IL POLO DEL LUSSO DI FCA

Alfa Romeo e Maserati pronte a fare squadra anche con i nuovi suv

di Corrado Canali

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La Stelvio Quadrifoglio e a lato la versione rinnovata della Quattroporte


3' di lettura

Il polo del lusso “made in Italy”? Possibile, ma a condizione che i due brand Alfa Romeo e Maserati facciano squadra. Un esempio? Se la piattaforma Giorgio, quella che è nata per la Giulia ed è servita da base anche per lo Stelvio, sfornerà altri suv nei prossimi mesi, se ne prevede uno più piccolo, forse, a Pomigliano, e un altro, ma di dimensioni più grandi probabilmente, a Torino, il Biscione e la Maserati potrebbero diventare il perno delle produzioni in territorio italiano di Fca nei prossimi quattro anni.

L’Alfa Romeo ha, infatti, la necessità di ampliare l’offerta di prodotto, lo ha confermato in più di un’occasione lo stesso numero Sergio Marchionne. Giulia e soprattutto Stelvio non bastano. Ecco la necessità di un suv di taglia grande che potrebbe essere affiancato da uno di dimensioni ancora più compatte dello Stelvio: potrebbe trattarsi dell’erede della MiTo riproposta, ma in versione crossover, una soluzione che piace all’amministratore delegato Sergio Marchionne. Ne sapremo di più all’inizio di giugno con l’annuncio del piano programmatico di tutti i brand del Gruppo Fca fino al 2022. Altrettanto importante per la futura Alfa Romeo è il ritorno in F.1. Il Biscone potrà beneficiare infatti dello scambio tecnico e strategico con un partner di esperienza indiscussa come il Team Sauber F1 Team e gli ingegneri e i tecnici dell’Alfa Romeo che hanno già dato prova delle loro capacità con la progettazione dei due nuovi modelli della rinascita del Biscione, potranno ulteriormente ampliare la loro esperienza portando al team le competenze tecniche già sperimentate. Contemporaneamente, tutti gli appassionati di Alfa Romeo potranno di nuovo tifare per un costruttore di automobili che è determinato a scrivere un nuovo capitolo della sua leggendaria storia sportiva.

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E veniamo alla Maserati che ha in programma il lancio di un nuovo suv che si affiancherà alla Levante, l’auto della svolta per la Casa del Tridente in termini di unità vendute. Il nuovo sport utility utilizzerà un’architettura comune con Alfa Romeo Stelvio, una condivisione che, tuttavia, riguarderà soltanto il telaio e non il motore. Il modello rivestirà un ruolo chiave per Maserati, visto che andrà a proporsi ad una clientela molto più ampia rispetto all’attuale, parallelamente a quanto già visto nella gamma delle berline con l’arrivo della Ghibli.

Passando alla futura sportiva elettrica. Nata per celebrare i 100 anni del Tridente, l’Alfieri presentata in anteprima al salone di Ginevra del 2014 ha da subito conquistato tutti per il suo design attraente con numerose reminiscenze col passato del brand. In futuro avrà un ruolo di punta nell’ambito della gamma Maserati. Sarà, infatti, il modello della svolta ecologica oltre a sembrare del tutto chiaro che potrà essere l’Alfieri la sostituta della GranTurismo.

I vertici del Tridente hanno, infatti, deciso di attendere fino al 2020 per trasformare la Alfieri in un modello di serie, scegliendola come prima auto elettrica della storia di Maserati. Secondo le informazioni raccolte da numerose fonti all’interno del Gruppo Fca, la Alfieri debutterà in due versioni: una classica, equipaggiata con un V6 biturbo a benzina e una ecologica, ad emissioni zero, arrivando a convincere della scelta anche l’ad Sergio Marchionne che si era sempre dimostrato scettico nei confronti di questa tecnologia, ma ha cambiato opinione confermando che per modelli premium e per una citycar particolarmente compatta potrebbe rappresentare una scelta sensata in ottica futura.

La necessità di ospitare powertrain così diversi sotto al cofano della futura Maserati Alfieri potrebbe richiedere l’utilizzo di una piattaforma dedicata, mentre quella comune agli altri modelli Maserati del nuovo corso potrebbe dar vita alle future eredi naturali di GranTurismo e GranCabrio.

Quindi l’elettrica potrebbe rappresentare un modello a sé, probabilmente prodotto in volumi contenuti, ma destinato a offrire prestazioni e handling degni del marchio, con particolare attenzione alla riduzione del peso, indispensabile per garantire un’autonomia di più ampio raggio che rappresenterà in futuro una discriminante importantissima per le elettriche. E nel frattempo crescono le voci di un coinvolgimento di Maserati nella Formula E

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