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Alfa Romeo e auto classiche italiane conquistano le aste a Retromobile Parigi

di Giovanni Gasparini


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1939, Alfa Romeo 8C 2900 B Touring Berlinetta, venduta da Artcurial Paris 16.745.600 € (courtesy Artcurial Paris)

6' di lettura

L'avvio del mercato delle auto da collezione in Europa coincide ogni anno con la fiera Retromobile a Parigi, che ha avuto luogo dal 6 al 10 febbraio, a cavallo di due importanti avvenimenti americani rappresentati dalle aste di gennaio in Arizona e d'inizio marzo ad Amelia Island in Florida, cui partecipa anche Gooding&Co (assente a Parigi), la rivale di RMSotheby's per la supremazia del mercato americano, che presenterà per la prima volta alcune auto in cooperazione con Christie's New York.

Le auto da sogno in vetrina a Retromobile

Le auto da sogno in vetrina a Retromobile

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Nonostante questa competizione con gli eventi d'Oltre Oceano, le case d'asta che operano a cavallo fra le due sponde dell'Atlantico, RMSotheby's e Bonhams , hanno presentato cataloghi importanti in eventi collaterali alla fiera principale, rispettivamente il 6 e 7 febbraio, con risultati incoraggianti pur in assenza di lotti al di sopra dei 5 milioni di euro di realizzo.

A conclusione della settimana, la francese Artcurial ha superato le rivali con un catalogo presentato direttamente alla fiera Retromobile l'8 febbraio, grazie ad un realizzo oltre la soglia dei dieci milioni di euro.
Le case d'asta hanno rilasciato comunicati che comprendono le vendite post-asta, ovvero quelle che avvengo immediatamente dopo quando un lotto risulta invenduto, una pratica sempre più diffusa nel mondo dell'auto da collezionismo, ma che desta problemi di coerenza comunicativa in quanto tali risultati non sono completamente verificabili. Per questa ragione, possono pertanto esserci discrepanze di risultati anche significative.

Il trend d’asta. L'avanzata della ‘Youngtimer' (le auto dal 1980 a oggi) da RMSotheby's ha realizzato 32,4 milioni di euro di venduto, includendo anche le vendite avvenute immediatamente dopo l'asta vera e propria: si tratta del più alto realizzo nei sei anni di presenza a Parigi, con quattro auto su cinque passate di mano e dieci oltre la soglia del milione di dollari (8 sopra il milione di euro); solo tre auto della ‘top ten' risalivano al periodo 1950-60, mentre le altre sono modelli prodotti fra il 1987 e l'altro ieri, il 2018; cinque dei dieci migliori realizzi portano il simbolo del Cavallino Rampante, due sono Bugatti recenti e due Porsche, una 550RS Spyder del 1956 che supera i 3 milioni di euro, e una recentissima 918 Spyder che raggiunge 1,1 milioni, un prezzo piuttosto basso per questo modello.
Fra gli invenduti milionari, due Ferrari del nuovo millennio, una Enzo del 2003 e una SP30, Special Project (auto personalizzata da Maranello) del 2011, nonché due Bugatti Veyron del 2012 e 2014, il cui mercato ha subito una decisa battuta d'arresto oramai da diversi mesi.
A guidare i realizzi, una rara Ferrari F40LM da competizione del 1987, in livrea blu Le Mans, che conferma la stima di 4,5-5,5 milioni di euro per fermarsi a 4,8 milioni con le commissioni, pari a oltre 5 milioni di dollari, un record per il modello pari a due milioni di dollari oltre il precedente realizzo per una F40LM.

1987, Ferrari F40 LM, venduta per € 4.842.500, Sotheby's, Paris (courtesy Sotheby's)

Altre due Ferrari ‘recenti' passano la soglia del milione, una F12tdf del 2017 a 1,2 milioni e una F50 del 1996 a 1,7 milioni (venduta dopo l'asta), mentre una 275GTB Alloy del 1966 trova un compratore solo dopo l'asta a 2,9 milioni di euro.
Sempre fra le auto italiane, ottiene un nuovo record per il modello una Bugatti EB110 Super Sport del 1994 in livrea argento, che supera i 2 milioni di euro da una stima di 1,2-1,8 milioni, grazie alla rarità (solo 30 auto realizzate) e allo stato praticamente nuovo (meno di mille chilometri percorsi).
Una recentissima (e ‘tedesca') Bugatti Chiron del 2018, l'auto di produzione più veloce al mondo, passa di mano solo dopo l'asta per 2,3 milioni di euro.

1994, Bugatti EB110 Super Sport, venduta per € 2.030.000, Sotheby's, Paris (courtesy Sotheby's)

Nel catalogo 25 auto, in massima parte offerte senza riserva, fanno parte di una collezione denominata Youngtimer Collection', costituita da un collezionista appassionato di auto dagli anni '80 in avanti; si tratta della prima parte di oltre 100 auto che verranno disperse in altre due aste, in Florida a marzo e in Germania a Essen ad aprile, durante l'omonima fiera.
Diversi lotti hanno stabilito prezzi record o molto elevati per i rispettivi modelli, confermando la qualità delle auto in offerta, fra cui una Porsche 928 GTS del 1992 che ha infranto la stima di 70-85mila euro per fermarsi a 138mila €, e una aggressivissima Mercedes-Benz 560SEC AMG Sei Litri del 1989 nera, che sfiora 300mila € raddoppiando la stima bassa.

La riscossa delle ‘vecchie signore' pre-1950. Bonhams ha presentato un catalogo completamente diverso, adeguato all'eleganza d'altri tempi del luogo che ha ospitato l'asta il 7 febbraio: il Grand Palais in ferro e vetro, capolavoro del modernismo a cavallo fra ‘800 e ‘900; tutte le auto che hanno riscontrato prezzi oltre al milione di euro risalgono al massimo al 1955, con un'importante gruppo di auto pre-Seconda Guerra Mondiale.
Si tratta di un settore che ultimamente ha sofferto rispetto alla tendenza a ‘svecchiare' il mercato rendendolo sempre più ‘contemporaneo', analogamente a quanto avvenuto anche nel settore dell'arte, con l'affacciarsi di nuovi collezionisti interessati ai tempi più recenti piuttosto che ai maestri del passato.
L'asta ha dimostrato che questa nicchia è ancora viva e vegeta ed attrae risultati importati, come le due Mercedes-Benz ai primi posti per realizzo, una 540 K Cabriolet A del 1939 di provenienza reale che passa di mano a 1,6 milioni di €, e una classica ‘Gullwing', 300SL ‘Ali di Gabbiano' del 1955 aggiudicata ad un ottimo prezzo di 1,2 milioni, mentre una versione Roadster dello stesso modello non trova compratori .
Riscossa anche per le Bentley pre-guerra, pensati ingombranti e potentissime, con un modello ‘Saloon' del 1928 che ottiene 1,1 milioni di € e un 8 Litri Vanden Pas del 1931 che sfiora 800mila €.
Non mancano però gli invenduti milionari, fra cui spicca una Alfa Romeo 6C 1750 Sport Spider Supercharged del 1930, rimasta al palo nonostante la livrea e lo scudetto col Cavallino Rampante della Scuderia Ferrari cui ha fatto parte, e una Bugatti 43 del 1928 anch'essa da competizione di provenienza regale, nonché una più recente BMW 507 Roadster del 1957.

Alfa Romeo plurimilionaria. A concludere in gloria il set di aste è stata la francese Artcurial, che nell'asta ‘in casa propria', ufficialmente legata al salone, propone sempre auto di prestigio per quella che è la sua più importante ‘vetrina' dell'anno, non partecipando regolarmente alle aste negli Stati Uniti.
Quest'anno, invece, delle ‘solite' Ferrari, il posto d'onore è andato ad una Alfa Romeo del 1939, una splendida 8C 2900B carrozzata Touring Berlinetta rosso Alfa, passata di mano verso la stima bassa a 16,8 milioni di euro (stima 16-22 milioni), una parte considerevole dei 39,2 milioni di ricavo dell'asta battuta il venerdì 8 febbraio. Si tratta del secondo prezzo mai realizzato per un'Alfa, il cui record è in mano ad un altro modello 8C 2900B ma con carrozzeria Spider; della cinquantina di 8C esistenti, solo cinque hanno la carrozzeria Touring Berlinetta, di cui una al Museo Alfa. È rimasta invenduta, invece, una Alfa 6C 2500 del 1947, mentre una 6C 1750 Gran Sport del 1930 sfiora il milione di euro di aggiudicazione, nonostante sia stata ri-carrozzata negli anni 50.
Ma la vera sorpresa dell'asta è venuta da una rarissima (unica) e semi-sconosciuta auto italiana degli anni '60: una Serenissima Spyder del 1966 in livrea da corsa di Le Mans argentata, ha scatenato una lunga battaglia di rilanci fino a più che raddoppiare la stima, fermandosi a 4,2 milioni di euro, grazie anche alla partecipazione alla corsa di Le Mans del 1966 e al fatto di essere stata sempre di proprietà del fondatore dalla piccola casa automobilistica, il Conte Volpi; altre due auto prodotte dalla Serenissima hanno realizzato circa 450mila € ciascuna, entro le stime pre-asta.

1966, Serenissima Spyder, venduta da Artcurial Paris 4.218.800 € (courtesy Artcurial Paris)

Sfiora il milione di euro una Ferrari 250GT Lusso del 1964, entro le stime, mentre fra le auto recenti supera la aspettative fermandosi a 3 milioni (stima alta 2,5 milioni) una Mercedes SLR Stirling Moss Edition del 2009, argentea supercar tedesca dedicata al grande campione di F1.
Rimangono però invendute diverse auto dalle stime milionarie, fra cui tre Bugatti degli anni '30, una Type 51 Grand Prix stimata 4-4,5 milioni di euro e due diverse Type 57 del 1936 e 1938 stimate 800mila – 1,2 milioni, nonché una Ferrari 275 GTC del 1966 stimata 2,3-2,6 milioni e una Maserati A6GSC del 1953 da 3,7-4,5 milioni di euro. Invendute anche tre tedesche importanti, una Porsche 550 A Spyder del 1957 (stima 3,8-4,8 milioni) e entrambe le Mercedes-Benz 300SL Roadster del 1958 offerte a 1-1,2 e 1,1-1,3 milioni rispettivamente.
Il catalogo offriva molte auto francesi, come vuole la tradizione e la specializzazione della casa d'aste, con un nutrito nucleo pre-1945, fra cui sette Voisin di cui solo quattro vendute, e nove Bugatti di cui solo tre invendute, grazie anche all'offerta senza riserva di quattro vetture.
Complessivamente una quarantina di auto su circa 150 erano offerte senza riserva, e buona parte delle Ferrari recenti vendute erano offerte senza riserva.
Significativa forse per la prima volta l'offerta di Maserati, quanto meno per quantità, ma la qualità forse non sempre eccelsa non ha dato i riscontri attesi.

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