Famiglie e studenti

Al via «Fantastica routine» per garantire l’istruzione a 700mila piccoli rifugiati

di Redazione Scuola

5' di lettura

Il Covid-19 ha cambiato la nostra vita. Abbiamo perso molte sicurezze e anche le cose più banali hanno assunto sembianze assai diverse. Andare a scuola non è più scontato a causa del virus e siamo preoccupati per i nostri figli. Oggi ci rendiamo conto di quanto fosse “fantastica” la routine di un tempo e vorremmo solo tornare alla normalità. Anche per i bambini rifugiati la scuola era una routine prima di essere costretti a fuggire dalle violenze. Forse adesso possiamo capire che senza istruzione nessun bambino può avere un futuro. Con questo messaggio, l'Agenzia Onu per i Rifugiati (Unhcr) lancia la campagna “Fantastica Routine”, che dal 24 gennaio al 14 febbraio inviterà ciascuno di noi ad aiutare 700 mila bambini rifugiati nel Sahel a tornare scuola attraverso una donazione tramite SMS o chiamata da telefono fisso al numero 45588.
La campagna da un lato mira a stimolare una riflessione positiva sull'importanza della nostra quotidianità, ed in particolare sul ruolo dell'istruzione per i bambini, dall'altra ha lo scopo di raccogliere fondi da destinare all'emergenza umanitaria in corso nel Sahel, nello specifico al lavoro dell'Unhcr per assicurare istruzione a 700 mila bambini rifugiati che attualmente non vi hanno accesso. Nella regione del Sahel, l'ondata di violenza da parte dei gruppi armati estremisti, unita al Covid-19, ha infatti determinato la chiusura e la distruzione di 4000 edifici scolastici.
«Nel Sahel la mancanza di istruzione per i bambini e i ragazzi è un'assoluta emergenza– commenta Chiara Cardoletti, rappresentante dell'Unhcr per l'Italia, la Santa Sede e San Marino. Come la pandemia ci sta insegnando, la mancanza della scuola rappresenta una drammatica sospensione del percorso di crescita di ogni bambino, che può provocare pesanti ripercussioni sulla sua formazione e sul benessere psicofisico. Per un bambino rifugiato andare a scuola significa anche essere protetto dalla violenza. Stiamo lavorando senza sosta in Niger, Burkina Faso e Mali per ricostruire le scuole, metterle in sicurezza e prevenire la diffusione del virus, ma abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti. Basta un piccolo gesto per proteggere migliaia di bambini e riportarli alla loro indispensabile routine».
I fondi raccolti con la campagna saranno destinati alla costruzione o ristrutturazione di scuole e altri spazi didattici. Parte del ricavato sarà inoltre utilizzato per l'organizzazione della didattica a distanza per bambini che vivono in aree dove non c'è la necessaria sicurezza o dove le scuole sono chiuse a causa del Covid-19, per la formazione degli insegnanti sulla didattica a distanza e sul supporto psicosociale e per la fornitura di acqua, gel disinfettanti e altri dispositivi per la prevenzione del virus.

Il Sahel tra violenze endemiche e rischio Covid-19
Nel Sahel centrale, tra Burkina Faso, Mali, Niger, sono presenti circa 3,6 milioni fra sfollati interni e rifugiati; tra questi, il numero degli sfollati si è drammaticamente quadruplicato negli ultimi due anni, raggiungendo la cifra record di 2 milioni di individui. In tutta l'area 6 milioni di persone, tra cui moltissimi bambini, vivono in condizioni di povertà estrema e di insicurezza costante. Le cause si sommano: i cambiamenti climatici, i tanti conflitti che dilaniano le comunità, generando una violenza diffusa ed endemica, attentati, aggressioni e rapimenti da parte dei gruppi armati estremisti. L'uccisione degli insegnanti, il rapimento degli studenti da arruolare nella guerriglia, gli attacchi alle scuole o l'uso degli edifici scolastici per scopi militari sono diventati pratiche comuni nella regione. La diffusione del Covid-19 ha reso ancora più grave la situazione nel Sahel dal momento che ha determinato la chiusura di molte altre scuole. La didattica a distanza è estremamente difficile in questa regione a causa di mancanza di infrastrutture tecnologiche e carenza di devices. La combinazione di violenza e misure di prevenzione del Covid-19 sta impattando in maniera devastante sui bambini sfollati e rifugiati e rischia di compromettere i passi avanti fatti in materia di istruzione e di rovinare per sempre il loro destino. Eppure il ruolo della scuola è fondamentale nel contrasto alla pandemia: a scuola i ragazzini apprendono tutte le norme necessarie a prevenire la diffusione del virus, come il lavaggio delle mani, l'uso delle mascherine, il distanziamento. La scuola assume dunque un ruolo chiave, considerato anche che, se il virus si diffondesse in maniera massiccia nel Sahel, andremmo certamente incontro a un disastro umanitario vista la povertà e fragilità dei sistemi sanitari.

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L’impegno di Unhcr per garantire accesso all' istruzione
In questo momento la priorità nel Sahel è far tornare la scuola un luogo sicuro a 360 gradi. Il lavoro dell’Unhcr si concentra su più livelli, dalle infrastrutture scolastiche al ripristino della sicurezza delle scuole attraverso campagne di sensibilizzazione fino alla messa in sicurezza dei percorsi e dei trasporti verso la scuola degli insegnanti e degli alunni. Allo stesso tempo, stiamo lavorando per rendere le scuole un luogo dove si fa prevenzione dal Covid-19: stiamo infatti fornendo acqua, lavandini dove lavarsi le mani, saponi, gel disinfettanti e mascherine. È essenziale allo stesso tempo garantire l'accesso alla didattica a distanza, attraverso anche la formazione degli insegnanti, in modo da offrire un'alternativa concreta soprattutto nelle aree più insicure.

La campagna «fantastica routine»
Tutti possono contribuire con una donazione da rete fissa o SMS al numero solidale 45588 dal 24 gennaio al 14 febbraio 2021. Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari Windtre, Tim, Vodafone, Iliad, PosteMobile, Coop Voce, Tiscali. Sarà di 5 o 10 euro per le chiamate da rete fissa TIM, Vodafone, WINDTRE, Fastweb e Tiscali e di 5 euro per le chiamate da rete fissa TWT, Convergenze, PosteMobile. La campagna ha raccolto il sostegno di media partner come Rai per il Sociale, Mediaset, La 7, Sky, TV2000 e il quotidiano Domani. Al fianco di UNHCR ci saranno testimonial come Lino Guanciale, Lorena Bianchetti, Francesco Pannofino Nicole Grimaudo. Hanno assicurato il loro supporto anche Cecilia Dazzi, Carolina Crescentini, Fabio Fulco, Mia Ceran, Giovanni Scifoni, Maurizio De Giovanni, Irene Ferri, Maria Chiara Giannetta, Beppe Bergomi, Demetrio Albertini e Alessandro Costacurta.Anche il mondo del sport scenderà in campo per sostenere la campagna UNHCR. La Serie A dedicherà la 20ma Giornata di Campionato in programma il 29, 30 e 31 gennaio, con l'adesione di tutte le Squadra e attività a supporto in tutti i campi di gioco della Serie A. Ancora una volta, tra i testimonial sportivi che sosterranno l'iniziativa ci sono Demetrio Albertini, Beppe Bergomi, Alessandro Costacurta e la schiacciatrice dell'Imoco Volley e della Nazionale Miriam Sylla. A loro, si aggiunge quest'anno anche l'azzurro Alessandro Florenzi.

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