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Alibaba, la Cina avvia indagine antitrust contro il colosso fondato da Jack Ma

Secondo le accuse la presunta condotta di monopolio includerebbe l'attuazione di un “accordo di negoziazione esclusiva” che consiste nella richiesta ai venditori di offrire esclusivamente i loro prodotti sulle sue piattaforme

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Ant Group è il braccio finanziario di Alibaba (Reuters)

Secondo le accuse la presunta condotta di monopolio includerebbe l'attuazione di un “accordo di negoziazione esclusiva” che consiste nella richiesta ai venditori di offrire esclusivamente i loro prodotti sulle sue piattaforme


2' di lettura

Le autorità antitrust cinesi hanno avviato un'indagine su Alibaba Group per “sospette pratiche monopolistiche”. Lo ha riferito l'Amministrazione statale per la regolamentazione del mercato, mettendo ufficialmente nel mirino il colosso dell'e-commerce co-fondato da Jack Ma. Allo stesso tempo, secondo i media ufficiali di Pechino, le autorità finanziarie di regolamentazione terranno anche colloqui di “supervisione e guida” con Ant Group, la fintech company di Alibaba, a poche settimane dallo stop alla Ipo dei record deciso all'ultimo minuto da Pechino.

Le accuse

Secondo l’antitrust cinese la presunta condotta di monopolio includerebbe l'attuazione di un “accordo di negoziazione esclusiva” che consiste nella richiesta ai venditori di offrire esclusivamente i loro prodotti sulle sue piattaforme. Una pratica oggetto di reclamo nel 2017 da parte della rivale JD.com, ma che Alibaba aveva negato: sul caso nessun giudizio era stato raggiunto. All'inizio del mese, a conferma di un atteggiamento più duro di Pechino verso i suoi colossi hi-tech, l'Antitrust ha disposto una multa sia per Alibaba sia per Tencent, che controlla tra l'altro la app di messaggistica e pagamenti digitali WeChat, di 500.000 yuan per non aver richiesto l'approvazione preventiva per le acquisizioni passate, nell'ambito delle misure adottate in vista della regolamentazione antitrust in via di definizione.

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Ant Group e Alipay

Le autorità cinesi hanno convocato i dirigenti di Ant Group, il braccio finanziario della società di Jack Ma, come altro giro di vite sul potere dei giganti tecnologici del Paese. L'incontro, da tenere nei prossimi giorni, avverrà con i funzionari della Banca centrale, della China Banking and Insurance Regulatory Commission, della China Securities Regulatory Commission e dell'Amministrazione statale dei cambi. Ant, che gestisce la popolare app di pagamento Alipay, ha rimosso l'offerta di alcuni prodotti di deposito bancario dalla sua piattaforma abbassando i limiti di credito per i clienti più giovani dopo che le autorità avevano inasprito le regole sui servizi finanziari online.

Nel mezzo della nuova serie di norme “a tutela della stabilità finanziaria”, la Borsa di Shanghai aveva sospeso l'Ipo dei record che prevedeva a inizio novembre un'operazione da 35 miliardi di dollari da condividere con il listino di Hong Kong, perché Ant Group “non sarebbe riuscita a soddisfare le condizioni di emissione e di quotazione o i requisiti di divulgazione delle informazioni”. In più, avevano avuto peso “i recenti cambi nell'ambiente normativo fintech”.

Guerra di potere tra Pechino e le Big Tech

“L'indagine su Alibaba non indica che la Cina abbia cambiato il suo atteggiamento favorevole e incoraggiante verso le piattaforme Internet”, ha affermato in un editoriale il Quotidiano del Popolo, la 'voce' del Partito comunista cinese. L'indagine, invece, “contribuirà a garantire la salute e lo sviluppo del settore Internet”. Il gioco di potere della leadership comunista ai suoi colossi hi-tech procede dunque a passo spedito.

Alibaba ha confermato l'avvio dell'indagine dell'antitrust cinese su “sospette pratiche monopolistiche”, assicurando che “le operazioni commerciali procedono regolarmente”. In una nota, il gruppo dell'e-commerce ha affermato che “collaborerà attivamente con le autorità di regolamentazione”. Per altro verso, anche la controllata di servizi finanziari Ant Group ha chiarito che collaborerà e “studierà e rispetterà rigorosamente le richieste dei dipartimenti competenti”.

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