GRANDI MARCHI

Alfa Romeo si racconta: dal mito del Portello alla prima vittoria mondiale

Il marchio del Biscione ripercorre le tappe della sua storia dei suoi 110 anni con un'inedita collana web che parte da quello stabile milanese al 95 di strada del Portello

di Giulia Paganoni

default onloading pic
Alfa Romeo 24 HP con motore 4 cilindri, 4 litri di cilindrata e 42 cavalli di potenza

Il marchio del Biscione ripercorre le tappe della sua storia dei suoi 110 anni con un'inedita collana web che parte da quello stabile milanese al 95 di strada del Portello


4' di lettura

Storie che emozionano. Una di queste è quella di Alfa Romeo, marchio che il 24 giugno 2020 festeggia il prestigioso traguardo dei 110 anni. Oltre un secolo contraddistinto da innovazioni tecnologiche, successi sportivi e memorabili creazioni su quattro ruote. Per festeggiare un compleanno così importante è stata sviluppata la collana web “Storie Alfa Romeo”, che racconta dalle origini e dell'intreccio con il meglio della genialità italiana, oltre al noto patrimonio tecnico e artistico, e tocca ambiti che esulano dal mondo dell'automobile.

Le origini: la figura di Pierre Alexandre Darracq
La storia parte con un uomo francese, Pierre Alexandre Darracq, proprietario di una fabbrica di bicicletta e Bordeaux che ben presto decise di produrre auto. In Francia riscossero successo così si interessò all'esportazione, aprendo succursali a Londra e a Napoli, trasferendo quest'ultima poi a Milano, al 95 di strada del Portello. Ma in Italia non riscosse successo, erano auto poco costose e poco potenti, cosa che al mercato non piacque. Per questo nel 1909 la società venne messa in liquidazione.

Stabilimento Portello, il polo dal quale sono uscite la prime A.L.F.A.

Il genio di Stella e la mano di Merosi: la nascita di Alfa Romeo
Ma c'era chi alle potenzialità del Portello ci credeva e conosceva i gusti degli italiani: l'amministratore delegato, cavalier Ugo Stella. Con l'aiuto di alcuni finanzieri lombardi e la garanzia della Banca Agricola Milanese rilevò lo stabilimento e riassunse gli oltre 200 operai che ci lavorano. Una mossa che sembrava temeraria: ma Stella ebbe una delle grandi intuizioni di cui è costellata la storia Alfa Romeo. E aveva un asso nella manica: il genio creativo di Giuseppe Merosi.

Giuseppe Merosi, geometra piacentino appassionato di auto a cui venne data l'incarico di progettare le prime A.L.F.A.

Nell'autunno del 1909, Stella gli chiese di creare due vetture completamente nuove nelle fasce fiscali dei 12 e 24 Hp: più potenti delle Darracq, adatte ai gusti della clientela italiana e con un telaio che consente di montare carrozzerie di prestigio.

La nascita della 24 Hp: l'auto concepita prima del marchio
Un caso forse unico nella storia, quello della 24 Hp: auto nata prima del suo marchio. Le caratteristiche erano quelle richieste da Stella: un motore monoblocco (non comune all'epoca), 4 cilindri, 4 litri di cilindrata e 42 cavalli di potenza, con trasmissione a cardano unico sulle ruote posteriori. Inoltre, era dotata di un robusto telaio a longheroni e traverse in lamiera stampata a C, su cui i carrozzieri Castagna, Schieppati, Sala e Bollani sviluppano versioni torpedo e limousine per una clientela molto esigente. La 24 Hp punta subito in alto: è un modello che oggi definiremmo “Premium”, che costa una somma equivalente a due anni dello stipendio di un impiegato.
Anche le performance sono interessanti: è in grado di raggiungere 100 km/h, ed è fabbricata con estrema cura e precisione. Questo la rende capace non solo di “andare forte”, ma anche di offrire le migliori prestazioni su strada.
Merosi capì di essere sulla strada giusta, e spinge sull'acceleratore: nel 1911 sviluppò la 24 Hp Corsa, con peso ridotto, più potenza e più velocità, un po' come le Gta di oggi. Con quest'auto, A.L.F.A. entrò nel mondo delle competizioni, solo un anno dalla fondazione. La prima soddisfazione arrivò alla Parma-Poggio di Berceto del 1913: il pilota Nino Franchini è secondo assoluto, e primo di categoria.

