Il colosso dell’e-commerce

Alibaba, conti in rosso per la prima volta: pesa la maxi multa dell’Antitrust cinese

Senza la voce straordinaria l'utile operativo sarebbe stato in rialzo del 48% annuo

La Cina sanziona Alibaba, multa antitrust da 2,8 miliardi

2' di lettura

C'è sempre una prima volta. Anche per Alibaba, i cui conti sono finiti in rosso, per effetto della multa record da 2,8 miliardi di dollari inflitta dall'Antitrust cinese per abuso di posizione dominante.

Il colosso dell'e-commerce fondato da Jack Ma ha accusato un'inconsueta perdita operativa di 1,17 miliardi di dollari al 31 marzo 2021, avendo deciso, in base alle regole contabili, di anticipare in bilancio l'impatto della maxi multa comminata dall’antitrust di Pechino il 10 aprile.

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La zavorra della multa

Senza la voce straordinaria, si legge in una nota, l'utile operativo sarebbe stato in rialzo del 48% annuo, a 10,563 miliardi di yuan (1,612 miliardi di dollari). Per l'intero anno fiscale a fine marzo, il risultato operativo ha ceduto il 2%, a 89,678 miliardi di yuan (13,688 miliardi di dollari), scontando sia la maxi multa sia «le spese dovute alla compensazione versata ai dipendenti del gruppo per le azioni del braccio fintech Ant Group», la cui Ipo dei record da 35 miliardi di dollari fu bloccata a novembre a 48 ore dall'esordio dei titoli alle Borse di Hong Kong e Shanghai sulla scia di un durissimo discorso di Ma contro le autorità di regolamentazione tenuto a fine ottobre.

I ricavi, invece, sono cresciuti del 41%. In una dichiarazione, il ceo Daniel Zhang ha assicurato che Alibaba continuerà a «supportare i nostri commercianti e a investire in nuove attività e aree strategiche chiave».

Alibaba, Tencent e gli altri grandi attori tecnologici cinesi sono finiti nel mirino della leadership comunista, impegnata a frenare le piattaforme digitali dominanti e a regolamentare le loro attività che hanno raggiunto un'influenza senza precedenti sulla vita quotidiana di centinaia di milioni di consumatori.

Jack Ma nel mirino delle autorità

Nel mirino poi è finito lo stesso Jack Ma, sparito per lungo tempo da eventi pubblici. Lunedì ha fatto la sua terza apparizione del 2021, partecipando al quartier generale di Hangzhou alla 17/ma giornata delle famiglie e del personale di Alibaba. In un'immagine postata sui social media e diventata virale, Ma indossava una maglietta blu, teneva un libro in mano e sorrideva alle persone che lo circondavano. L'evento è tenuto annualmente e vi partecipano parenti e amici dei dipendenti che visitano gli uffici dell'azienda.

A gennaio, Ma parlò a un folto gruppo di insegnanti rurali in una conferenza online, nell'ambito delle attività della sua fondazione. Il 14 aprile si presentò, senza parlare, a una videoconferenza della Società Geografica Russa con il presidente russo Vladimir Putin.

Secondo il Wall Street Journal, Ma resterebbe sotto pressione per un'indagine avviata a inizio 2021 dal governo cinese allo scopo di fare luce sul ruolo delle autorità di regolamentazione nel via libera accelerato all'Ipo di Ant Group: il tycoon non potrà lasciare la Cina fino a quando Ant non completerà la revisione aziendale e l'indagine governativa non sarà finita.

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