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Tensioni alla marcia No Tav in Val di Susa

Centinaia di manifestanti, tra valsusini e attivisti dei centri sociali, al presidio di Venaus. Alcuni No Tav hanno aperto un varco nella pesante cancellata che sbarrava la strada verso il cantiere della Torino-Lione di Chiomonte. Petardi e bombe carta verso forze dell'ordine.

di Nicola Barone e Andrea Gagliardi


Tav, tensioni in Val di Susa

3' di lettura

Tensioni e scontri nel giorno, in Valle di Susa, del corteo dei No Tav. Un gruppo di manifestanti è riuscito ad aprire un varco nella pesante cancellata che sbarrava la strada verso il cantiere della Torino-Lione di Chiomonte. E ha oltrepassato la barriera. Alcuni No Tav hanno cercato invece di aggirare dall'alto la cancellata. Le forze dell'ordine hanno risposto col lancio di lacrimogeni.

Obiettivo cantiere
«Abbiamo raggiunto l’obiettivo: volevamo raggiungere il cantiere e ce l’abbiamo fatta». È il commento di una storica attivista No Tav alla
manifestazione di oggi in Valle di Susa. I manifestanti, percorrendo lo stradone che collega l'abitato di Giaglione al cantiere, hanno aperto un varco nella prima cancellata che sbarrava loro il percorso. Poi hanno proseguito il cammino fino al secondo sbarramento sul torrente Clarea.
Petardi e bombe carta sono state lanciate verso le forze dell'ordine che
presidiano il cantiere della Tav a Chiomonte. L'episodio si è verificato in una zona boschiva a monte del torrente Clarea

46 denunciati dalla polizia
Sono in tutto 46 i manifestanti No Tav identificati e denunciati per le tensioni di oggi pomeriggio in Valle di Susa. La maggior parte sono attivisti del centro sociale torinese Askatasuna. Tra questi c'è anche Giorgio Rossetto, 56 anni, uno dei leader di Askatasuna. Altri manifestanti verranno denunciati per avere violato la zona rossa. «Non ci sarà nessuna tolleranzaper teppisti e delinquenti. La Tav si farà, indietro non si
torna» ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini.

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Zona rossa da violare
Alcune centinaia di manifestanti, tra valsusini e attivisti dei centri sociali, si erano raccolti stamattina al presidio di Venaus per mettersi in marcia verso l’abitato di Giaglione. L’obiettivo dichiarato era quello di arrivare al cantiere e violare la zona rossa tracciata dalle ordinanze della prefettura che ne vieta l’accesso. «Pacifici e determinati». Veniva riassunto così lo stato d'animo dei No Tav alla vigilia della «grande marcia» nelle parole di un attivista storico come Guido Fissore, 74 anni. «Qui non si parla di prendere d'assalto il Palazzo d'Inverno o di fare chissà cosa. Noi vogliamo andare al cantiere. E se ce lo impediscono, cercheremo di andarci lo stesso». A scongiuare qualunque esito dannoso alla causa, i leader del movimento avevano sparso la voce di stare attenti alle «provocazioni».

La manifestazione No Tav in Val Susa

La manifestazione No Tav in Val Susa

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Quello della violenza è il nodo intorno al quale, nei giorni passati, si sono addensate non poche perplessità, quanto alla tenuta generale dell'evento. «Manifestanti incappucciati stanno tentando di forzare i cancelli del cantiere TAV, ovviamente con sottofondo di 'Bella Ciao'» ha subito scritto oggi su Facebook dopo gli scontri il ministro dell’Interno Matteo Salvini, che ieri aveva avvisato: «Se qualcuno cominciasse a fare casino, ad attaccare, bruciare, minacciare e insultare, nessuno resterà a guardare. Sul posto ci sono 500 agenti. E nessun episodio di violenza resterà impunito».

Di Maio: no regali a Macron, non ci arrendiamo!
«NOI NON CI ARRENDIAMO! NOI PENSIAMO AL PAESE, non facciamo regali a Macron» scrive intanto a caratteri cubitali, su Facebook il leader M5s Luigi Di Maio. Il vicepremier rilancia il link alla mozione pentastellata per il No alla Tav con la quale il movimento impegna
il Parlamento a bloccare la realizzazione dell’Alta velocità. «L’unico regalo a Macron lo hanno fatto Movimento 5 Stelle e Pd votando la presidente della Commissione Europea decisa a Parigi e Berlino. Chi dice no al Tav invece dice no al futuro, al progresso e al lavoro, è fuori dal mondo» è la replica in una nota della Lega.

Morra-Di Battista: no al “Partito Grandi Opere
«Non è scritto in nessun documento ufficiale che l'Ue finanzierà non più il 40%, bensì il 55% dei previsti 9,6 miliardi di costo» Tav. «Ci sono proposte generiche» rincarano la dose però su Fb il senatore M5s Nicola Morra, in un post che Alessandro Di Battista sottoscrive. «Non c'è alcuna penale per la rescissione», afferma. «Il Tav non serve ai cittadini. Potrebbe servire a imprese e banche d'affari. Serve sicuramente al Partito (Unito e senza frontiere, trasversale,transnazionale) delle Grandi Opere. A questo io non ho mai aderito».

Leader No Tav: 5S han calato le brache su tutto
Ma lo storico leader No Tav, Alberto Perino, prende le distanze dal Movimento 5 Stelle. E attacca: «Sapevamo benissimo che alla fine
avrebbero calato le brache sulla Tav, come le hanno calate su tutto il resto». «Abbiamo consigliato di fare questo o quest'altro, ma non ci hanno mai ascoltati», ha detto in una video intervista a margine della
manifestazione No Tav in Valle di Susa. E ancora: « Ci avete venduti, come tutti gli altri. Non prendeteci in giro: in un anno non avete mai detto
una volta No Tav»

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