile al concetto di sport competitivi elettronico per chi non ha mai preso in mano un Joypad o Joystick. In Italia il videogioco più venduto coincide con lo sport più popolare. Siamo binari come gusti. Ecco perché c'è un particolare interesse intorno ai campionati europei di calcio. Le qualificazioni sono iniziate una settimana fa, domani scende in campo la nazionale italiana eNazionale TIMVISION PES che è campione in carica e sogna di bissare il successo europeo dopo il trionfo del 2020. La Nazionale ha vinto l'Uefa eEuro 2020 battendo la Serbia 3-1 in finale al meglio delle cinque partite, in un campionato giocato esclusivamente a Pes 20 su Playstation 4. Ma non c’è solo la nazionale, a partire da marzo ha preso il via la eSerie A Tim, organizzata da Lega Serie A, Infront e PG Esports, un torneo per Playstation sviluppato su due differenti piattaforme, Fifa e Pro Evolution Soccer.

Perché il calcio è un eSport minore? 

Il calcio però è paradossalmente uno eSport minore. Il grosso di questo business in predicato di valere miliardi viaggia quasi interamente su Pc e smartphone e si concentra su videogiochi come Dota2, Legue of Legends o sparatutto “dinosauri” come Counter Strike. Partite indecifrabili nella fruizione per un pubblico di non addetti ai lavori. Dota2 per esempio è un MOBA (Multiplayer Online Battle Arena) più giocati e più seguiti dalla community degli appassionati di eSports con 122 milioni di giocatori. Se non conoscete alla perfezione le meccaniche del gioco è diciamo complicato seguire una telecronaca di questa “disciplina”. Diverso è il discorso per il calcio, più accessibile anche se il pubblico è molto più limitato. E le prospettive sembrano interessanti: ProGaming che è anche partner esport della Figc ed organizza la selezione della rappresentativa nazionale che parteciperà ad UEFA Eeuro2021 è tra le società italiane inserite nella prestigiosa classifica “FT 1000 Europe's Fastest Growing Companies”.

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Cosa serve per praticare? 

Per praticare a livello amatoriale serve chiaramente possedere una console Playstation, Xbox ma anche la Nintendo Switch e un gioco del calcio (o Fifa o Pes). Se invece si vuole salire di livello occorre diventare Youtuber, Twitcher insomma uno streamer che è un giocatore che trasmette la propria partita. Per partire serve la console (o il Pc, a seconda del tipo di gioco) le cuffie, il microfono e la telecamere. Partiamo dall'ultimo accessorio: per 129 euro meglio la StreamCam della Logitech ma con 50 euro si trovano telecamere senza infamie a senza lode. Sul microfono c'è il Samson Meteor che è quello più popolare su Twitch, la piattaforma regina per i gamers (e non solo) e ha due vantaggi: il primo è che non costa molto (85 euro) e poi nobilita molto chi lo usa. Nel senso che è anche bello da vedere. Detto questo per giocare non serve, basta e avanza quello integrato nelle cuffie. Ci sarebbe anche la sedia da gamer, che sono quelle imbottite, un po' tamarre da navicella spaziale. Sono comodissime ma sono utili solo se siete un cyberatleta o un aspirante tale. Secretlab Omega edizione 2020 che è una delle più richieste costa sopra i 350 euro. Si vive anche senza. Mentre più strategica è la scelta del software per gestire la partita in diretta. Le console hanno il loro servizio per lo streaming. PlayStation, per esempio, permette uno streaming diretto su Twitch (oltre che su Youtube), ma così facendo non avrete nessun controllo di regia sulla trasmissione.

Su Pc meglio le due piattaforme principali sono Obs e Streamyard. Twitch (che dispone anche di una pratica scuola di streaming interna) consiglia anche altri servizi ma per semplicità ci sentiamo di consigliare Open Broadcast Software anche perché la sua versione base, cioè gratuita è la più completa. Streamyard è più semplice ma se si vuole personalizzare l’esperienza serve avere un account premium.

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