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Salone del Mobile: Luti si dimette da presidenza. Albergatori di Milano in allarme per la temuta cancellazione

FederlegnoArredo smentisce le indiscrezioni sul rinvio al 2022, ma tra le imprese prevale l’incertezza. Attesa una decisione entro la settimana

di Giovanna Mancini

(OLYMPIA)

3' di lettura

Claudio Luti si dimette dalla Presidenza del Salone del Mobile‬. Lo annuncia il manager in una nota. “Si è evidenziata la volontà da parte delle aziende di rinunciare a partecipare al Salone di settembre, rendendo difficoltoso dar vita a una manifestazione di qualità, rappresentativa del Settore nel suo insieme. La diversità di visione globale del Settore è la motivazione” delle dimissioni alla vigilia del CDA di Federlegno Arredo Eventi, al quale non ha presenziato avendo rimesso il mandato prima della riunione.
Intanto c’è allarme degli albergatori di Milano per le voci sempre più insistenti parlano di un possibile annullamento del Salone del Mobile di Milano anche quest’anno. Già slittato da aprile a settembre, potrebbe ora essere rimandato addirittura al 2022. I vertici del Salone e di FederlegnoArredo (l’associazione industriale proprietaria della manifestazione) hanno tuttavia smentito ufficialmente le indiscrezioni di stampa uscite ieri sul sito Affaritaliani.it, che parlavano oltretutto di un terremoto ai vertici, con le possibili dimissioni del presidente del Salone Claudio Luti.

La smentita di FederlegnoArredo

La nota di FederlegnoArredo Eventi precisa che «il cda non ha ancora preso nessuna decisione in merito allo svolgimento dell’edizione 2021», e smentisce «le notizie pubblicate oggi su alcuni organi di stampa». Il consiglio dovrebbe comunque riunirsi a stretto giro ed è probabile che una decisione verrà presa entro il fine settimana.

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Anche perché, come lo stesso Claudio Luti aveva detto un mese fa, chiedendo al governo garanzie sulla riapertura delle fiere, entro aprile è necessario dare alle imprese una parola definitiva - o sì o no - perché le aziende hanno bisogno di tempo per organizzare l’eventuale partecipazione al Salone. Si tratta infatti della principale vetrina internazionale per il settore dell’arredo-design, che richiede agli espositori investimenti importanti per essere presenti in modo adeguato.

La risposta del governo è arrivata, con l’indicazione del 15 giugno come data per la riapertura delle manifestazioni fieristiche e una serie di incontri che, nei giorni scorsi, gli stessi vertici del Salone avevano definito molto positivi e in linea con le loro richieste.

Le incertezze

Tuttavia, le incertezze ancora legate alla pandemia lasciano perplessa una parte degli espositori, timorosa che una presenza ridotta del pubblico internazionale (in genere due terzi dei visitatori) possa vanificare gli sforzi sostenuti. Al tempo stesso, l’importanza di questa manifestazione per la filiera del legno-arredo, ma anche per tutto l’indotto a essa collegato, rende la decisione di un ulteriore slittamento molto difficile da prendere.

La reazione di albergatori e commercianti

Non a caso, tra le prime reazioni alle indiscrezioni di stampa, è arrivata quella degli albergatori di Milano, fiduciosi che il Salone possa tenersi, come previsto, dal 5 al 10 settembre prossimi. «Il Salone del Mobile a settembre sarà molto importante perché costituirà il Salone della ripartenza», dice Maurizio Naro, presidente di Federalberghi Milano che non nasconde, però, la sua preoccupazione per la notizia di una possibile marcia indietro da parte di alcuni importanti brand del design italiano: «Le sempre più insistenti voci dietro le quinte di questi giorni di un Salone del Mobile rimesso in discussione e annullato sono un colpo molto duro – afferma –. Nonostante il Governo abbia dato la tanta attesa notizia del ritorno delle fiere e dei congressi in presenza, gli imprenditori dell’arredo italiano, cui la pandemia non ha creato gli stessi gravi danni subiti invece dal comparto turistico, pensano che l’investimento per partecipare al prossimo Salone non sia indispensabile per i propri bilanci. Ma qui non si parla di bilanci in nero o in rosso. Si parla di quale ritorno di immagine potrà avere l'Italia se anche questo evento, causa miopia, dovesse essere annullato».

Per Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano e Confcommercio, «mettere in discussione il Salone del Mobile è un gravissimo errore. La campagna vaccinale che procede rapida e i protocolli di sicurezza permettono di guardare con ragionevole ottimismo all'appuntamento fieristico del 5 settembre. Il Salone del Mobile è una delle manifestazioni più importanti di Milano, coinvolge migliaia di imprese e produce un indotto di oltre 200 milioni di euro. Dopo lo stop dello scorso anno, la ripartenza della manifestazione ha un forte valore anche simbolico. La nostra città e il Paese hanno assoluto bisogno di segnali di fiducia per rimettersi in cammino e recuperare al più presto il terreno perduto».

Riproduzione riservata ©

  • Giovanna ManciniRedattore ordinario

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: Industria del design e arredo, made in Italy, cronaca di Milano, consumi, industria del commercio, e-commerce

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