nessun rinvio

Al via la maratona fiscale di luglio: ecco quali sono le prime scadenze

Due date “calde” per i contribuenti saranno poi a fine mese il 30 e il 31. I sindacati dei commercialisti preparano una protesta per il mancato differimento

Maratona fisco, i commercialisti minacciano sciopero

Due date “calde” per i contribuenti saranno poi a fine mese il 30 e il 31. I sindacati dei commercialisti preparano una protesta per il mancato differimento


3' di lettura

Con oggi è partita la maratona per le scadenze fiscali con gli appuntamenti che si sovrappongono a quelli rinviati a causa dell’emergenza dettata dall’espidemia. Ben 246 fino alla fine del mese secondo il calcolo messo nero su bianco dai commercialisti in una lettera al Governo per chiedere un rinvio. Senza risultato. Un ulteriore rinvio però avrebbe fatto mancare ancora alle casse dello Stato, già provate dall’emergenza, un flusso stimato intorno a 8,4 miliardi. Per gli acconti e i saldi rinviati all’appello sono chiamati 4,5 milioni di contribuenti, in prevalenza partite Iva. Per i contribuenti altre due date “calde” saranno poi il 30 ed il 31 luglio.

Gli appuntamenti immediati

Si comincia con l’appuntamento più consistente, con il pagamento il del saldo 2019 e acconto 2020 delle imposte sui redditi. Pagamento anche per le partite Iva soggetti Isa e il saldo 2019 dei versamenti Iva. Appuntamento anche per le e-fatture con il versamento dell’imposta di bollo per quelle emesse da aprile a giugno. Si versa inoltre il saldo 2019 della cedolare secca e il primo acconto 2020. Acconto 2020 e saldo 2019 anche per i soggetti Ires e per l’Irap. In realtà per quanto riguarda i saldi e acconti di Iva e imposte dirette (Ires e Irpef) il pagamento può essere rinviato anche fino al 20 agosto, ma pagando una maggiorazione dello 0,40%. Sabato 25 (ma scadenza effettiva lunedì 27) scade per i titolari di partite Iva la presentazione degli elenchi riepilogativi (IntrastaT) relativi al mese/trimestre precedente.

Cerchiati in rosso 30 e 31 luglio

Parecchie scadenze anche giovedì 30 e venerdì 31 luglio: è possibile effettuare i versamenti Irpef dell’acconto 2020 e saldo 2019 con la maggiorazione dello 0,4%. Con la maggiorazione si può versare anche il saldo 2019 e primo acconto del 2020 della cedolare secca sugli immobili. Si versa inoltre l’imposta di registro sui contratti di locazione. È anche il giorno del pagamento dell’Iva per gli acquisti intracomunitari. Sempre il 31 appuntamento con il canone Rai, e c’è anche la scadenza per il ravvedimento breve. Tra gli appuntamenti infine anche l’invio della comunicazione riguardante l’esterometro entrata in vigore lo scorso anno.

Misiani: con Dl scostamento riprogrammiamo scadenze

L’esecutivo «ha rinviato le scadenze di marzo, aprile e maggio e con lo scostamento, che chiederemo al Parlamento nei prossimi giorni, cercheremo di allungare e riprogrammare quella scadenza». È stata questa l’assicurazione del viceministro dell’Economia Antonio Misiani fatta a Radio 24, nel ricordare di aver eliminato completamente le clausole di salvaguardia Iva e di aver deciso diverse altre misure di taglio della pressione fiscale, in particolare sul cuneo. Sulle risorse eventualmente provenienti dal Recovery Fund, su cui è in corso la trattativa a Bruxelles, Misiani ha chiarito nuovamente che «non servono né ad abbassare le tasse nè per le pensioni, servono per progettare sviluppo e investimenti in infrastrutture, green economy e digitalizzazione».

Sindacati dei commercialisti preparano protesta

I termini della protesta dei commercialisti italiani per il mancato rinvio delle scadenze fiscali verranno annunciati domani pomeriggio, nel corso della conferenza che le associazioni di categoria hanno convocato al Senato, alle 16, per manifestare la gravità della situazione in cui si trovano contribuenti e professionisti. Il presidente dell’Anc, Associazione nazionale commercialisti, Marco Cuchel, insieme ad altri otto sindacati (Adc, Aidc, Andoc, Fiddoc, Sic, Unagraco, Ungdcec ed Unico), ha promosso l’incontro di domani, nella Sala Nassirya, cui sono stati invitati, oltre ai vertici del Consiglio nazionale dei commercialisti, esponenti governativi e parlamentari di ogni schieramento, in cui si denuncerà come «molte» delle misure introdotte dal Governo per l’emergenza Covid-19 «non hanno minimamente contribuito a semplificare procedure e adempimenti nei confronti della Pubblica amministrazione».

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