Turismo

Alberghi di lusso, Six Senses scommette su Roma e l’Umbria

In arrivo un urban hotel in un palazzo settecentesco nel cuore della capitale e un golf resort sviluppato su 600 ettari a nord di Perugia

di Chiara Beghelli

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Lusso e natura. Il panorama del castello di Antognolla, in Umbria, dove nel 2023 sorgerà un golf resort firmato Six Senses

3' di lettura

È stata una delle prime industrie a essere colpite, e più duramente, dalla pandemia, ma è anche fra le prime a preparare la sua ripresa. Secondo un recente studio di PKF hotelexperts, sono già 100 i nuovi hotel in arrivo nel 2021 in Italia. E la maggior parte di essi sono del segmento più alto, il più resiliente alla crisi. Proprio lo scorso anno Six Senses Hotels Resorts Spas - marchio del gruppo statunitense Ihg (2 miliardi di dollari di giro d’affari nel 2019), già presente in 21 Paesi con 18 hotel e resort e con altri 27 in cantiere -, ha annunciato il suo arrivo in Italia, nell’ambito di un ambizioso piano di aperture stilato per i prossimi due-tre anni. Un debutto che si concentrerà nel Centro Italia, a Roma e in Umbria: due strutture molto diverse, la prima un urban hotel in un palazzo settecentesco nel cuore della Capitale, la seconda un golf resort sviluppato su 600 ettari a nord di Perugia che culmina in un castello del XII secolo.

«Vediamo un enorme potenziale a Roma - spiega Elena Black, vicepresidente del marketing e della comunicazione di Six Senses riferendosi al Six Senses Rome -. Dovevamo aprire a fine 2021, ora l’inaugurazione è prevista per il 2022. Crediamo in ogni caso che questo nuovo hotel sarà uno dei preferiti dai clienti più sofisticati». L’albergo, con 95 fra stanze e suite, sorgerà nel palazzo Salviati Cesi Mellini, a Piazza San Marcello, e punterà su due filoni: il wellness, al centro della filosofia di Six Senses e attrattiva sempre più forte per i viaggiatori del post-pandemia, che si baserà su una rivisitazione delle terme romane, e il gusto, che passerà dal ristorante e dall’orto botanico nel cortile che fornirà anche vegetali ed erbe per il bar. Su questi punti di forza Six Senses consoliderà la sua posizione in una città dove gli hotel di lusso si stanno moltiplicando: «Le nostre proprietà sono sempre un po’ fuori dall’ordinario, un po’ bizzarre, e con fattori sorprendenti», prosegue la manager.

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Il cosiddetto «fattore wow» non mancherà neppure in Umbria, dove Six Senses si è aggiudicata la gestione del medievale Castello di Antognolla, celebre per il suo campo da golf a 18 buche firmato da Robert Trent Jones Jr. e che a ottobre è stato decretato il migliore d’Italia ai World Golf Awards.

Aprirà nel 2023 e anche se le cifre non sono ufficiali, si parla in questo caso di un investimento da 150 milioni per ricavare 71 stanze e 79 residenze, oltre all’immancabile Spa. «Questo progetto è basato sulle esperienze e sul contatto con la natura - prosegue Black -. L’ampiezza della proprietà consente numerose attività, enfatizzando il benessere degli ospiti. La sua posizione, nascosta fra le colline e i boschi, garantisce inoltre privacy ed esclusività. Il concept è basato sulla sostenibilità». Il progetto dello studio giapponese Design Studio Spin prevede l’uso di materiali locali anche per il décor. Inoltre, l’acqua piovana sarà riutilizzata, almeno metà dell’energia deriverà da fonti rinnovabili e l’intera struttura sarà plastic free.

Se a Roma la competizione sarà più serrata, l’Umbria offre ancora molto spazio per lo sviluppo di un’ospitalità di lusso, ed è una meta che sta riconquistando posizioni rispetto alla Toscana. Gli investimenti di Six Senses in Italia, inoltre, proseguiranno: il gruppo punta infatti a 10 destinazioni nei prossimi anni.

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