l’accordo

Al via il Patto salute: in corsia medici fino a 70 anni e specializzandi dal terzo anno

Si conclude un lungo braccio di ferro con i Governatori. A sbloccare l’impasse è stata la decisione del ministero della Salute e del Mef di accettare le richieste delle Regioni.

di Marzio Bartoloni


Sanità, cambia il ticket: si paga in base al reddito

2' di lettura

Dopo un braccio di ferro durato mesi e con un ritardo di almeno un anno Regioni e Governo hanno finlamente trovato la quadra sul Patto per la Salute, l’accordo che fissa le regole della Sanità da qui al 2021. A sbloccare l’impasse è stata la decisione del ministero della Salute e del Mef di accettare le richieste dei Governatori: la possibilità di far restare in servizio i medici fino a 70 anni e il via libera alla stipula di contratti a tempo determinato per gli specializzandi a partire dal terzo anno

«Approvato il Patto per la salute. Governo e Regioni insieme a difesa del diritto alla salute. Ora è più forte il nostro Servizio sanitario nazionale», questo il commento a caldo del ministro Roberto Speranza su twitter dopo la sigla dell’accordo.

Le misure principali
Il Patto per la Salute prevede innanzitutto la conferma del finanziamento del Servizio sanitario nazionale per 3,5 miliardi per il prossimo anno e per il 2021. Tra le novità principali c’è la possibilità - chiesta dalle Regioni - di poter impiegare in corsia i medici se necessario fino a 70 anni. Una soluzione, questa, per provare ad arginare il problema della carenza di personale. Sale anche il tetto della spesa per il personale - le norme sono già state inserite nel decreto fiscale - che consentirà nuove assunzioni. E sempre per ridurre il gap di personale che colpisce in particolare i pronto soccorso le Regioni hanno incassato anche la possibilità di poter utilizzare i giovani medici che si styanno ancora specializzando già dal terzo anno (i corsi durano dai quattro a i sei anni).

Territorio e farmaci
Tra le altre misure che dovranno essere attuate c’è la riforma degli enti che gravitano attorno al ministero e cioè l’Agenzia del farmaco, l’Istituto superiore di sanità e l’Agenas. C’è poi l’invito a rivedere la governance della spesa farmaceutica con la revisione dei tetti e saranno definiti delle linee d’indirizzo per rilanciare l’assistenza sul territorio con l’avvento anche dell’infermiere di famiglia. Previsto anche lo sviluppo della farmacia dei servizi, dove si potranno fare analisi e primi esami. In cantiere c’è anche una revisione della Sanità integrativa e soprattutto la riforma della compartecipazione dei cittadini alla spesa con i ticket che saranno pagati in base al reddito.

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