Arte & aziende

Alcantara, la ricerca è artistica

Dieci anni di produzioni artistiche con l'arte: dal 2011 circa l'1% del proprio fatturato annuo per dialogare con gli artisti

di Antonella Galli

3' di lettura

La mostra a Venezia, in apertura il 20 maggio alla Scuola Grande della Misericordia, per celebrare i dieci anni di collaborazione con il MAXXI di Roma ripercorrendo le quattro edizioni della serie Studio Visit con Nanda Vigo, Formafantasma, Kostantin Grcic e Neri & Hu, e la partecipazione con due grandi installazioni all’esposizione «The Soul Trembles» di Chiharu Shiota dal 1° maggio al Taipei Fine Arts Museum (Taiwan), nuova tappa della personale più ampia e completa mai realizzata della celebre artista giapponese.

Questi i più recenti impegni di Alcantara nel settore dell'arte, in cui l'azienda ha investito dal 2011 circa l'1% del proprio fatturato annuo (oltre 200 milioni nel 2019), giungendo a definire negli anni un nuova forma di intervento: un dialogo diretto con artisti, curatori e istituzioni, a cui l'azienda partecipa in prima persona a partire dal materiale, messo a disposizione degli artisti e dei creativi come terreno di sperimentazione, indagine e invenzione. Un modello che può essere d'ispirazione per il prossimo futuro, in cui un rapporto più stringente tra il mondo produttivo e quello artistico potrebbe assicurare reciprocamente risorse e innovazione.

Loading...

Una performer nel contesto di Frange Reali, opera di Gentucca Bini per la mostra «Ho visto un re/The king and I», prodotta da Alcantara presso il Palazzo Reale di Milano nel 2016. Ph. courtesy Alcantara

Oltre la sponsorship

“Alcantara nell'arte ha seguito un percorso sui generis, decisamente unico, che si stacca da qualsiasi modello di sponsorizzazione classico”, afferma Andrea Boragno, presidente e amministratore delegato, “nel dialogo con le istituzioni abbiamo superato il concetto di sponsorship. Abbiamo stabilito una partnership culturale e facciamo progetti di produzione.” Sono davvero tanti i visual artist, fashion e industrial designer, registi e videomaker, architetti e musicisti da tutto il mondo che hanno lavorato con Alcantara, concependo opere esposte in alcuni dei più prestigiosi musei, istituzioni e teatri, dal Maxxi di Roma al Victoria and Albert Museum di Londra, dal Mori Musem di Tokyo allo Yuz Museum di Shanghai. Ricorrenti le mostre al Palazzo Reale di Milano, che ha visto lo scorso settembre l'allestimento di «Out of the Blue», mostra site specific curata da Dagmar Carnevale Lavezzoli e Katie Hill con opere di sei artisti cinesi tra cui Qin Feng, Sun Xun e Qu Lei Lei.

Nendo, «Non slip birdhouse» per la mostra al Maxxi di Roma «Can you Imagine?» del 2011. Progetto Alcantara-Maxxi. Ph. courtesy Alcantara

Al centro di tutto questo, qual è il reciproco scambio? “Diamo all'artista non solo materiale,” continua Boragno, “ma mettiamo a disposizione tutte le strutture di ricerca. Il materiale deve costituire la base sulla quale l'artista sviluppa tutta la creatività, questo è l'unico vincolo. Per la creatività dell'artista non si tratta soltanto di disporre di metri di materiale, ma di poter spaziare tra gli infiniti tipi di Alcantara, da realizzare secondo le sue esigenze”.

L’arte è innovazione dei materiali

All'azienda ritorna uno stimolo all'innovazione e un rafforzamento dei valori del brand, poiché lo stesso Alcantara è un materiale fortemente sperimentale, versatile, che unisce funzionalità ed estetica, customizzazione e sostenibilità.

La mostra «Nine Journeys Through Time» allo Yuz Museum Shanghai nel 2019, con installazioni durate da Davide Quadrio e Massimo Torrigiani e prodotta da Alcantara . Ph Courtesy Alcantara

“Riguardo al modello di business” conclude Boragno, “il rapporto con il mondo dell'arte è sofisticato e forte e buca la parte alta di mercato. È un ritorno difficile da quantificare, lo collocherei tra i valori intangibili, ma aiuta a consolidare prezzi e volumi anche nei momenti di crisi.”

In collaborazione con i musei

I costi principali per l'azienda sono gli spazi, la realizzazione delle opere e costi interni di sviluppo del materiale. Le iniziative partono sempre da un confronto tra l'azienda e un team di curatori, che identifica un primo brief, seleziona e coinvolge gli artisti. L'azienda è partecipe in tutte le fasi di sviluppo dei progetti. In Italia un dialogo speciale si è instaurato con il Maxxi di Roma, sin dalla sua apertura nel 2011, e in particolare con Studio Visit, programma a cura di Domitilla Dardi che dal 2018 ha posto in relazione i maestri del passato e quelli del presente come Nanda Vigo (in foto di apertura «Crash», progetto site specific per la mostra «Codice di Avviamento Fantastico» prodotta da Alcantara presso il Palazzo Reale di Milano nel 2017. Ph. Henrik Blomqvist), Kostantin Grcic e i Formafantasma, chiamati a dare una chiave di lettura del patrimonio architettonico-progettuale utilizzando l'Alcantara come medium principale d'interpretazione.

Sipario in Alcantara progettato da Alfond Florens per «La bohème» di Puccini a cura de La Fura del Baus al Teatro Regio di Torino nel 2016

Iniziative e opere prodotte da Alcantara hanno attraversato il mondo asiatico dalla Cina al Giappone, alla Corea, come la recente partecipazione alla parata inaugurale che ha dato il via lo scorso 1° aprile alla 13° Biennale di Gwangju (Corea del Sud) intitolata «Minds Rising, Spirts Tuning». La parata «The Procession: Through the Gates» è stata curata e prodotta da Davide Quadrio e ha coinvolto gli artisti Angelo Plessas e Sangdon Kim, che hanno esplorato applicazioni inedite del materiale.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti