presentata nel 1950

Alfa 1900, una splendida settantenne. La gemma è la versione Primavera Boano

Una berlina due porte su meccanica Super costruita in circa 300 esemplari in due serie successive con diverso schema della doppia colorazione

di Vittorio Falzoni Gallerani

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Una berlina due porte su meccanica Super costruita in circa 300 esemplari in due serie successive con diverso schema della doppia colorazione


3' di lettura

Tempo fa abbiamo ricordato, nel suo settantesimo anniversario, la Lancia Aurelia inquadrandola come una delle tre protagoniste dell'automobilismo tricolore in quel prolifico 1950; oggi è la volta della sua concorrente d'elezione: l’Alfa Romeo 1900, presentata al pubblico in occasione del Salone di Parigi nell’ottobre del 1950 nelle vesti di una svelta berlina a tre volumi con linea ponton (parafanghi e corpo vettura in un’unica struttura) e con un’inedita calandra a tre lobi con al centro lo scudetto della Casa che sarà l’emblema dell’Alfa Romeo per molti anni a venire.

Ancora con il cemento, usato per la ricostruzione dello stabilimento del Portello devastato dai bombardamenti, non ancora dissecato, l’Alfa Romeo è pronta a ripartire con questo nuovo modello appositamente concepito per portare la Casa verso quella produzione di massa che già da tempo era nelle intenzioni della dirigenza e che si concretizzerà pienamente solo quattro anni più tardi con la Giulietta.In quel momento, infatti, parve più prudente procedere per gradi nell’abbandonare quella produzione di estremo prestigio rappresentata dalle ultime incarnazioni della 6C 2500: un progetto degli anni trenta di enorme fascino, non si dimentichi al proposito la leggendaria coupé Villa d'Este del 1949, ma ormai obsoleto in molti suoi aspetti.

Non che la 1900 non le sia debitrice di alcunché: il suo motore a quattro cilindri da 1,9 litri per 80 CV adotta lo stesso schema con testata a doppio albero a camme comandato da catena, tuttavia l’abbandono del telaio separato a favore della monoscocca in acciaio ne fa un prodotto del tutto nuovo ed al passo coi tempi.Lo stesso dicasi relativamente alla sostituzione delle balestre posteriori con le molle elicoidali e all’adozione, prima auto al mondo, degli pneumatici Michelin X a carcassa radiale.

Infine, la modernità della 1900 è testimoniata anche dalle prestazioni del suo motore che, pur rimanendo un «corsa lunga» come il vecchio sei cilindri, sviluppa fin da subito una potenza specifica decisamente superiore, 42 CV/litro contro 36, e risulta inoltre predisposto per un suo ulteriore aumento senza troppe modifiche; nel 1952, infatti, nasce la versione TI (Turismo Internazionale) con due carburatori da 100 CV, studiata, tra le altre cose, per togliersi definitivamente di dosso raggiungendo la fantasmagorica velocità di 170 km/h le Lancia Aurelia B21: che, pilotate dai più abili tra i Lancisti, avevano cominciato a darle fastidio sia sulle strade sia sui campi di gara.

Consolidando la tradizione del Marchio, infatti, ed anche per giustificare lo slogan del lancio «l’auto di famiglia che vince le corse», la 1900 fu subito impiegata nelle competizioni con risultati eccellenti culminanti con i primi tre posti di classe alla terribile Carrera Panamericana del 1954. E non è finita qui poiché poco più di un anno dopo si provvide ad aumentare la cilindrata, allargando l’alesaggio, fino alla soglia dei due litri per una versione tranquilla denominata 1900 Super con motore mono carburatore sviluppante 90 CV affiancata dalla poderosa TI Super bi carburatore con 115 CV.

Era, quest’ultima, una berlina velocissima, oltre 180 km/h, che fu adottata dalle forze dell’ordine oltre che dai più dinamici tra gli imprenditori ed i professionisti di quel periodo appena precedente l’esplosione del boom economico.Le Super, molto migliorate nella finitura dell’abitacolo e dotate di strumentazione più completa e di disegno più moderno, sono immediatamente riconoscibili per la fanaleria posteriore modificata ed i cerchi ruota con i fori maggiorati; esteticamente parlando appaiono però oggi meno pure delle precedenti in quanto quasi subito vennero otticamente appesantite da un’incredibile quantità di modanature cromate che, volendo, delimitavano una vistosa verniciatura bicolore offerta a richiesta in omaggio alle tendenze americane del periodo.

Un tipo di verniciatura invece ineludibile per chi sceglieva la quasi sconosciuta 1900 Primavera: berlina due porte su meccanica Super costruita dalla Boano in circa 300 esemplari tra il 1955 ed il 1957, in due serie successive differenziantesi per lo schema della doppia colorazione, e commercializzata direttamente dall’Alfa Romeo: una gemma oggi quasi introvabile che, proprio per questo ci pare la prima scelta per i collezionisti in questo mondo dell'Alfa Romeo 1900 escludendo le varie versioni Sprint e Super Sprint delle quali magari parleremo una prossima volta.

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