Turismo

Alberghi sotto scacco di malavita, speculatori e la schizofrenia delle decisioni

Grido d’allarme di Maria Carmela Colaiacovo, Vice presidente di Confindustria Alberghi, in vista della Pasqua blindata. «Non possiamo rimanere fermi mentre i paesi nostri concorrenti già si muovono sui mercati»

di Enrico Netti

(Agf)

2' di lettura

Per gli alberghi d’Italia ancora perdite su perdite mentre la malavita allunga le mani verso le realtà più in difficoltà. E dove non arriva la malavita ecco che si fanno avanti gli speculatori. «Oltre 300 milioni di euro di perdite. La Pasqua cancellata aumenta il passivo del nostro turismo e le aziende sono sempre più sole». Questo il grido d’allarme di Maria Carmela Colaiacovo, Vice presidente di Confindustria Alberghi. Perché la Pasqua blindata affossa ancora di più le aziende del turismo che si ritrovano a fronteggiare una situazione sempre più insostenibile con uno stop che dura da oltre un anno. «Le nostre aziende non hanno perso il 30%, ma l'80% e a volte anche di più dei ricavi - continua la Presidente -. Il Governo deve varare subito misure adeguate. Il settore è a rischio e molti operatori stanno pensando di gettare la spugna. Non ce lo possiamo permettere, il paese non si può permettere di perdere il settore alberghiero o peggio lasciarlo in mano gli speculatori o alla malavita» continua Maria Carmela Colaiacovo. Il comparto ha assolutamente bisogno di un sistema di aiuti, di ristori degno di quel nome e adeguato alle perdite subite «con la copertura dei costi fissi come accade negli altri paesi ed interventi mirati come l’eliminazione della Tari che incredibilmente i comuni continuano a chiedere ad aziende ferme da oltre un anno - chiede la Vice presidente di Confindustria Alberghi -. Decontribuzione, detassazione e subito un tavolo per programmare le riaperture. Non possiamo rimanere fermi mentre i paesi nostri concorrenti già si muovono sui mercati. Dobbiamo potere dire ai nostri clienti cosa si potrà fare a maggio, a giugno, luglio eccetera e dobbiamo poterlo dire ora, altrimenti le prenotazioni continueranno ad andare altrove. Già oggi stiamo pagando la schizofrenia delle decisioni assunte nelle ultime ore che ha generato forte preoccupazione negando l’idea di un paese fuori controllo dove decisioni anche così importanti vengono assunte in modo estemporaneo dettato dalla paura. Questo genera preoccupazione sui mercati esteri che guardano alla nostra destinazione. E il riscontro è stato immediato, sono arrivate cancellazioni motivate da incertezza e preoccupazione, per prenotazioni già fissate per i prossimi mesi. Non è più sopportabile, se davvero il turismo in Italia non deve fallire serve ora una politica che decida» conclude la Vice presidente Colaiacovo.

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