Franchini e Santoni su 24 HP Corsa alla 1° Parma-Poggio di Berceto – 1913

La nascita delle auto da corsa
Merosi proseguì la strada delle competizioni e nel 1913 nacque la 40/60 Hp con una meccanica delle più avveniristiche dell'epoca. Il conte Ricotti chiede al carrozziere Castagna di sperimentare sullo chassis A.L.F.A. con caratteristiche aerodinamiche. Prende così forma la 40/60 Hp Aerodinamica, un'auto capace di raggiungere i 139 km/h.
Ma lo scoppio della Grande Guerra cambiò lo scenario per tutti, compresa l'A.L.F.A., chiamata a partecipare allo sforzo bellico. Il 2 dicembre 1915 la Società in Accomandita Semplice Ing. Nicola Romeo & C rilevò gli stabilimenti del Portello e li riconvertì alla produzione di munizioni e motori aeronautici.

Il periodo della guerra e il nuovo nome del marchio
Nicola Romeo era un senatore che durante la guerra acquisì imprese come le “Costruzioni Meccaniche di Saronno”, le “Officine Meccaniche Tabanelli” di Roma e le “Officine Ferroviarie Meridionali” di Napoli. Cambiò nome alla sua società, che diventò “Società anonima Ing. Nicola Romeo e Co.” e, quando la Banca Italiana di Sconto chiede la liquidazione di A.L.F.A., fu pronto ad acquisirla.

Dopo una battaglia legale con i vecchi proprietari per il nome, l'ingegner Romeo decise di commercializzare le sue vetture affiancando Alfa al suo cognome, Romeo. Le prime vetture a portare il nuovo marchio furono la 20-30 HP e la sua derivata Es Sport. Auto che nascono nel solco già tracciato da Merosi prima della guerra: eleganti, veloci e con un temperamento unico.

In quegli anni, i piloti Giuseppe Campari, Antonio Ascari, Ugo Sivocci e il giovane Enzo Ferrari sono a più riprese sulle prime pagine dei giornali. Mugello, Parma-Poggio di Berceto, Targa Florio, Aosta-Gran San Bernardo, Coppa delle Alpi: le Alfa Romeo arrivano sempre tra le prime. Ma manca ancora la grande affermazione internazionale.

Il capolavori di Merosi: la RL
“La risposta italiana alle più eleganti vetture del mondo”, è così che la stampa britannica saluta, nel novembre del 1921, la nuova Alfa Romeo RL presentata al Salone dell'Auto di Londra. La RL è una vettura di nuovissima concezione, ed è forse il capolavoro di Merosi. Motore 3 litri, 56 cavalli, 6 cilindri monoblocco con testa smontabile, valvole comandate con sistema di aste e bilancieri: la RL raggiunge i 110 km/h ed è estremamente precisa nella guida.
Sempre sotto la guida di Merosi, nel 1923 nascono due speciali versioni Corsa alleggerite a 980 kg.
Ad aprile, Ugo Sivocci si presenta ai nastri di partenza della Targa Florio con un quadrifoglio verde su sfondo bianco sulla fiancata della vettura. Il portafortuna funziona: Sivocci trionfa nella XIV Targa Florio (la prima di una lunga serie), e il Quadrifoglio entra nella storia del Marchio.
A quel punto, fu necessario separare la produzione di serie da quella di auto da competizione e fu allora che Enzo Ferrari suggerì il nome di Vittorio Jano, progettista piemontese con una buona esperienza in Fiat. Una scelta giusta che nel 1925 portò il marchio ad affermarsi nel Primo Campionato del Mondo Gran Prix.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti