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Albioma conferma trattative con Kkr e vola a Parigi

Secondo gli analisti, il valore di Albioma è di circa 1,1 miliardi di euro e Kkr è interessato alla società in quanto intende posizionarsi sul mercato in grande sviluppo della transizione energetica

di Giuliana Licini

(Science Photo Library / AGF)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Albioma brilla alla Borsa di Parigi dopo la conferma delle trattative con Kkr. Il titolo del produttore francese di energie rinnovabili già nella seduta di amrtedì 8 marzo aveva chiuso in progresso del 9,3%, sulla spinta delle indiscrezioni di un interesse del gigante del private equity americano per l’acquisizione della società. In un breve comunicato, Albioma conferma che sono in corso «trattative preliminari» con Kkr, precisando che non c’e’ alcuna certezza sul fatto che i colloqui andranno in porto.

Secondo gli analisti, il valore di Albioma è di circa 1,1 miliardi di euro e Kkr è interessato alla società in quanto intende posizionarsi sul mercato in grande sviluppo della transizione energetica. Albioma produce energia solare, geotermica e da biomasse. Il gruppo è presente nei territori francesi d’Oltre Mare, nella Francia continentale, nelle isole Mauritius, in Brasile e Turchia, dopo ha fatto un’acquisizione lo scorso anno. In particolare ha una partnership da 25 anni con il settore saccarifero per produrre energia rinnovabile a partire dal residuo fibroso della canna da zucchero. Ha le sue radici nel 1982, nel contesto economico nato dallo shock petrolifero, quando venne creata la Sidec, 'Societé industrielle pour le developpement de l’energie charbon', su iniziativa dei poteri pubblici francesi, con lo scopo di aiutare il settore industriale a ridurre la sua dipendenza dagli idrocarburi per la produzione di energia. Nel 1990 inizia il «viaggio» verso le energie rinnovabili, con un approccio innovativo che convince Sechilienne, filiale di Air Liquide ad entrare nel capitale nel 1994 e a diventarne gradualmente l’azionista di maggioranza fino alla fusione delle due società, con la nascita della Sechilienne-Sidec nel 2001. Dal 2012 la società punta tutto sulla transizione verso le energie rinnovabili da biomasse, con il complemento di un’offerta anche solare e nel 2013 assume l’attuale denominazione. Nel 2021 ha realizzato un utile netto di 59 milioni, su un fatturato di 573 milioni, con un Ebitda consolidato di 214,8 milioni.

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