EMERGENZA COVID

Verso Pasqua in lockdown, ma ministri divisi sulle misure. Decisione rinviata a venerdì

Nella giornata di giovedì saranno esaminati nuovi dati sulla diffusione del contagio e sono in agenda approfondimenti con le Regioni e le Province autonome . Probabile nuova cabina di regia di Draghi con ministri ed esperti Venerdì il Consiglio dei ministri dovrebbe adottare le nuove misure.

Coronavirus, Cts: zone gialle e rosse rafforzate, weekend come a Natale

4' di lettura

Alla fine della riunione della cabina di regia del Governo - chiamata a valutare l’ulteriore stretta anti-Covid raccomandata dal Comitato tecnico scientifico per arginare la terza ondata di contagi - Mario Draghi e i suoi ministri hanno scelto di attendere i dati del monitoraggio settimanale prima di decidere quali misure in concreto adottare. Nella giornata di giovedì è in agenda un confronto con Regioni e le Province autonome, dopo la quale potrebbe essere convocata una nuova cabina di regia del premier Mario Draghi con i ministri e gli esperti. Venerdì il Consiglio dei ministri dovrebbe decidere sulle nuove misure.

Una ipotesi sul tavolo è inoltre che le misure non vengano più adottate attraverso un dpcm ma con un provvedimento di legge, che potrebbe essere un decreto legge o anche - questa l'opzione al vaglio - un disegno di legge da approvare con corsia preferenziale e tempi brevissimi in Parlamento, per garantire un pieno coinvolgimento delle Camere.

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Tempo fino al Cdm di venerdì per decidere le nuove misure

Il governo sembra orientato a recepire l'indicazione del Cts sulla necessità di stabilire un automatismo e far passare in zona rossa le Regioni che superino i 250 contagi ogni 100mila abitanti. È inoltre probabile che vengano fissate limitazioni in tutta Italia da zona rossa nel weekend, blindando i fine settimana a partire dalla chiusura di bar e ristoranti. La stretta per il passaggio automatico in rosso delle regioni dovrebbe partire lunedì. Ma è nota la volontà del premier Mario Draghi di informare i cittadini con il dovuto anticipo: improbabile che il lockdown nazionale nel weekend sia operativo già dal 13 e 14 marzo. «Alcune misure più restrittive andranno implementate, come abbiamo fatto a Natale: zone rosse nei festivi e prefestivi nel periodo intorno a Pasqua» ha anticipato a Porta a Porta Stefano Patuanelli, capo della delegazione M5s al governo e membro della cabina di regia, nonché ministro delle Politiche agricole.

Le divisioni nel governo

Tra i ministri c'è chi, a partire da Roberto Speranza, spinge per rafforzare le chiusure da subito in tutto il territorio nazionale, non solo nei fine settimana. E al contrario c'è chi non vorrebbe penalizzare ancora ristoranti e negozi, neanche nei weekend. Pd, M5s e Leu si collocano su una linea rigorista, Fi, Lega e Iv frenano su nuove misure nazionali generalizzate. Di qui la scelta di un supplemento di riflessione: si valuteranno i nuovi dati e ci si tornerà a confrontare nelle prossime ore con le Regioni, poi venerdì Draghi riunirà il Consiglio dei ministri per decidere come procedere

Niente lockdown nazionale

Il premier non sembra considerare l'ipotesi di un lockdown nazionale. E intende decidere su basi scientifiche, non politiche: decisivi i dati. I nuovi dati del monitoraggio settimanale dovrebbero fotografare l'ulteriore peggioramento della curva epidemiologica mandando di fatto quasi tutta l'Italia in zona arancione o rossa. Il Cts suggerisce il rafforzamento delle restrizioni nelle zone gialle (perché è lì che vanno ridotti i contatti tra le persone per evitare il diffondersi del contagio), il passaggio automatico in zona rossa con un'incidenza a 7 giorni di 250 casi ogni 100mila abitanti, chiusure nei fine settimana come già avvenuto durante le festività natalizie. Favorevoli alle restrizioni anche il presidente della Campania Vincenzo De Luca e quello dell'Anci e sindaco di Bari Antonio De Caro, che anzi anticipano le mosse del governo. Il primo chiudendo con un'ordinanza valida fino al 21 marzo tutti i lungomare, le piazze e i parchi pubblici nella regione; il secondo decretando, primo sindaco di una grande città in Italia, il coprifuoco anticipato alle 19 vista l'incidenza schizzata a 323 casi ogni 100mila abitanti.

Governo verso altre chiusure

È stato palazzo Chigi a rivolgersi agli scienziati di fronte al «progressivo mutamento del quadro epidemiologico», sollecitando un'indicazione «sulla necessità di implementare le misure di mitigazione e contenimento del virus». Venerdì scorso, dopo aver analizzato il monitoraggio settimanale, era stato l'Istituto superiore di sanità a ritenere «indispensabili» regole più strette per contrastare «l'aumento sostenuto della circolazione di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità».

Regioni sempre più rosse o arancioni

Con il nuovo monitoraggio atteso venerdì la maggior parte delle regioni dovrebbe finire in fascia rossa e arancione (in giallo potrebbero rimanere solo Sicilia e forse Valle d'Aosta e Liguria) e dunque scatteranno le misure più restrittive, con la chiusura dei ristoranti anche a pranzo, in arancio, e dei negozi, in rosso. Intanto dall’8 marzo Frosinone è in zona rossa mentre lo saranno dal 10 marzo anche le province di Pesaro Urbino e Fermo, che si aggiungono a quelle di Ancona e Macerata e portano quasi tutte le Marche in rosso, e Viareggio. L’Emilia Romagna, una delle regioni più in difficoltà, dopo l'intera Romagna, Modena e Bologna in rosso potrebbe finire tutta in lockdown.

A rischio slittamento la riapertura di cinema e teatri

In questa situazione di alto rischio torna in discussione anche la scadenza — già fissata per il 27 marzo — per la riapertura di cinema e teatri. Di fronte a un tasso di positività che aumenta non appare più scontata la possibilità di far ripartire l'attività dello spettacolo. La decisione sarà presa dopo il 20 marzo, quando si valuterà se le altre misure hanno funzionato.

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