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Al via gli incentivi auto anche per le società di noleggio

Dal 2 novembre si amplia la platea dei beneficiari dell’Ecobonus - In Italia però rallenta il mercato delle auto “alla spina”

di Filomena Greco

2' di lettura

Saranno operativi da domani 2 novembre i nuovi incentivi per l’acquisto di automobili destinati alle società di noleggio. A tre mesi dall’approvazione del Decreto che amplia la platea di beneficiari dell’Ecobonus, entra dunque in vigore una misura molto attesa dall’intero settore e che dovrebbe ravvivare la dinamica delle vendite di modelli a basso impatto, full electric o plug in. Due le novità messe in campo dal precedente Governo: oltre alla possibilità di richiedere incentivi anche per le aziende c’è il rafforzamento degli aiuti per chi ha un reddito Isee inferiore a 30mila euro.

Le novità

Le società potranno contare su un contributo massimo pari a 2.500 euro (con rottamazione, 1.500 euro senza rottamazione) per l’acquisto di veicoli con emissioni di CO2 comprese tra 0 e 20 grammi per chilometro, contributo che scende a 2mila euro se l’autovettura scelta ha emissioni comprese tra 21 e 60 grammi per chilometro.

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Tra le novità evidenziate anche sul sito del Mise dedicato agli ecobonus, c’è anche la possibilità, per chi ha un Isee inferiore a 30mila euro, di usufruire di un contributo fino a 7.500 euro (con rottamazione, per modelli che abbiano emissioni fino a 20 grammi per chilometro) per l’acquisto di autovetture elettriche e ibride plug-in.

L’ampliamento della platea di beneficiari degli incentivi dovrebbe dare una spinta alla vendita dei modelli a basse emissioni, in frenata negli ultimi mesi tanto che le risorse in capo alle due tipologie di Ecobonus destinate ai modelli a minor impatto sono ancora consistenti e sfiorano i 300 milioni di euro, da utilizzare entro fine anno.

Rallenta il mercato delle auto “alla spina”

Secondo l’elaborazione dell’Anfia, le auto elettriche e ibride plug-in nel mese di settembre si confermano in calo rispettivamente del 40,4% e del 20,6%, in controtendenza rispetto al mercato europeo, dunque l’apertura della misura alle società potrebbe ridare vigore alle immatricolazioni. Anche se l’auspicio da parte delle associazioni del settore è che il limite di utilizzo delle risorse previsto dalla norma sia comunque interpretabile nella maniera più ampia possibile, «così da ottimizzare l'impiego delle importanti risorse ancora a disposizione fino a fine anno».

Sul fronte dell’elettrico, il mercato italiano fa notare l’Unrae si distingue fra i 5 Major Markets come fanalino di coda nella quota percentuale di auto “alla spina”, dove invece svetta la Germania con una quota di mercato pari al 32,3% mentre l'Italia resta sotto il 10% (8,5%), lontana anche da Francia (24,2%) e Regno Unito (22,4%). L’Unrae dunque, l’Associazione dei costruttori europei, insiste sulla necessità di accelerare lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica nel nostro Paese e la disponibilità di punti di ricarica veloce.

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