marchi emergenti

Alberta Florence, abiti come architetture di tessuti e stampe (e con anima solidale)

di Silvia Pieraccini


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2' di lettura

Il sogno nel cassetto è arrivare ad avere un atelier stile “Sorelle Fontana”, naturalmente in chiave moderna. Ma in realtà Giulia Mondolfi, 32 anni, designer fiorentina che un atelier l’ha già fondato quattro anni fa col marchio Alberta Florence, non mette limiti alla creatività e alle potenzialità.

Architetto paesaggista con una tesi sul recupero del parco dell’ex ospedale psichiatrico di Lucca, ha deciso di mettere in pratica i valori in cui crede applicandoli non a una vigna o a un giardino ma agli abiti e agli accessori. «In fondo non c'è differenza a livello creativo, quello che cambia è la scala», dice. Ora approda a Milano con una succursale (apre il 1 aprile) dell’atelier fiorentino e un progetto al FuoriSalone, presentato nella collettiva “+Gusto al design” dedicata a giovani talenti del design. Il progetto fonde design e food sotto il cappello della solidarietà, con i sottopiatti firmati La Corallina la cui grafica ispirata ai colori degli orti è stata ideata da Giulia, abbinati a tovaglie fatte con tessuti realizzati al telaio da donne albanesi e confezionati da una laboratorio milanese di sartoria sociale.

Giulia ama le linee pulite «perché deve uscir fuori il disegno»: per questo adora le stampe a tema geometrico, floreale o animale, va in cerca di tessuti vintage magari provenienti dal mondo dell'arredamento, è affascinata dalle fantasie di Valentino degli anni Settanta o di Hugo Boss, s’ispira a marchi come Carolina Herrera e lo scandinavo Marimekko per soddisfare una clientela che vuole capi unici. Capi realizzati con un processo inverso rispetto a quello tipico: «Quando trovo un tessuto che mi piace, penso al modello che potrebbe venir fuori e immagino il prodotto finito».

Per la confezione di abiti e accessori Giulia si affida a cooperative sociali e di migranti. Le sue clienti sono «al 90% designer» ma ci sono anche nomi come Romina Carrisi, Mafalda di Savoia, la violoncellista Erica Piccotti, oltre a chi acquista nei negozi che vendono capi Alberta Florence a Firenze, Cortina, Milano, Forte dei Marmi, Castiglioncello, Isola d’Elba, Stromboli. «Il mio obiettivo - conclude Giulia - è fare un brand come Marimekko ma in chiave più vicina al sociale: l’importante è che sia legato a stampe e tessuti». Quest’anno Alberta Florence punta a superare i 100mila euro di ricavi e intanto sta pensando di allargare la gamma con cuscini e complementi d’arredo.

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