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Alfano: «Task force per promuovere Milano dopo la Brexit»

di Nicoletta Cottone

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4' di lettura

«Metteremo in piedi una task force per Milano, il governo è dalla parte di Milano nella partita post Brexit. Chi ha detto che le imprese che vanno via da Londra devono andare a Francoforte? Milano ha tutti i numeri per attrarre questi investimenti». Lo ha detto il ministro degli Esteri Angelino Alfano intervenendo alla conferenza «Diplomazia economica: quale impatto sulla crescita del Paese - Il sostegno della Farnesina alle imprese italiane», organizzata da Confindustria a Roma. «Milano - ha aggiunto il ministro - ha sempre avuto condizioni di contesto per il business e con le imprese che decidono di lasciare Londra dobbiamo avere la capacità di attrarle a Milano».

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Farnesina importante per la crescita
«La Farnesina - ha ricordato il ministro - è importante per la crescita e determinante per riuscire a spingere all’estero il sistema Italia. Io credo che sia vero quello che un’analisi indipendente dimostra, ossia che ci sia stato un impatto nell’ordine dell’1,1% del Pil relativamente alla forza della Farnesina a spingere le nostre imprese all’estero e questo si è tramutato in 234mila posti di lavoro all'estero. Possiamo fare di più», ha sottolineato il ministro degli Esteri Angelino Alfano citando lo studio di Prometeia sull’impatto economico del sostegno della Farnesina alle imprese italiane presentato oggi in Confindustria.

Boccia: crescita precondizione di stabilità
«Siamo in un contesto di politiche protezionistiche, l’Europa si dia una svegliata in termini di politiche economiche», ha detto il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, a margine della conferenza. «Speriamo che presto anche in funzione di quello che sta succedendo negli Stati Uniti - ha aggiunto - l’Europa esprima una reazione che sia in grado di provocare shock positivi nell’economia e non solo subirli». Il governo, ha detto poi Boccia parlando della manovra correttiva chiesta da Bruxelles, si sta confrontando «con l’Europa, parliamo di pochi decimali, la questione è un’Europa per la crescita e la stabilità, quindi la crescita è una precondizione per la stabilità». Per l’Italia, ha detto il presidente degli industriali, è un momento delicato dato il debito pubblico, la manovra è realizzabile perché non incide di molto, ma la questione è quale futuro immaginiamo per prossimi anni nel nostro Paese in termini di politica economica».

Export essenziale in una nuova stagione di crescita
E commentando i dati Ista sull’occupazione il presidente Boccia ha sottolineato che bisogna lavorare «a una grande stagione di inclusione dei giovani nel mondo del lavoro». Il presidente degli industriali ha parlato di una «nuova stagione della crescita» in cui «l’export diventa essenziale». L'Italia, ha rilevato, ha bisogno di «mercati larghi perché è la seconda potenza industriale d'Europa».

Valore aggiunto e occupazione generati
Lo studio Prometeia attesta, considerando anche gli impatti diretti e indiretti, che il valore aggiunto generato in Italia dai progetti esteri supportati dalla Farnesina oscilla dai 10 (del 2014) ai 16 miliardi di euro (del 2015), quindi dallo 0,7% all’1,1% del Pil. E per ogni euro di valore aggiunto ceato nelle imprese coinvolte in progetti supportati dalla farnesina se ne generano nell’economia ulteriori 1,4 euro. Nel 2015, dunque, 6,5 miliardi diretti, 7,5 miliardi indiretti, 2,4 miliardi indotti per un totale di 16,4 miliardi. «Abbiamo la possibilità di essere ancora più forti - ha detto il ministro Alfano - e dobbiamo proprio in questo tempo di rinascente protezionismo che è inaccettabile per noi che alcuni pretendano di venire a scorazzare nel nostro mercato e poi le nostre imprese trovano nei loro paesi vincoli politici e burocratici che creano problemi». Sul fronte dell’occupazione sono stati 234mila i posti di lavoro sostenuti in Italia dai progetti esteri supportati dalla Farnesina (72mila posti diretti, 122mila indiretti, 40mila indotti). Dati anticipati nell’intervista al Sole 24 Ore del ministro degli Esteri, Angelino Alfano, che ha tracciato un primo bilancio dell’attività diplomatica a sostegno del Made in Italy.

Il 61% delle gare all’estero premia le piccole e medie imprese
La parte più importante dei progetti del biennio 2014/2015 riguarda gli impianti energetici, le infrastrutture e costruzioni e l’export di beni. Nello stesso biennio coinvolte più di 300 aziende, 86 della meccanica, 66 dei servizi, 50 delle costruzioni, 18 dell’elettrotecnica, 17 dei prodotti in metallo, 15 di treni, aerei e navi, 11 dell’energia, 9 alimentare, 6 dell’elettronica. Il ministro ha sottolineato che «il 61% della gare all’estero premia le piccole e medie imprese» e che è necessario sempre più «promuovere il brand italiano». E ha invitato le imprese a segnalare eventuali sfavori regolatori incontrati all’estero.

In due anni vinte 756 commesse in 90 paesi
Dallo studio di Prometeia emerge che in due anni le imprese italiane hanno vinto 756 commesse in 90 Paesi, con 52 miliardi di ricavi per le imprese italiane. La stima di Prometeia è che sia stato prodotto un valore aggiunto di 16,4 miliardi, pari all1,1% del Pil. D

In Italia abbiamo unito umanità e rigore
Nell’intervento del ministro Alfano anche Trump. Donald Trump, ha detto il ministro, «sta facendo quello che aveva detto in campagna elettorale. Lo hanno eletto gli americani, non gli europei. Lui sta facendo quello che aveva promesso e noi non condividiamo». E ha aggiunto che « abbiamo fatto altre cose, siamo riusciti a sposare umanità e rigore, solidarietà e sicurezza in un Paese che ha avuto fin qui attentati zero, in un mondo in cui il rischio zero non esiste e al tempo stesso abbiamo salvato centinaia di migliaia di vite umane. Sicurezza e solidarietà: noi ce l'abbiamo fatta».

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