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Albanese (Sigest): dai borghi un modello per i nuovi quartieri di Milano

Secondo il ceo di Sigest, è l’identità che rende speciale un progetto immobiliare. Il futuro della città di Milano deve scommettere di riuscire a superare la scarsità di prodotto immobiliare all’interno della Circonvallazione.

di Evelina Marchesini


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(Imagoeconomica)

2' di lettura

Un libro su “I borghi rinati”. L’idea di Sigest è nata due anni fa alla Biennale di Venezia, dove sono emerse sia l’emergenza che vivono i borghi italiani, sia le storie di eccellenza nella loro riqualificazione.

«Così con Aim, l’Associazione degli interessi metropolitani abbiamo deciso di iniziare a lavorare sul tema – racconta il ceo della società milanese, Vincenzo Albanese – perché l'Italia è un Paese un po' anomalo rispetto al resto del mondo. Esistono circa 8mila Comuni dei quali più del 50% sono di piccole dimensioni e con un’identità da preservare: vogliamo raccontare le storie dei casi di eccellenza.

Albanese, in che modo i borghi possono essere un’ispirazione per una città come Milano?
All’interno dei borghi vive e continua a rimanere molto forte l’identità. Ed è proprio l’identità che rende speciale un progetto immobiliare, anche all’interno di una città come Milano. Ne nascono spunti concreti, come la necessità di avere spazi esterni di condivisione e di mantenere, da parte dei residenti, il concetto di identità del quartiere o del luogo in cui si vive. Questo concetto è stato perso negli edifici costruiti dagli anni 70 in avanti .

C’è la necessità di avere spazi esterni di condivisione e di mantenere, da parte dei residenti, il concetto di identità del quartiere o del luogo in cui si vive

Com’è il mercato immobiliare di Milano oggi?
È un mercato molto dinamico, il 2018 si è chiuso con circa 25mila transazioni, di cui solo il 20% però di prodotto di nuova costruzione. Il 2019 ha dato segnali molto positivi con la città di Milano che ha fatto un +11% in termini di transazioni, anche se lo slancio si è ridotto nel secondo semestre. Riteniamo che l’anno si possa chiudere intorno alle 27mila transazioni a Milano con un aumento dell’8%.

Quale è la scommessa per il futuro?
Il futuro della città di Milano deve scommettere di riuscire a superare la scarsità di prodotto immobiliare all’interno della Circonvallazione con modelli nuovi di quartiere, che si rifanno ai concetti di identità e di aggregazione di cui si parla per i borghi. Le Olimpiadi 2026 contribuiranno a mantenere tale dinamicità e a sviluppare quelli che sono i “tre mercati” di Milano: quello cittadino, fatto da una popolazione di 1,3 milioni di persone, in aumento; quello della domanda di case da parte di italiani che vivono in altre regioni, per diversi motivi; quello dei grandi investitori istituzionali che guardano a Milano come a una città europea in cui investire.

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