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Via libera del Cdm a riforma della giustizia e Nadef: inflazione giù entro fine anno

Dopo il parere delle Camere, arriva dunque anche il via libera definitivo ai decreti attuativi della riforma della giustizia. Provvedimenti che sono punti cardine nel contesto delle norme di attuazione del Pnrr con gli obiettivi di sensibile riduzione della durata dei giudizi, sia civili sia penali

Da sinistra a destra, il premier Mario Draghi e il ministro dell’Economia Daniele Franco (foto Ansa)

5' di lettura

Via libera del Consiglio dei ministri all’unanimità alla riforma della giustizia. Dopo il parere delle Camere, arriva dunque anche il via libera definitivo ai decreti attuativi della riforma della giustizia, civile e penale. Si tratta, in particolare, dei tre pilastri della riforma Cartabia: il nuovo ufficio del processo, la revisione del processo civile e la riscrittura di quello penale. Provvedimenti che sono punti cardine nel contesto delle norme di attuazione del Pnrr con gli obiettivi di sensibile riduzione della durata dei giudizi, sia civili sia penali.

Ok Cdm anche alla Nadef: la crescita 2023 si ferma allo 0,6%

Semaforo verde da parte del Governo anche alla Nadef, ovvero la Nota di aggiornamento del Def. Il Pil rallenta ed è atteso crescere solo dello 0,6% nel 2023. In particolare, nella Nadef la crescita stimata del Pil nel 2022 è del +3,3%, con una revisione al rialzo rispetto alle previsioni del Def di aprile (+3,1%). Nel 2023, invece, rallenterà al +0,6%, per poi risalire (in questo caso le stime confermano le previsioni del Def) a +1,8% nel 2024 e +1,5% nel 2025. «La previsione di aumento del Pil per quest’anno viene rivista al rialzo», si legge nel documento, «grazie alla crescita superiore al previsto registrata nel primo semestre e pur scontando una lieve flessione del Pil nella seconda metà dell’anno».

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Deficit scende al 5,1% quest’anno, al 3,4% nel 2023

Sempre nel documento viene spiegato che l’indebitamento netto tendenziale nel 2022 scende al 5,1% (a fronte dell’obiettivo del 5,6% indicato in aprile col Def) e si attesterà al 3,4% nel 2023, sempre in calo dalla stima del Def (3,9%). «Nelle proiezioni aggiornate per il 2022 la finanza pubblica beneficia del positivo andamento delle entrate e della moderazione della spesa primaria sin qui registrate quest’anno, mentre risente dell’impatto sul servizio del debito dell’aumento dei tassi di interesse e della rivalutazione del nozionale dei titoli di stato indicizzati all’inflazione», si spiega.

Inflazione comincerà a scendere entro fine anno

Quanto all’inflazione, «l’aggiornamento della previsione evidenzia anche un rialzo del sentiero dell’inflazione e della crescita salariale; si continua comunque a prevedere che il tasso di inflazione cominci a scendere entro la fine di quest’anno». La Nadef contiene solo il quadro tendenziale e non quello programmatico, lasciando la programmazione delle spese al governo che verrà.

Impatto rilevante rialzo interessi, spesa 2023 al 3,9%

Nel 2023 «permarranno gli effetti del rialzo dei tassi di interesse» e «la spesa per interessi sarà pari al 3,9 per cento del Pil». È quanto si legge nella Nota di aggiornamento al Def. L’aumento di «tassi e rendimenti» ha «un impatto negativo sul Pil che è marginale per quest’anno ma molto significativo sul 2023 e rilevante sugli anni successivi».

Debito pesante ma tendenze conti pubblici rassicuranti

«Le tendenze di finanza pubblica presentate in questo documento - si legge nella premessa al documento, firmata dal ministro dell’Economia Daniele Franco - sono complessivamente rassicuranti, sebbene il servizio del debito si faccia più pesante». Nella Nadef il ministro ricorda che «nel 2024 rientrerà in vigore il Patto di stabilità e crescita - nella versione che scaturirà da una consultazione che la Commissione europea aprirà prossimamente sulla base di una proposta di riforma delle regole fiscali».

Nadef, aumento costi ritarda spesa Pnrr,restano 170 miliardi da usare

Un passaggio della premessa è dedicato al Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. «L’ammontare di risorse effettivamente spese per i progetti del Pnrr nel corso di quest’anno sarà inferiore alle proiezioni presentate nel Def per il ritardato avvio di alcuni progetti che riflette, oltre i tempi di adattamento alle innovative procedure del Pnrr, gli effetti dell’impennata dei costi delle opere pubbliche». Dei 191,5 miliardi assegnati all’Italia «circa 21 saranno effettivamente spesi entro la fine di quest’anno. Restano circa 170 miliardi da spendere nei prossimi 3 anni e mezzo», risorse che «se pienamente utilizzate» daranno «un contributo significativo alla crescita».

Franco, ritrovato dinamismo, avanti ripresa e tenuta conti

«Il Governo - scrive ancora Franco nella premessa alla Nadef - conclude il suo operato in una fase assai complessa a livello geopolitico ed economico ma con evidenti segnali di ritrovato dinamismo per l’economia italiana. L’auspicio è che, in un contesto di graduale riduzione del deficit e del debito pubblico la ripresa economica avviata dopo la crisi pandemica prosegua e si consolidi, sostenuta dagli investimenti privati e pubblici, da tassi di occupazione più alti e da una dinamica della produttività più elevata».

Lavoro sportivo, Cdm approva la riforma Vezzali

Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il correttivo del decreto attuativo della riforma del lavoro sportivo, messo a punto dal sottosegretario allo sport, Valentina Vezzali. Il decreto, si legge nella nota pubblicata da Palazzo Chigi in serata, «introduce modifiche volte a definire un quadro normativo chiaro e univoco, in grado di contemperare le esigenze di tutela del lavoro e della salute dei lavoratori dello sport con la stabilità e la sostenibilità del sistema sportivo dilettantistico, riducendo il rischio del contenzioso, alla luce del principio di specificità sancito dall'ordinamento dell'Unione Europea, riconoscendo in modo puntuale le previste agevolazioni e facendo emergere fenomeni di elusione fiscale e previdenziale».

Riordino della disciplina degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico

Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro della Salute Roberto Speranza, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo di attuazione della delega relativa al riordino della disciplina degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS). Il decreto - si legge ancora nella nota della Presidenza del Consiglio - «si inserisce nell'ambito della “Missione 6 – Salute” del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), al fine di rafforzare e migliorare il rapporto fra ricerca, innovazione e cure sanitarie. Il testo, tra l'altro, introduce criteri e standard internazionali per il riconoscimento e la conferma del carattere scientifico di IRCCS, con la valutazione dell'impact factor, della complessità assistenziale e l'indice di citazione, per garantire la presenza di sole strutture di eccellenza. Si definiscono, inoltre, le modalità di individuazione del bacino minimo di riferimento atte a rendere la valutazione per l'attribuzione della qualifica IRCCS più coerente con le necessità dei diversi territori».

Cdm, golden power su piani 5G Tim e Vodafone

Il governo alza una barriera di sicurezza sui piani di sviluppo del 5G di Tim e Vodafone. E lo fa, su proposta del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, esercitando il golden power, sotto forma di prescrizioni, riguardo all’approvazione del piano 5G per l’anno 2022, presentato di Tim e lo stesso per Vodafone Italia.

Ok piano Inwit, golden power su Cogne Acciai speciali

Sempre su proposta del ministro Giorgetti, il governo Draghi ha deliberato l’esercizio dei poteri speciali in relazione all’acquisizione da parte di Walsin Lihwa Corp. di circa l’85% del capitale sociale della società lussemburghese MEG S.A. e, indirettamente, del 70 % del capitale sociale di Cogne Acciai Speciali S.p.a.. Il Cdm, come si legge nel comunicato finale, ha deliberato anche «l’approvazione, con raccomandazione, del Piano annuale 2022 della società Inwit S.p.a., relativo al programma di acquisti dei beni, dei servizi e delle componenti ad alta intensità tecnologica funzionali alla progettazione, alla realizzazione, alla manutenzione e alla gestione delle attività di cui al comma 1 dell’articolo 1-bis del decreto-legge n. 21 del 2012».

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