finanza

Alibaba, Ant Financial chiede l’esclusiva agli investitori

di Monica D'Ascenzo

(REUTERS)

3' di lettura

O di qua o di là. Jack Ma non deve amare molto coloro che tengono i piedi in due scarpe e così arriva un indicazione agli investitori: chi intende puntare sul futuro di Ant Financial, il colosso controllato da Alibaba, non potrà investire o aumentare la propria quota in società che fanno capo alle rivali Tencent e JD.com. L’indiscrezione è stata riportata dal Wall Street Journal, che cita fonti, secondo le quali il divieto imposto mostra la forza di Ant e Alibaba e la sostenuta richiesta per i titoli del gigante dei pagamenti.

La decisione di Jack Ma, che controlla Ant, è stata presa durante i lavori di preparazione del nuovo round di investimenti per Ant Financial con un’operazione che potrebbe far raccogliere fondi per 10 miliardi di dollari a fronte di una valutazione complessiva della società da 150 miliardi di dollari.

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La startup che diventa il big degli unicorni
Ant Financia, con l’operazione allo studio, si candida a diventare l'unicorno di maggior valore al mondo. La società, parte del gruppo cinese Alibaba, sta puntando ad un nuovo round di finanziamenti che secondo le indiscrezioni potrebbe andare dai 9 ai 10 miliardi di dollari. Un colpo eccezionale per la startup fintech più grande al mondo, che aveva già raccolto 4,5 miliardi di dollari nel 2015 da investitori come China Investment Corp (CIC), CCB Trust, China Life, China Post Group, China Development Bank Capital and Primavera Capital Group. Allora la valutazione della società nel complesso si aggirava attorno ai 60 miliardi a fronte di un business dei pagamenti online attraverso Alipay con 450 milioni di utenti attivi all'anno e una quota di mercato pari al 58% secondo le valutazioni di Credit Suisse.

Nutrita la lista degli investitori internazionali blasonati che hanno deciso di credere nel progetto di Jack Ma: fra loro i private equity groups Carlyle, General Atlantic, Silver Lake Partners, Sequoia Capital China e Warburg Pincus; il fondo sovrano Temasek, fondi istituzionali come il Canadian Pension Plan Investment Board o colossi dell’investimento come BlackRock. E secondo fonti vicine all’operazione non sarebbero mancati i no detti a potenziali investitori.

Agli investitori, per altro, non andranno quote del capitale di Ant Financial, ma strumenti finanziari che saranno convertibili in equity al momento della quotazione in Borsa della società, a causa dell’attuale regolamentazione degli investimenti esteri in ina.

Dopo questo nuovo round di raccolta, Ant Financial potrebbe arrivare a valere ben 150 miliardi di dollari, raggiungendo un nuovo record storico. Non è poi detto che nel giro di breve, poi, Ant Financial non possa arrivare a sbarcare in Borsa. Alcune indiscrezioni dicono addirittura che un debutto potrebbe avvenire anche entro quest’anno. A quel punto Ant Financial sarebbe la quotata del settore finanziario a maggiore capitalizzazione superando anche Goldman Sachs Group (circa 99 miliardi di dollari), Paypal Holdings (circa 92 miliardi) e BlackRock (circa 85 miliardi).

Ant Financial punta anche sull’Europa
Niente male per la società fondata da Jack Ma, patron di Alibaba, che guarda all'espansione ben oltre i mercati asiatici. In Europa la società ha già stretto partnership da tempo. Nel dicembre 2016 la società annuncio di aver siglato intese con BNP Paribas, Barclays, UniCredit e SIX Payment Services per permettere ad oltre 930mila imprese di ricevere pagamenti tramite la piattaforma Alipay. Francia, Gran Bretagna e Italia si andavano così ad aggiungere alla Germania, dove Ant Financial era già entrata nel 2015. Gli accordi hanno così permesso ai turisti cinesi di poter pagare attraverso Alipay anche nei grandi magazzini Harrods a Londra o all'aeroporto di Monaco.
Ant Financial in numeri si può riassumere con: mille miliardi di dollari di pagamenti per 520 milioni di clienti nel 2017. L'esercizio scorso si è chiuso con 1,96 miliardi di dollari di utile grazie a un'attività che è andata ben oltre i pagamenti online differenziandosi dall'asset management alle assicurazioni. Una bella sfida per gli altri gruppi finanziari, non solo cinesi.

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