INTERVISTA

Alberto Baban, Piccola Industria di Confindustria: Innovazione e made in Italy parole chiave del Pmi Day

di Nicoletta Picchio

(Imagoeconomica)

3' di lettura

Aprire le porte delle imprese per parlare con i giovani, i protagonisti del futuro, e non trovarci impreparati davanti alla rivoluzione tecnologica che è già in atto e sarà il campo di gioco della competizione globale. «Bisogna investire nei talenti, formare le persone, avvicinare i ragazzi alle imprese e fargliele percepire come un luogo amico, dove si discute di come sarà l’evoluzione dei prossimi anni, dell’Italia e del mondo». Alberto Baban si prepara a partire per il Belgio, per l’evento del Pmi Day che da quest’anno è ancora più internazionale, con la novità di Confindustria Bruxelles e una serie di aziende negli Stati Uniti, in collaborazione con la Miami Scientific Italian Community, oltre alle presenze tradizionali di Confindustria Albania, Confindustria Bulgaria e Confindustria Serbia, Confagricoltura.

L’appuntamento è il 17 novembre, ma gli eventi cominceranno il giorno prima e continueranno durante il fine settimana. Arrivato all’ottava edizione (è cominciato nel 2010, voluto dall’allora presidente della Piccola Vincenzo Boccia) oggi il Pmi Day coinvolge circa il 90% delle associazioni territoriali: sono oltre mille le imprese che hanno aderito, con più di 41mila persone coinvolte tra studenti, insegnanti, amministratori locali e giornalisti. Negli Usa 50 aziende italiane incontreranno oltre mille studenti americani. Numeri importanti: «Un impegno per diffondere sul territorio cultura d’impresa, far percepire che è l’industria il motore del paese, che può creare benessere e occupazione, braccio operativo della modernizzazione», dice Baban. Durante la sua presidenza della Piccola, arrivata alla scadenza, è il messaggio che ha voluto diffondere sul territorio e che rilancia in occasione del Pmi Day: «Innovazione e internazionalizzazione è il mantra che dobbiamo perseguire. L’innovazione non è solo tecnologia, è un modo di essere, necessario per combattere in una fase in cui la competizione è più cruda che in passato, in cui tutto è più veloce, a ritmi impensabili fino a poco tempo fa», dice Baban.

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Ecco quindi l’importanza di investire nelle nuove generazioni e di avvicinarle alle imprese?

L’impresa è l’applicazione di ciò che si impara sui banchi di scuola. Avere persone formate è fondamentale per essere al passo con la rivoluzione di Industria 4.0, c’è bisogno di nuove competenze. È il lavoro che ho fatto sul territorio, per far sì che le pmi non arrivassero impreparate: bisogna investire in innovazione e internazionalizzazione. Oggi c’è una parte del paese che è avanti e compete. E le pmi sono una risorsa: l’innovazione parte dal basso, saranno loro a spingerla.

Ma devono crescere ...

Non dobbiamo seguire il modello della Silicon Valley americana o delle grande aziende tedesche. Abbiamo la forza del nostro modello italiano delle pmi: non è tanto importante essere grande, ma essere veloci e innovativi. La crescita arriva di conseguenza, e può accadere con molta velocità, mentre in passato era organica, lenta. Può avvenire anche con acquisizioni o con partenariati. È importante che anche da parte di altri interlocutori, come le banche e il sistema finanziario, ci sia la considerazione per gli elementi intangibili in cui le imprese stanno investendo.

Le giovani generazioni devono essere più consapevoli dell’importanza del Made in Italy, che non è solo moda o arredamento, ma anche automotive e tecnologia?

È l'esperienza che vogliamo far vivere ai ragazzi che entreranno in azienda per il Pmi Day. Quest’anno per la prima volta abbiamo un tema, la lotta alla contraffazione, in collaborazione con il Gruppo Tecnico Made-in di Confindustria, presieduto da Paolo Bastianello. Per l’occasione il ministero dello Sviluppo ha aperto una sessione straordinaria del concorso “Io sono originale”: dal 13 novembre al 2 dicembre i giovani potranno partecipare giocando con la app “Vinci originale”. Il significato di questa scelta è difendere ciò che siamo riusciti a creare e lasciarlo in eredità alle nuove generazioni. Piccola industria vuol trasferire loro il testimone perché facciano da subito parte del nostro mondo.

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