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«Al via la nuova piattaforma Kim Real Estate per l’Italia»

Eleonora Lagonigro, direttore corporate di Kruk Italia, spiega come il nuovo strumento consente di rigenerare immobili selezionati che andrebbero in asta

di Evelina Marchesini

4' di lettura

Dalla Polonia all'intera Europa con una presenza in sette Paesi e leader di mercato nella gestione del credito, tanto da essere tra i primi tre player del settore in termini di Ebitda. Il Gruppo Kruk gestisce sia portafogli di proprietà sia portafogli per conto terzi e conta con un totale di asset under management (Aum) di 4,5 miliardi di euro. Eleonora Lagonigro, director of corporate business area di Kruk Italia, spiega al Sole 24 Ore le strategie di espansione nel nostro Paese e il lancio della piattaforma Kim Real Estate presentata agli operatori del settore al Forum di Previsioni e strategie di Scenari Immobiliari.

Che cos’è Kim Real Estate e quali sono gli aspetti innovativi per l’Italia?
Si tratta di un'innovativa piattaforma digitale volta a semplificare la cessione di immobili dati a garanzia di crediti. In sostanza ci proponiamo di portare a nuova vita il patrimonio immobiliare dato a garanzia dei crediti gestiti. Improntata sulla filosofia di circolarità e sostenibilità, Kim Real Estate rappresenta lo strumento migliore per connettere clienti e investitori.

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Può spiegarlo più in dettaglio?
Sfruttando un processo semplice e trasparente, in accordo con il cliente, la piattaforma intende facilitare la dismissione dell'immobile dato a garanzia del credito, trovando il giusto investitore ed elaborando la strategia migliore. Kim Real Estate rappresenta il primo tassello di una rigenerazione immobiliare e, in molti casi, la fine delle difficoltà economiche per il cliente, che può quindi concentrarsi sul proprio business.
In pratica proponiamo ai clienti immobili già selezionati, che provengono dalla grande massa di sottostante che già abbiamo in portafoglio e che, dopo studi ad hoc, risultano avere grandi potenzialità derivanti dalla rimessa in bonis. Tali immobili vengono dunque tolti dall'iter dell'incaglio dei crediti e rimessi in circolo grazie a partnership con società immobiliari, sviluppatori e così via.

Ci sono specifiche tipologie di asset nella piattaforma?
La piattaforma sta partendo ora e abbiamo appena presentato alla platea del real estate una specifica case history. Gli immobili possono però essere di diverso tipo, per esempio stiamo valutando alberghi, complessi ospedalieri, Rsa, logistica, centri commerciali, residenze per studenti e così via. Per noi non è importante la quantità di immobili che mettiamo nella piattaforma, quanto la qualità, derivante dalla nostra selezione a monte. Questa attività potrà essere effettuata anche su crediti non di proprietà. La piattaforma è una vetrina e poi lavoriamo ad hoc con chi è interessato allo specifico immobile.

Come nasce il gruppo?
È stato fondato nel 1998 a Wroclaw in Polonia, poi quotato sulla Borsa di Varsavia e sul mercato obbligazionario del Warsaw Stock Exchange. Nel 2015 debutta nel nostro Paese con Kruk Italia e nel 2018 acquista il 100% di Agecredit, lanciando nel 2019 la linea di business corporate. In particolare Agecredit, che è Special servicer per la gestione dei portafogli conto terzi, conta 54 persone nella sede di Cesena (78% donne) e Kruk Italia, Special servicer per la gestione di portafogli di proprietà, 321 persone tra le sedi di Milano e La Spezia e il 57% sono donne. Nel gruppo lavorano circa 3mila persone, in tutta Europa.

Come vi differenziate dagli altri operatori del settore?
La differenza è proprio la selezione di specifici immobili e il fatto di proporli, con un business plan, al mercato prima di arrivare alla fase dell'asta. Si tratta di strategie che vengono definite taylor made con il cliente.I nostri competitor in realtà non effettuano nessuna selezione, semplicemente mettono a disposizione tutto ciò che hanno in portafoglio e molto di questo è già avviato verso l’asta. Crediamo nella possibilità di dare nuova vita a molti degli immobili sottostanti i crediti incagliati, anziché lasciarli deprezzare e in alcuni casi deteriorare con le modalità d’asta.

Avete comprato un grosso portafoglio da Unicredit proprio quest’anno, di cosa si tratta?
Nel gennaio 2022 abbiamo comprato un portafoglio di 250 milioni di euro di crediti di cui consideriamo che la metà sia immobiliare e vi stiamo lavorando.

Siete in Italia con una visione opportunistica o di lungo termine?
Siamo in Italia per restarci e abbiamo una strategia di lungo termine e con un focus particolare sui crediti corporate, cioè di aziende.

Ha parlato di uno “case study”, di cosa si tratta?
Con il contributo di Scenari Immobiliari abbiamo individuato una struttura complessa ubicata in Veneto, su un’area di circa 90mila mq. L’asset è situato in zona facilmente accessibile dall'autostrada e dalla strada provinciale ed è composto da numerosi corpi di fabbrica di varie epoche, strutture di servizio e terreni. Ci sono una Rsa, palestra, piscina, spogliatoi, una villa storica ad uso uffici, un immobile anni 60 e altro. La struttura risulta parzialmente locata. Lo stato manutentivo delle superfici occupate è eccellente; sono invece da ristrutturare le porzioni attualmente vacant. Si tratta di un investimento value added e lo proponiamo con l’obiettivo di studiare una valorizzazione ad hoc con il cliente.

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