sardegna

Albergo di Pula con un’elevata produzione di rifiuti finisce al Tar. E vince

di Davide Madeddu

(Agf)

2' di lettura

L'albergo 4 stelle ha un carico di rifiuti elevato, troppi secondo l'azienda di gestione che, dopo aver scritto al Comune, procede per conto proprio allo smaltimento. Il Comune annulla la richiesta, ma il Tar accoglie il ricorso dell'azienda e condanna il comune al pagamento delle spese.

La controversia riguarda una società che gestisce un albergo 4 stelle con 161 posti letto (con bar, ristoranti) aperto per sei mesi l'anno (da maggio a ottobre) e l'amministrazione comunale di Pula (a una trentina di chilometri da Cagliari).

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L'azienda, come si legge nella sentenza del Tar 802/2018 «produce una ingente quantità di rifiuti, anche considerando la presenza in media di 40 dipendenti (di cui 15 residenti nell'hotel), e il fatto che l'esercizio è immerso in un parco di sette ettari circa».

«Nell'assunto del ricorrente – si legge nel dispositivo - il servizio di ritiro dei Rsu approntato dal Comune di Pula non è in grado di sopperire adeguatamente alle conseguenti necessità di smaltimento».

L'azienda alberghiera, cita il regolamento Tares del Comune approvato nel 2013, e rimarca il fatto che Il Comune respinge la richiesta dell'azienda alberghiera. «La procedura di auto smaltimento è attivabile solo qualora il Comune manifesti espressamente la propria impossibilità a gestire i quantitativi di rifiuti e la stessa non viene concessa per silenzio assenso».

Il Comune obietta che nella richiesta «viene fatto un riferimento generico alla necessità di una diversa organizzazione del servizio senza dare ulteriori specificazioni», oltre che rimarcare il fatto che «il servizio è sempre stato svolto regolarmente e che si intende continuare a svolgerlo». Quindi la decisione dell'azienda di proporre ricorso affidandolo a: «eccesso di potere, omissione di istruttoria, travisamento dei fattim falsità del presupposto», oltre che «irrilevanza dell'affermazione, e violazione del terz'ultimo comma dell'articolo 3 del regolamento Tares».

Ricorso accolto dal Tar secondo il quale («nel merito il ricorso è fondato, con valore assorbente, in relazione al primo motivo di censura») «a fronte della richiesta della società ricorrente del 2 febbraio 2017, adeguatamente esplicativa – anche in via autonoma rispetto alla successiva del 14 marzo 2017 - in ordine all'eccedenza dei rifiuti prodotti dalla struttura alberghiera rispetto alle quantità previste ai fini dell'assimilazione dal regolamento il Comune, sentito il Gestore, avrebbe dovuto, nel termine di 30 giorni, «…effettuare le verifiche necessarie, nonché (…) formulare la soluzione di servizio e le misure organizzative applicabili alla specifica situazione…”».

Per il Tar poi «risulta palese il mancato esperimento del benché minimo accertamento istruttorio anche con coinvolgimento del gestore, ai fini della valutazione dell'effettiva adeguatezza del servizio svolto dall'ente comunale alle esigenze della struttura alberghiera, ovviamente interessata – anche per l'esigenza di assicurare un'elevata qualità del servizio alla propria utenza – a una puntuale ed efficiente organizzazione della raccolta dei rifiuti, con riferimento sia alla quantità dei rifiuti che alla tempistica di ritiro degli stessi, che, in considerazione del periodo estivo e della natura del servizio alberghiero, impone all'evidenza un ritiro pressoché giornaliero». Ricorso accolto, annullamento del provvedimento impugnato e condanna per il Comune di Pula al pagamento in favore della società ricorrente 3500neuro (oltre accessori) quali spese di giudizio.

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