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Alex Zanardi, il campione che ha dato dignità allo sport paralimpico

Il pioniere dello sport paralimpico in Italia nelle parole dell’atleta Simone Barlaam: «Ha insegnato a tutti a migliorarsi, a cercare di superarsi, andare anche oltre il proprio limite fisico»

di Simone Barlaam *

Alex Zanardi, il campione delle sfide impossibili

Il pioniere dello sport paralimpico in Italia nelle parole dell’atleta Simone Barlaam: «Ha insegnato a tutti a migliorarsi, a cercare di superarsi, andare anche oltre il proprio limite fisico»


2' di lettura

In queste ore di sospensione e di apprensione mi verrebbe da dire che Alex è tra virgolette il pioniere dello sport paralimpico in Italia, per come lo conosciamo oggi. La cultura legata allo sport di persone con disabilità è cresciuta molto in questi anni grazie al lavoro del Comitato paralimpico italiano. Ma Alex è quello che lo ha fatto conoscere, che gli ha dato per così dire dignità, pari visibilità, ha portato lo sport paralimpico nelle case di tutti gli italiani. E ad Alex tutti noi atleti, e tutti i giovani che si avvicinano allo sport, dobbiamo tanto. Se oggi abbiamo tutte queste possibilità è anche grazie a lui.

L’Oro alle Olimpiadi lo appesi sul mio letto

In queste ore mi è tornato in mente un episodio di quando ero piccolissimo, ero in vacanza a Londra con la mia famiglia a seguire le Olimpiadi. Alex in quei giorni aveva vinto l’Oro. All’arrivo aveva festeggiato a suo modo impennando su due ruote. Quell’immagine mi è rimasta impressa. E disegnai un piccolo poster di quella sua vittoria, di quell’arrivo, che attaccai sopra al mio letto. É sempre stato un idolo per me. Anche perché essendo io appassionato di motori e anche di ciclismo, lui fa incontrare queste due mie grandi passioni.


Sempre sorridente e umile

Poi è capitato, qualche anno dopo, che ci siamo incontrati. La prima volta è stato durante la sfilata per la presentazione delle divise della nazionale italiana disegnate da Armani per le Olimpiadi e le Paralimpiadi di Tokyo. Tra gli atleti paralimpici sono stato scelto anch’io assieme ad Alex. Ci siamo fermati qualche minuto a parlare dopo la sfilata. Mi ha colpito la sua disponibilità. Nonostante sia un personaggio così famoso e importante è sempre rimasto umile. Sempre sorridente. Capita di rado con le persone di questo calibro, che spesso sono disattente. Ma lui, questo mi colpì, ha la capacità di ascoltare, di entrare subito in empatia con la persona che ha di fronte. Spero veramente che riesca a riprendersi da questo terribile incidente. Ed esprimo la mia vicinanza a lui e ai suoi cari in questi momenti difficili.

Arrendersi mai davanti alle difficoltà

Più volte dopo quel primo incontro sono stato onorato di essere citato da lui nelle interviste quando doveva parlare del movimento paralimpico italiano, del nuovo che avanza. Lui, con la sua vita, dimostra che si può sempre dare di più, si può sempre rialzarsi dalle cadute, riprovarci, non arrendersi mai davanti alle difficoltà che la vita ti presenta e che presenta a tutti, migliorarsi, cercare di superarsi, andare anche oltre il proprio limite fisico che c'è già e non puoi farci niente. Inutile insomma piangersi addosso, pietirsi o abbattersi. La vita di Alex è un inno alla vita, e alla sua bellezza. Molto bella la sua frase che, come ha ricordato qualcuno in queste ore, dovrebbe stare nelle scuole: «Disabile è chi non ha fiducia in se stesso». Forza Alex, tutta l’Italia fa il tifo per te.

* Simone Barlaam è un nuotatore italiano, sette volte campione del mondo, quattro volte campione europeo, primatista mondiale nei 50 e 100 stile libero e nei 100 dorso categoria S9


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