I piani

Alfa Romeo, confermate le elettriche. Ecco come il Biscione verrà rilanciato

Alfa Romeo è stato uno dei pochi marchi ad aver cambiato il ceo dopo la nascita di Stellantis ed è anche l'unico ad essere guidato da un manager non proveniente dalla precedente area di riferimento

3' di lettura

Il nuovo ceo Jean Philippe Imparato ha fatto il punto sul lancio del nuovo Tonale e sulle prospettive in vista anche dell'internazionalizzazione del brand.
Alfa Romeo è stato uno dei pochi marchi ad aver cambiato il suo ceo dopo la nascita di Stellantis ed è anche l'unico ad essere guidato da un manager non proveniente dalla precedente area di riferimento. Si tratta di scelte che significano che il Biscione va trattato in futuro più e forse meglio di altri brand del gruppo, vista anche l'importanza che assumerà nei prossimi anni all'interno del mondo di Stellantis.

L'Alfa Romeo nelle mani di Imparato

Francese doc Jean Philippe Imparato, 54 anni, parla la nostra lingua avendo anche lontane origini italiane. Ha, poi, svolto sin dal 1989 tutta la sua carriera nel gruppo Psa, fra Europa, America Latina e Cina. Ceo di Peugeot dal 2016, è stato uno dei manager su cui Carlos Tavares ha puntato per realizzare la strategia Push to pass che ha riposizionare i marchi di Psa e ne ha incrementato la redditività. Imparato alla guida di Peugeot, ne ha migliorato la qualità, il pricing power e margini di profitto, tagliando i costi e riposizionandoil marchio del Leone da generalista a upper mainstream.

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Una ricetta per riportare in alto l'Alfa Romeo

La stessa ricetta messa in atto per Peugeot potrebbe sia pure riveduta e corretta, tornare utile anche per Alfa Romeo, ancora più dopo che la dirigenza di Stellantis ne ha confermato il ruolo di brand premium da sviluppare dando sempre più importanza ai suv e all'elettrificazione, scenari su cui Imparato ha dato il meglio da numero uno di Peugeot. Un esempio il pianale Cmp delle elettriche del Leone che Imparato conosce bene potrebbe essere la base del B-suv di Alfa Romeo in arrivo dopo il Tonale che sarà proposto nella variante elettrica e prodotta a Tychy, in Polonia.

Solo pochi mesi di ritardo per il Tonale

“Tonale – lo spiega così Imparato – è la prima macchina elettrificata di Alfa Romeo e lo sarà da subito in versione plug-in hybrid e dobbiamo fare un lavoro assolutamente perfetto e poiché avevamo la possibilità di beneficiare di tecnologie e sinergie di gruppo con Stellantis, ho deciso di sfruttare questa possibilità per ottenere il miglior risultato possibile a livello di performance e di e di innovazione”. Di quo la scelta di riposizionare il lancio del suv compatto.

Le nuove tempistiche del suv medio

“A marzo del 2022 – chiarisce il top manager Alfa Romeo - sveleremo Tonale e il lancio commerciale avverrà nella prima settimana di giugno 2022. Tutti i mesi faccio una revisione completa del progetto e dell'andamento del planning e mi pare che siamo sulla strada giusta anche per quanto riguarda la parte industriale e linea di montaggio”. Sui modelli futuri Imparato ha lasciato intendere che potrebbe arrivare una Giulietta con powertrain 100% elettrico accreditata di un'autonomia di 700 e 800 km.

Cambieranno i competitor di Alfa Romeo?

“Il nostro benchmark sono le case tedesche – spiega senza se e senza ma Imparato -non ho problemi a dirlo. Già adesso il nostro livello qualitativo è alla loro altezza, ma vogliamo attuare una strategia migliorativa del brand, ottimizzando il total cost of ownership e migliorando il valore residuo. E questo vuol dire vuol dire che dobbiamo organizzare il business in modo da proteggere il marchio ecco perchè non voglio vedere auto vendute km zero”. Per farlo potrebbe servire anche un designer come Alejendro Mesonero-Romanos che infatti sembra in pole per dirigere il Centro stile Alfa Romeo.

L'internazionalizzazione di Alfa Romeo si farà?

“Per me la strada è molto chiara, dice Imparato: Alfa Romeo rimane più adatta all'America. Deve migliorare la qualità del suo business americano perché dobbiamo ottenere una performance economica adeguata e una distribuzione in grado di sostenere il fantastico valore di un marchio storico. Tra l'altro, il costo per entrare in quel paese è talmente alto che quando hai la fortuna di essere presente con dei prodotti giusti non si esce più e quindi la scelta è: rimaniamo negli Stati Uniti”. Per quanto riguarda la presenza in Cina “Abbiamo un potenziale enorme – continua Imparato - e stiamo lavorando per definire un programma per la crescita del brand per progredire in un mercato strategico” .

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