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Alfa Romeo e Lancia, i piani per lo sviluppo dei marchi italiani di Stellantis

Il Biscione arriva da un rilancio sfumato perchè non all'altezza delle aspettative, l'altro brand del made in Italy è sul mercato da anni con la sola Ypsilon, ma entrambi metteranno nel mirino il settore premium

di Corrado Canali

Alfa Romeo Tonale, il video su strada del nuovo suv anche ibrido del Biscione

4' di lettura

Rimettere in carreggiata Alfa Romeo e Lancia, un'impresa impossibile? Non per Carlos Tavares il ceo di Stellantis, il gruppo nato dalla fusione di Fca e Psa, che in attesa di svelare i dettagli dei modelli futuri dei brand nell'ambito del piano programmatico previsto all'inizio di marzo, non solo ha confermato la piena piena libertà di azione per i responsabili dei due brand Jean Philippe Imparato di Alfa Romeo e Luca Napolitano di Lancia, ma anche i finanziamenti che serviranno per la rinascita in chiave premium dei due marchi che verranno affiancati dal Ds, il brand di lusso alla francese.

Il via libera al rilancio da parte del ceo di Stellantis Carlos Tavares

Ma torniamo ai due band italiani a cominciare da Lancia. Per gli anni a venire il nuovo responsabile del design Jean-Pierre Ploué avrà non poco lavoro da fare: parliamo infatti del manager che avrà il compito di far rinascere la Lancia. Luca Napolitano, Chief Executive Officer del brand, non ha avuto alcun dubbio sulla scelta dando il benvenuto a Jean-Pierre Ploué che ha risposto di essere davvero onorato che un gruppo di professionisti così eterogeneo sia lavorando insieme per il successo di Lancia. Ancora due anni di attesa insomma e poi dal 2024 dovrebbero arrivare i primi risultati concreti e lungamente attesi da diversi anni.

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Un designer per Lancia dal profilo importante

Ma chi è esattamente Jean-Pierre Ploué? Non è una figura esterna a Stellantis, al contrario è Chief Design Officer del gruppo per i marchi Abarth, Alfa Romeo, Citroën, DS Automobiles, Fiat in Europa, Lancia, Opel, Peugeot e Vauxhall, conosce dunque molto bene l’ambiente e la storia di un brand del tutto particolare come Lancia che merita un rilancio adeguato. Non sarà facile ma l'entusiasmo che si percepisce ai piani alti del brand motivato dal via libera di Stellantis al piano prodotto potrebbe tradursi in un risultato positivo e con dei modelli di successo.

Un marchio iconico che punta ai piani alti

Al designer si devono vetture come la Citroen C4, la seconda generazione di C5, la C6 e la DS3. La sua firma, inoltre, figura anche su concept car e sportive come la C-Sport Lounge la C-Métisse, la Citroen Metropolis e la Citroen GT. E' dal 2009 che è al lavoro nel gruppo PSA prima ed adesso è passato a Stellantis. Per lui la rinascita di Lancia è una sfida entusiasmante visto che si tratta di un marchio iconico, a cui si vuole restituire il ruolo centrale che ha rivestito in passato in Europa, sfruttando l'enorme potenziale della tradizione e uno storico di livello.

Il ritorno di un’ammiraglia made in Lancia?

Per Lancia sarebbe un ritorno alla gloria, del resto negli anni ‘90 le sue berline di alta fascia sono diventate un simbolo di potere e bellezza. Oggi quel potere e soprattutto quella bellezza potrebbero essere rappresentate dalla nuova Lancia Anthea. Di ufficiale naturalmente non c’è ancora niente, ma i rumors soprattutto sul web hanno già iniziato a produrre rendering a raffica e dei bozzetti identificativi. La possibile Anthea porta la firma del designer Alessandro Capriotti che ha realizzato una berlina dalle linee futuristiche: potrebbe diventare la nuova ammiraglia.

Tre nuovi modelli in arrivo dal 2024

Per celebrare la tradizione Lancia, i dettagli iconici non mancano: ad esempio all’anteriore ci potrebbe essere una griglia diamante, mentre i fari a Led potrebbero ricordano quasi gli occhi di un felino che è pronto a scattare. Di sicuro la scaletta ufficializzata di recente dalla stesso ceo Luca Napolitano prevede il primo modello della nuova Lancia nel 2024 e si tratterà dell'importante rilancio della Ypsilon, il modello che ha tenuto viva la passione per Lancia. Due anni dopo toccherà ad una berlina che potrebbe ereditare il nome Delta e poi l'ammiraglia.

Jean-Philippe Imparato e una scelta di passione

Il futuro di Alfa Romeo, prossimo e remoto, invece, lo ha raccontato sia pure non dei minimi dettagli lo stesso ceo del Biscione Jean-Philippe Imparato. Il manager francese ha più volte chiarito di avere accettato la sfida di Alfa Romeo per motivi molto personali e di grande passione per un brand dal passato così prestigioso. E non ha perso tempo per mettere a punto il debutto del Tonale il suv compatto che arriverà a giugno e che sarà la prima elettrificata del Biscione. Senza contare che l'attesa ibrida plug-in ricaricabile sarà disponibile già al debutto.

Tonale la prima Alfa Romeo elettrificata

La produzione inizierà a marzo a Pomigliano d’Arco il rinnovato stabilimento Gianbattista Vico, una delle realtà industriali più avanzate nel mondo nel settore automotive, dove è stata realizzata una linea di montaggio con delle tecnologie d'avanguardia e dei livelli di automazione senza precedenti. Messa a posto la parte industriale e lanciato in pompa magna il Tonale sarà dato il via definitivo al nuovo corso che non prevede finalmente un'Alfa Romeo sarà anche elettrificata, ma ribadirà l'eccellenza del brand in termini di tecnologia e di piacere di guida.

Dieci nuovi modelli del Biscione entro il 2030

Dopo il Tonale ogni modello in arrivo sarà naturalmente elettrificato e anche full electric. L’Europa impone un - 60% di CO2: chi non lo farà entro il 2030 sarà finito. Si partirà lavorando sulla piattaforma Small e a Tichy in Polonia dove verrà prodotto il modello di accesso alla gamma Alfa Romeo, un urban car a ruote alte realizzato insieme ad altri brand di Stellantis, ma con caratteristiche Alfa Romeo. Oltre a modelli con performance estreme e dunque di standard emozionale, siglate Quadrifoglio, ma con prezzi di listino più umani rispetto alla concorrenza.

Negli Usa sì, mentre per la Cina si vedrà

E veniamo all'internazionalizzazione dell'Alfa. Confermata la presenza in America anche se servirà migliorare il business per raggiungere dei ricavi adeguati. Visti i costi enormi per entrare in quel mercato, quando sei già pesanti non è il caso di uscirne. Diverso è l’atteggiamento per la Cina, il mercato verso il quale anche lo stesso ceo Imparato si è detto sin da subito molto prudente, visto che se è vero che i cinesi sono dei potenziali acquirenti di Alfa Romeo, ma per sfruttare le enormi opportunità di quel mercato che come noto è il primo per importanza al mondo c’è bisogno di maggiore solidità per il brand Alfa sia in Europa che anche negli Usa.

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