TECNOLOGIA

Alexa a caccia di sviluppatori: come si può guadagnare con l’Ai di Amazon? 

di Gianni Rusconi


Il Sole ti dà le ultime notizie su Alexa. Basta chiedere

3' di lettura

Aprendo il suo App Store nel luglio del 2008, Apple ha di fatto “regalato” agli sviluppatori una straordinaria possibilità di guadagnare in maniera diretta dalle loro creazioni per smartphone e tablet. Alla cosiddetta app economy, la società di Cupertino ha contribuito distribuendo alla comunità dei developer qualcosa come 120 miliardi di dollari (circa 25 miliardi sono finiti nelle tasche degli sviluppatori europei) in poco meno di 11 anni. Il modello della Mela è noto ed è quello del revenue sharing: sulla vendita dei servizi a pagamento conclusi nel suo negozio virtuale, il gigante californiano trattiene il 30% del prezzo pagato dagli utenti.

PER SAPERNE DI PIÙ / Cosa puoi chiedere ad Alexa? E cosa sa fare meglio rispetto ai concorrenti?

Ma a chi scrive le app mobili conviene puntare sul negozio che serve i dispositivi iOS o su quello di Google, il Play Store? Secondo una ricerca della società specializzata SensorTower, nel corso del 2018 i developer che negli Stati Uniti hanno guadagnato più di un milione di dollari con l'Apple Store sono stati circa 170 (rispetto ai 143 dell'anno precedente) contro i 90 che si sono arricchiti con Android. La questione delle royalty è sicuramente centrale all'ecosistema delle app e non a caso è protagonista di un'accesa querelle in corso fra la stessa Apple e Spotify: quest'ultima ha depositato una denuncia presso l'Antitrust Ue per condannare le politiche operate dalla casa californiana, ritenute deleterie per una sana concorrenza nell'ambito della musica in streaming (mercato nel quale la Mela è attiva con il suo Apple Music). Da Cupertino, per contro, rivendicano l'obbligo per le terze parti di riconoscere il fee dovuto per le sottoscrizioni dei servizi a pagamento tramite acquisti in-app e contro-accusano Spotify di volere i vantaggi delle app gratuite senza però esserlo (almeno nella sua versione Premium).

Nella sfida a distanza fra Apple e Google, c'è oggi un potenziale terzo incomodo ingombrante che ha le sembianze di quella Amazon che vuole cavalcare con Alexa, l'assistente virtuale sbarcato lo scorso ottobre in Italia a bordo dei dispositivi Echo, la stessa filosofia della Mela. Come? Offrendo a tutti gli sviluppatori che realizzano le “skill”, e cioè le mini-app compatibili con la tecnologia di intelligenza artificiale, di guadagnare su quelle che hanno più successo, partendo dal set di strumenti gratuiti l'Alexa Skills Kit, Ask) necessari per aggiungere funzionalità, componenti o servizi alla “piattaforma”. In questi mesi, il numero di skill in lingua italiana è cresciuto esponenzialmente per superare quota 1.800 (sono qualche decina di migliaia nel mondo) ed è probabilmente destinato ad aumentare in fretta grazie alla disponibilità di Alexa Developer Rewards, il programma creato per remunerare, ogni mese, chi scrive le skill in grado di catturare maggiormente l'interesse degli utenti. Come confermano i portavoce di Amazon, i fattori di valutazione dell'interesse del cliente sono diversi e fra questi figurano i minuti di utilizzo dell'app, le recensioni pubblicate online, le sessioni eseguite e molto altro. Nessun accenno, invece, all'entità del compenso, se corrispondente a un “fee” fisso o calcolato con una percentuale variabile in base a un determinato parametro. Non ci sono dubbi, invece, sulle categorie (10 in totale) delle skill “idonee” per partecipare al programma, da Cibo e Bevande a Musica e Audio, passando per Giochi e Salute e Benessere. Ad oggi, fanno sapere ufficialmente da Amazon, il Developer Rewards ha distribuito milioni di dollari a sviluppatori di 23 diversi Paesi, permettendo a ogni singolo partecipante di creare più skill e di pubblicarle in più mercati.

PER SAPERNE DI PIÙ / Arriva Alexa, la voce di Amazon «made in Italy» entra nelle nostre case

    L'altra opzione che il colosso nordamericano prospetta ai developer chiama in causa la divisione cloud Amazon Web Services. Agli inventori delle applicazioni, e qui sta la grande differenza con l'App Store di Apple, sono offerti crediti promozionali che azzerano di fatto i costi da sostenere a livello di risorse informatiche necessarie per realizzare e memorizzare in cloud la maggior parte delle proprie applicazioni. Più precisamente, gli sviluppatori possono creare le skill di Alexa utilizzando le opzioni gratuite di Aws, come per esempio le 750 ore di tempo di elaborazione mensile dell'Elastic Compute Cloud, evitando di allestire un proprio server. E nel caso vengano superati i limiti del piano gratuito? Chi è in grado di vantare una skill pubblicata, può candidarsi per ricevere un bonus di 100 dollari (estendibile mensilmente) per coprire i costi aggiuntivi dei servizi Aws.

    Loading...

    Newsletter

    Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

    Iscriviti
    Loading...