borse dal sapore antico

Aleam handmade, borse retrò con nomi di dolci

Il punto di forza è la ricerca di tessuti unici trovati in ogni parte del mondo. In arrivo una collezione che rende omaggio agli anni 70

di Paola Dezza

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2' di lettura

La ricerca dei tessuti per creare un prodotto unico nasce da lontano. Da quando Alessandra sedeva nel salotto della nonna sarta e la guardava lavorare, prendendo scarti di stoffa per imparare a cucire. E così quando decide di lasciare il faticoso impegno nel mondo degli eventi e creare un marchio di borse, Alessandra Arlenghi allestisce una parte di casa come laboratorio. Quando l’attività di Aleam handmade, questo il nome del brand, prende piede, affitta un atelier in centro a Piacenza, la città dove vive.

La ricerca parte dal viaggio

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«Nei vari viaggi che ho fatto nel corso degli anni ho avuto modo di trovare molti tessuti particolari - racconta - e ho creato quindi un magazzino con scorte che sono state utilizzate poi in diverse collezioni. Ho lanciato come primo modello, che poi è rimasto iconico e di punta, la Giuggiola bag. A Piacenza le giuggiole sono le caramelle gommose che ho sempre mangiato sin da piccola e di cui sono decisamente golosa. Ho voluto quindi ricordarle con una borsa dalla forma lunga e panciuta che si porta a tracolla. Ben presto ho aggiunto altri modelli, prendendo i nomi sempre dai dolci, come Pralina che è, invece, una borsa a mano (ma che si può usare anche a tracolla), più piccola e più rettangolare. L’ultimo modello arrivato con un lungo manico in pelle si chiama Meringa». Si tratta di borse che sposano uno stile retrò trasportandolo in una versione più moderna e versatile per ogni momento della giornata.

Il brand viene venduto, oltre che in atelier, anche in alcuni selezionati negozi in Italia, negozi per i quali viene creata anche una collezione ad hoc.

Realizzazioni artigianali
«Faccio tutto da sola - sottolinea Alessandra -. Realizzo il mio lavoro in parte con la macchina da cucire e in parte a mano, dopo avere disegnato il modello e preparato il cartamodello. Prediligo i tessuti in tirature limitate. Amo molto il tessuto fiorato e lo stile liberty, ma anche stoffe damascate e broccati come i tessuti veneziani». Molti dei tessuti utilizzati arrivano dall’estero, da Londra, dove Alessandra acquista le stoffe da Liberty of London (adesso purtroppo solo online, dice, per via del Covid), ma anche dalla Francia, da zone come la Provenza».

Nel corso della collezione escono anche mini capsule mentre presto nascerà una nuova borsa, uno zaino rivisitato. La prossima capsule sarà dedicata interamente agli anni 70, realizzata con tessuti vintage originali di quel periodo che spaziano dai disegni geometrici ai fiori sgargianti.

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