premi e concorsi

Al via Q-INTERNATIONAL, bando per promuovere gli artisti italiani all’estero

di Marilena Pirrelli

Sarah Cosulich (foto Dario Muzzarini)

4' di lettura

La Fondazione Quadriennale di Roma lancia Q-International , un fondo per sostenere e promuovere la presenza di artisti italiani in mostre ed eventi realizzati da istituzioni straniere nel campo delle arti visive contemporanee, offrendo un sostegno rapido e preciso per le spese organizzative.
Il bando si iscrive nell'ambito del nuovo programma per il triennio 2018-2020 di 300mila euro per realizzare le attività collaterali e ha l'obiettivo di contribuire alla promozione degli artisti italiani all'estero e consentirà di effettuare una mappatura approfondita dell'arte contemporanea italiana nel contesto internazionale. Il bando è attivo dal 29 aprile all'11 giugno 2018 ed è indirizzato a persone giuridiche pubbliche e private, senza scopo di lucro e con sede legale non in Italia, la cui finalità sia la promozione delle arti visive contemporanee: musei, istituti universitari, kunsthalle, kunstverein, kunsthaus, centri per l'arte contemporanea, fondazioni, spazi alternativi, associazioni culturali e organizzazioni come biennali, triennali o quadriennali.

Il fondo prevede bandi di finanziamento semestrali: il primo è scaricabile dal sito internet della Fondazione: http://www.quadriennalediroma.org. Il prossimo è atteso il 1° ottobre. “Con Q-INTERNATIONAL – dichiara il presidente della Fondazione Franco Bernabè – intendiamo rafforzare il ruolo propositivo di Quadriennale anche al di fuori dei confini nazionali. Il nostro obiettivo è quello di valorizzare all'estero gli artisti italiani emergenti costruendo nuove connessioni con istituzioni e realtà culturali non-profit che operano in altri Paesi”.

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Q-INTERNATIONAL vuole fornire un'opportunità di sostegno a costi organizzativi di manifestazioni all'estero che coinvolgano uno o più artisti italiani. Ogni domanda di finanziamento non potrà eccedere l'importo di 12.000 euro. Le voci di spesa ammissibili possono riguardare, ad esempio, il trasporto e l'assicurazione delle opere, le spese di viaggio e ospitalità degli artisti, il cachet dei performer, le spese per pubblicazioni e traduzioni, così come per la documentazione audio-video. Sono, invece, esclusi i costi relativi alla produzione delle opere.

Così Q-INTERNATIONAL si pone in un rapporto di complementarità rispetto a Italian Council , il progetto promosso dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane del MiBACT rivolto a sostenere la produzione e la disseminazione di nuove opere di artisti italiani contemporanei nel nostro Paese e all'estero.
Le domande ricevute saranno valutate da un comitato scientifico di pregio, composto da Cristiana Collu (direttrice della Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea , Roma), Alberto Garutti (artista e docente), Cesare Pietroiusti (artista e docente), Andrea Viliani (direttore del MADRE – Museo d'arte contemporanea Donnaregina, Napoli). Del comitato faranno parte anche il direttore artistico e il curatore della Fondazione, Sarah Cosulich e Stefano Collicelli Cagol.
“Q-INTERNATIONAL – spiega il direttore artistico Sarah Cosulich – permetterà di stimolare l'attenzione nei confronti degli artisti italiani da parte di musei e spazi per l'arte di tutto il mondo. Al tempo stesso, aiuterà a compiere una mappatura approfondita e aggiornata della nostra arte”.

Il bando affianca Q-RATED , l’open call che scade venerdì 4 maggio che organizza una serie di workshop rivolti ad artisti e curatori italiani tra i 21 e 32 anni con Pierre Bal-Blanc, Elena Filipovic, James Richards a Roma, Villa Carpegna 3-4-5 luglio 2018. Obiettivo dei workshop è quello di approfondire tematiche rilevanti nel campo delle arti visive mettendo in contatto professionisti internazionali del contemporaneo con i giovani artisti e curatori: il primo workshop affronterà la questione dell'artista come curatore e del curatore come artista.

«Lo stanziamento di partenza – prosegue Cosulich – verrà ampliato attraverso una campagna di fundraising, di cui mi occupo insieme al direttore generale Ilaria Della Torre e al presidente. Già dalla prima attività di comunicazione con e-flux abbiamo ricevuto attenzione da parte di curatori e istituzioni. Il bando semestrale andrà a sostenere progetti già avviati e i nuovi e copre un anno. Chi fa domanda ora può lavorare a mostre in calendario dal 1° settembre al 1° agosto 2019. Oltre all’aspetto economico è importante il dialogo che si creerà con le istituzioni estere: ci metteremo a loro disposizione per avviare un rapporto di lungo termine. Obiettivo comunicare l’arte italiana nel mondo. Basta farsi un giro degli artisti presenti nelle biennali di quest’anno dalla Gwangju Biennale alla Bangkok Art Biennale dalla Taipei Biennial alla Riga International Biennial of Contemporary Art per trovare molti artisti francesi e tedeschi, ma gli italiani sono pochissimi. C’è uno squilibrio interno tra questi paesi che ci rende trasparenti». Come mai? «In assenza di una struttura istituzionale di supporto è difficile farsi vedere» prosegue Cosulich. «Basta osservare come operano i francesi con l’Alliances françaises e i Frac, i tedeschi con i fondi del Goethe-Institut e le Kunsthalle, gli olandesi con Mondriaan Fond, gli svizzeri con Pro Helvetia , i paesi scandinavi con Iaspis e i danesi con il Danish Arts Council per capire com’è possibile fare sistema nell’arte. Speriamo di poter contribuire con un lavoro a lungo termine e una proiezione nel futuro per raccogliere i risultati con continuità. Con le nuove dinamiche del sistema dell’arte e il ruolo storico dell’Italia dobbiamo evolvere a livello globale. Questo fondo non ha la velleità di permettere alle istituzioni di realizzare mostre che non avrebbero mai realizzato, ma di permettere la migliore riuscita di progetti in corso o futuri legati ad artisti italiani, coprendo le spese degli artisti. Sono spese di appoggio che, sappiamo, spesso fanno la differenza per le istituzioni piccole e dinamiche come le kunsthalle, gli spazi sperimentali e no profit. All’application è chiamata a rispondere l’istituzione che lavora con un artista italiano, cui chiediamo nella documentazione una dichiarazione: è importante che siano viventi, non vi sono vincoli di età e neanche di residenza, ed è aperto anche ad artisti stranieri che hanno base in Italia. Nella selezione dei progetti terremo in considerazione il tipo di visibilità e l’impatto delle mostre da sostenere. La produzione delle opere resta a carico dell’istituzione. In vista della Quadriennale i due progetti Q-International e Q-rated ci permetteranno di sviluppare una mappatura dell’arte italiana nel mondo» conclude Cosulich.

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