la tre giorni di milano

Al via Urbanpromo: come rigenerare la città e i suoi ghetti?

di Redazione Casa24


default onloading pic
Le torri di Zingonia (Bg) dovrebbero essere abbattute a febbraio

3' di lettura

Rigenerazione e progettualità urbana, declinate in una tre giorni con 29 convegni. È la formula della 15esima edizione di Urbanpromo, da domani al 23 novembre alla Triennale di Milano, intitolata “Progetti per il Paese”.

La sessione di apertura della manifestazione organizzata dall’Istituto nazionale di urbanistica e da Urbit sarà sulle possibili modifiche della normativa sugli standard urbanistici, «approfondimento – si legge in una nota – che vedrà la presenza delle città che negli ultimi anni hanno puntato sulla cultura per lo sviluppo e la rigenerazione urbana ottenendo importanti riconoscimenti (tra cui quelle che in questi anni sono state nominate capitali italiane per la cultura, la capitale europea 2019 Matera, Ivrea patrimonio Unesco)».
Ampio spazio sarà poi dedicato alle ragioni alla base della formazione dei ghetti urbani e alle strategie possibili per il loro superamento. Verranno anche approfondite «le esperienze e le caratteristiche dei territori del Fiume Po e l’evoluzione del percorso del Manifesto promosso dalle associazioni che punta a una proposta di governance più integrata ed efficace».

Tra i convegni del 21 novembre da segnalare approfondimenti sulle ciclovie nazionali, «un confronto tra alcune normative regionali costruite con l'obiettivo di contrastare il consumo di suolo, un focus sulle iniziative e le esperienze nell’edilizia residenziale sociale e uno sulle rilevanti trasformazioni urbane in corso a Torino e a Ivrea».
Il 22 novembre la Fondazione Cariplo presenterà le evoluzioni delle proprie iniziative, tra cui il programma Lacittàintorno
: rigenerazione urbana, social housing e innovazione tecnologica nell’edilizia. Si terrà poi un convegno curato dalle Communities dell’Inu, che «farà il punto sullo stato della ricostruzione relativamente agli ultimi eventi calamitosi che hanno interessato il nostro Paese». In contemporanea il Palazzo della Triennale ospiterà la mostra “Ricostruzioni” curata da Alberto Ferlenga con Nina Bassoli.

Tra i focus più interessanti, quello dedicato ai “ghetti urbani”, con i casi di Zingonia (Bergamo), Modena e Ferrara.

Il nome Zingonia, nel comune di Ciserano, deriva da Renzo Zingone, un costruttore che negli anni Sessanta realizzò un progetto «nato su basi visionarie, con l’idea di una sorta di città del futuro», raccontano dall’Inu. Accanto alle industrie vennero realizzate sei “palazzoni”, prima popolate da immigrati dal Sud, poi da extracomunitari. Con gli ultimi anni di crisi che hanno aggravato una già grave situazione di degrado. «Un accordo di programma è stato siglato nel 2012 da Regione Lombardia, Provincia di Bergamo, Aler (l'azienda lombarda di edilizia residenziale) e sei Comuni. Con un finanziamento di 7 milioni sono stati acquistati 128 dei 208 alloggi complessivi, nel 2018 per i restanti si è messo in atto un esproprio». Nel febbraio del prossimo anno ci sarà l'abbattimento delle torri. L’area potrà essere venduta (la destinazione urbanistica è commerciale e servizi), e con il ricavato si punta a realizzare insediamenti di housing sociale. A Urbanpromo verrà proiettato il documentario sull’intervento prodotto da Urbit e realizzato con il sostegno di Regione Lombardia.

RNORD a Modena è un quartiere a ridosso della fascia ferroviaria, nato negli anni Settanta e ora abitato per la maggior parte da stranieri. Che, a leggere le cronache locali, ancora versa in situazione di grave degrado nonostante l’intervento messo in campo che «riguarda due torri, una di dieci e l’altra di sette piani, dove esistevano 276 appartamenti di taglia piccola (dai 28 ai 40 metri quadri), caratterizzate da una proprietà molto frammentata, che rendeva piuttosto complicato l’intervento». L'intervento «è iniziato nel 2008, è stata creata una società di trasformazione urbana costituita dal Comune e dall’azienda casa Acer. Sono stati investiti 8 milioni di euro nell’acquisto di 140 appartamenti e della piastra con i servizi. L'investimento totale, che comprende anche i costi di riqualificazione edilizia, è stato di 25 milioni».

Il progetto di Ferrara si trova in una fase meno avanzata: riguarda il cosiddetto grattacielo, un edificio anomale per la città, alto 76 metri e completato nel 1959. «Qui ci sono 189 appartamenti e 26 spazi per attività commerciali al piano terra. Nel 2015 c’è stata la candidatura al piano nazionale aree degradate con un programma unitario di acquisizione del bene per costituire un interlocutore unico dell’edificio (pubblico o privato, ma con un controllo pubblico). Nel 2017 il bando ha esito positivo e viene accordato un finanziamento di due milioni».

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti