AUTO

Alfa Romeo punta sui noleggi per smaltire le giacenze di Giulia

di Maurizio Caprino e Andrea Malan


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3' di lettura

Dopo una partenza di Giulia molto più lenta delle attese, l’Alfa Romeo punta ora tutto sullo Stelvio e i suoi futuri derivati per centrare gli obiettivi di crescita fissati dal piano industriale e per rendere profittevole il maxinvestimento nella «piattaforma Giorgio». Per quanto riguarda la berlina sportiva Fca ha avviato - secondo quanto risulta al Sole 24 Ore - una campagna per smaltire le giacenze attraverso le flotte di auto a noleggio; ai noleggiatori verrebbero offerti incentivi a raggiungere un numero minimo di ordinazioni, proporzionali alla dimensione del singolo operatore. Il tutto mentre a Cassino la produzione di Stelvio cresce e sorpassa quella della berlina.

Vendite ancora sotto alla produzione.
Partiamo dai numeri. La Giulia è stata prodotta a Cassino in oltre 25mila esemplari nel corso del 2016, mentre la banca dati Automotive News Europe/Jato Dynamics indica che l'anno scorso ne sono state vendute in Europa (Italia compresa) poco più di 10mila unità. A fine anno c’erano dunque circa 15mila unità in giacenza - fra azienda e concessionari. A febbraio è partita a Cassino la produzione del Suv Stelvio sulla stessa linea della Giulia e il 20 di marzo è stato avviato il secondo turno produttivo, con uno spostamento progressivo verso la produzione di Stelvio; la cadenza complessiva prevista attualmente (il cosiddetto “impostato”) è di circa 280 vetture per turno, ripartite fra berlina e Suv, per un totale giornaliero di poco meno di 550 unità, con un dato recente di due Stelvio per ogni Giulia.

Aumenta lo stock in giacenza.
Le vendite in Europa di Giulia, intanto, non hanno accelerato nei primi due mesi del 2017: le consegne di gennaio sono state di meno di 2mila nella Ue, di cui circa 750 in Italia; a febbraio il dato italiano è rimasto allo stesso livello, mentre ci sono state le prime consegne negli Usa (circa 400 unità). Le vendite complessive a clienti finali non dovrebbero dunque aver superato di molto le 5mila unità in due mesi. Secondo fonti industriali la produzione complessiva di Giulia nei primi due mesi dell’anno sarebbe stata di poco inferiore alle 9mila unità; lo stock di vetture, tra azienda e concessionari, dovrebbe dunque essere salito ulteriormente avvicinandosi alle 20mila. Le Giulia in giacenza non sono nelle concessionarie: qui lo stock è limitato a quel che serve per esporre in modo adeguato il prodotto e coprire le necessità di pronta o rapida consegna. Il grosso è nei piazzali del costruttore, che le sta indirizzando verso le flotte aziendali.

In arrivo gli incentivi ai noleggiatori.
Come anticipato, al Sole 24 Ore risulta che Fca stia offrendo ai noleggiatori incentivi a raggiungere un numero minimo di ordinazioni, proporzionale alla dimensione del singolo operatore. Chi centra l'obiettivo ha uno sconto aggiuntivo sui cinque punti percentuali e può ordinare lo Stelvio con optional in omaggio (come la vernice metallizzata). La strategia mira ad attutire l'impatto delle giacenze sui margini: se il grosso degli stock fosse dai concessionari, sarebbe più visibile e si potrebbe innescare una corsa agli sconti che farebbe tornare Fca al passato e danneggerebbe il progetto di rilancio del marchio Alfa, di cui proprio la Giulia è il primo modello: il gruppo ha investito pesantemente (sono stati già spesi fino a 3 miliardi di euro, secondo alcuni) in una piattaforma (la «Giorgio») a trazione posteriore dopo trent'anni di assenza.

La partita decisiva è quella dello Stelvio.
Una scommessa non da poco, ma i primi risultati di vendita mostrano che neanche la tradizione delle berline sportive Alfa può fare miracoli, visto il continuo calo di popolarità delle tre volumi in Europa. Le concorrenti tedesche “nascondono” il problema con le versioni station wagon, cui l'Alfa rinuncia: l'investimento aggiuntivo rischia di non essere compensato, per la loro perdita di appeal a favore delle suv. Dunque, la partita vera inizia solo ora, col debutto dello Stelvio, che fa anche da versione con portellone della Giulia. Proseguirà con le due suv in annunciate di qui al 2020, anche nell’ambito del ritorno del marchio Alfa nello stabilimento di Pomigliano. Secondo Alfredo Altavilla, numero uno di Fca in Europa, «gli ordini dello Stelvio in Europa hanno raggiunto quota 1.000 a febbraio». Quanto alla Giulia, non resta che resistere il più possibile con sconti circoscritti per ora alle flotte aziendali, sperando che il gradimento tra i clienti privati salga. Qualche segnale di crescita si vede, specie in alcune zone d'Italia. I prossimi mesi diranno se è abbastanza per evitare sconti generalizzati, con conseguenze sia sui margini dell'Alfa sia sulla tenuta delle quotazioni dell'usato.

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