record di votanti sulla piattaforma

Rousseau approva il governo Conte bis con il 79%. Nasce l’alleanza M5S-Pd. Di Maio: «Un plebiscito»

Dopo oltre un’ora di attesa per conoscere il risultato, il blog delle stelle ha comunicato il via libera degli iscritti al governo Conte bis appoggiato da Pd e M5S. Il segretario dem Nicola Zingaretti su Fb: «Ora andiamo a cambiare l'Italia»

di Nicola Barone e Vittorio Nuti


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4' di lettura

Dopo una lunga attesa per conoscere il risultato, il Blog delle Stelle ha comunicato il via libera degli iscritti al Movimento al governo Conte bis appoggiato da Pd e M5S. Il 79,3% dei votanti - pari a 63.146 voti - ha detto sì. Sono invece 16.488 (pari al 20,7%) i votanti che hanno bocciato l'accordo. «Io credo che dobbiamo essere molto orgogliosi che tutto il mondo ha aspettato la pronuncia di questi 80mila cittadini italiani su una piattaforma digitale che è unicum al mondo», sottolinea il capo politico del Movimento Luigi Di Maio in conferenza stampa alla Camera.

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«Non volevamo governo a tutti i costi ma ora che la stragrande maggioranza degli iscritti ha votato sì e i 20 punti del nostro programma sono entrati: siamo contenti del lavoro svolto per mettere una toppa a irresponsabilità non nostre» prosegue Di Maio. È stato «un voto plebiscitario» per «la nascita di un governo sostenuto da una coalizione dove il M5S sarà la forza maggioritaria», confermandosi «ago della bilancia della legislatura». Poi il rilancio delle priorità M5S: «Una legge di bilancio che dovrà avere al centro i cittadini, l'ambiente» e «il taglio dei parlamentari, mancano due ore per una riforma storica». Ora «ci dedicheremo a trovare i migliori profili, le migliori energie per realizzare il programma», conclude Di Maio, annunciando «per le prossime ore» i nomi della squadra di governo guidata dal presidente Giuseppe Conte, ormai «all'ultimo miglio» verso il rientro a Palazzo Chigi per il bis.

E in effetti sono ore di superlavoro per il presidente incaricato, impegnato per tutto il pomeriggio al tavolo con le delegazioni M5s e Pd per definire la squadra di governo. Il confronto per comporre la lista dei ministri continuerà nella notte e sarà consegnata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella domani. Il giuramento di Conte potrebbe svolgersi tra mercoledì sera e giovedì per poi presentarsi alle Camere nel weekend o a inizio settimana.

Il quesito messo ai voti su Rousseau tra le 9 e le 18 chiedeva agli iscritti pentastellati se fossero «d'accordo che il Movimento 5 Stelle faccia partire un Governo, insieme al Partito democratico, presieduto da Giuseppe Conte». Secondo gli organizzatori il voto ha segnato il «record mondiale di partecipazione ad una votazione politica online in un solo giorno» (oltre 79mila votanti su 117mila iscritti: il precedente di maggio 2018 era di 56.127 votanti). E solo qualche problema tecnico in fase di avvio, subito risolto. Vittoria anche sul fronte hacker: «Siamo riusciti a respingere tutte le attività di chi voleva che questo voto andasse nella direzione giusta», fa sapere l'Associazione Rousseau che gestisce la piattaforma.

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La conclusione del voto on line su Rousseau fa tirare un sospiro di sollievo anche a Nicola Zingaretti. Al termine di una lunga giornata fitta di incontri a vario livello per fare il punto sulle priorità del "Conte bis" il segretario dem in diretta Fb annuncia la « chiusura del lavoro programmatico» e i passi in avanti «per un Governo di svolta». «Ridurre le tasse sul lavoro, sviluppo economico, green economy, rilancio di scuola, università e ricerca, modifica radicale dei decreti sicurezza. Ora andiamo a cambiare l'Italia», annuncia poi chiudendo la diretta.

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Alla luce del voto su Rousseau, in attesa di conoscere i nomi dei ministri arrivano anche le prime conferme di chi non sarà della partita. A metà pomeriggio, l'ex Guardasigilli dem Andrea Orlando fa sapere infatti di aver declinato l'offerta del segretario Zingaretti di fare parte del nuovo governo «con una delega di grande rilievo» perché «la nostra richiesta di discontinuità implica la necessità di una forte innovazione anche nella nostra compagine. E non si può chiedere ad altri quello che non si è in grado di chiedere a noi stessi».

IL DOCUMENTO / La bozza di programma di governo messa ai voti su Rousseau

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Tornando al voto online pentastellato, insieme al quesito sul presidente del Consiglio incaricato e al nuovo alleato dem la piattaforma Rousseau pubblicava una bozza di programma, in ventisei punti, con l'avvertenza che si tratta di un documento che riassume i contenuti che il premier «sta integrando e definendo». In testa figura la legge di bilancio 2020, imperniata su «una politica economica espansiva, senza compromettere l'equilibrio di finanza pubblica». Attraverso misure quali neutralizzazione dell'aumento dell'Iva, sostegno alle famiglie e ai disabili, il perseguimento di politiche per l'emergenza abitativa, deburocratizzazione e semplificazione amministrativa, maggiori risorse per scuola, università, ricerca e welfare.

In particolare si punterà a ridurre le tasse sul lavoro, a vantaggio dei lavoratori; individuare una retribuzione giusta ("salario minimo"), garantendo le tutele massime a beneficio dei lavoratori; approvare una legge sulla rappresentanza sindacale; individuare il giusto compenso anche per i lavoratori non dipendenti, al fine di evitare forme di abuso e di sfruttamento in particolare a danno dei giovani professionisti; realizzare un piano strategico di prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali; introdurre una legge sulla parità di genere nelle retribuzioni, recepire le direttive europee sul congedo di paternità obbligatoria e sulla conciliazione tra lavoro e vita privata.

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Al di là di affermazioni di principio generalmente condivise e sui cui esiste ampia convergenza («occorre potenziare l'azione di contrasto delle mafie e combattere l'evasione fiscale», «ridurre drasticamente i tempi della giustizia civile, penale e tributaria» o ancora «un piano straordinario di investimenti per la crescita e il lavoro al Sud»), sui due punti intorno ai quali nei negoziati veniva registrato maggiore attrito tra Pd e M5S la mediazione sembra raggiunta. In questo modo: per quanto riguarda il nodo immigrazione «la disciplina in materia di sicurezza dovrà essere aggiornata seguendo le recenti osservazioni formulate dal presidente della Repubblica». Poi «è necessario inserire, nel primo calendario utile della Camera dei deputati, la riduzione del numero dei parlamentari, avviando contestualmente un percorso per incrementare le garanzie costituzionali, di rappresentanza democratica, assicurando il pluralismo politico e territoriale». Il che significa spazio alla nuova legge elettorale come richiesto dai democratici insieme alla riforma sostenuta dai grillini.

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