ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùdebutto il 26 novembre

Alibaba sfida le paure di Hong Kong: Ipo da 13 miliardi di dollari

Il prezzo di collocamento è di 176 dollari di Hong Kong. Lo sbarco del gigante del commercio elettronico sul listino dell’ex Colonia britannica sarà di aiuto al mercato stesso che è impattato dalle proteste anti-governative

di Alberto Annicchiarico


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(REUTERS)

3' di lettura

Hong Kong rilancia le ambizioni di Alibaba. A soli tre giorni dalle (finora confermate) elezioni nella ex colonia britannica, dopo un crescendo di sei mesi di tensioni, scontri, arresti per una svolta politica in senso democratico, la grande finanza procede a pieni giri con il mega collocamento del colosso cinese dell’e-commerce. A fare da sfondo a questa mega Ipo, la maggiore da un decennio a Hong Kong (il colosso assicurativo Aia nel 2010 raccolse 20,5 miliardi), c’è anche un’aspra, e dagli esiti ancora molto incerti, guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina, e una recessione tecnica accertata, la prima dal 2009, nel terzo trimestre e destinata a durare (-1,3% la stima del governo sul Pil nell'intero 2019).

Alibaba però tira dritto e punta a raccogliere quasi 13 miliardi di dollari da questa quotazione secondaria, dopo l’Ipo record di settembre 2014 a Wall Street capace di generare una raccolta di 25 miliardi, la più grande della storia. Il colosso con sede a Hangzhou ha reso noto che collocherà 500 milioni di azioni al prezzo unitario di 176 dollari di Hong Kong, sotto la quota massima di 188 indicata la scorsa settimana. Saranno raccolti così 11 miliardi di dollari che, coi 75 milioni di titoli aggiuntivi nel caso di esercizio della greenshoe, saliranno a 12,9 miliardi, meno degli ambiziosi progetti iniziali di 20 miliardi. Un gestore ha affermato che i prezzi comunque elevati dell’offerta, che è andata esaurita con quattro ore di anticipo sulla scadenza, riflettono la posizione dominante di Alibaba nel commercio elettronico cinese.

Di quest’ultimo aspetto è stato testimonianza concreta lo scorso 11 novembre il Singles Day, equivalente cinese del San Valentino. Alibaba aveva fatto sapere qualche giorno fa che erano bastati 96 secondi per raggiungere i primi 10 miliardi di yuan (1,43 miliardi di dollari) di vendite online, contro i 125 secondi dell’anno scorso. Prima delle 18, il gruppo aveva superato il totale del 2019, 30,8 miliardi di dollari.

Le azioni faranno il loro esordio alle contrattazioni il 26 novembre, con il codice 9988, che in cinese equivale a dire «eterna prosperità», un auspicio vero e proprio per il gruppo. Alibaba, che ha oltre 30 miliardi di dollari di liquidità in cassa, ha spiegato in una nota di puntare a usare i proventi dell’Ipo per rafforzare le strategie di crescita degli utenti, «incoraggiare il giro d'affari per facilitare la trasformazione digitale e continuare a innovare e investire sul lungo termine». Va detto che Alibaba ha una complicata struttura di governance che offre a Ma e agli altri fondatori e dirigenti un controllo maggiore rispetto agli altri azionisti. Questo spingerà inizialmente le azioni nell’indice Hang Seng Composite.

Il prezzo della quotazione è previsto con uno sconto del 2,8% rispetto alla chiusura dei suoi titoli alla Borsa di New York. Il collocamento, è il convincimento di tanti, sarà un importante propellente per il listino della ex colonia britannica. I titoli di Alibaba hanno chiuso a New York martedì 19 novembre al prezzo di 185,25, dollari. Il dato è, per l’appunto, a premio del 2,8% sul valore ipotizzato del collocamento. Di là da ciò va, però, sottolineato che lo sconto rispetto alla quotazione del 12 novembre scorso, prima che il collocamento fosse lanciato, è del 3,7%. «L’attesa, a ben vedere, era per uno sconto del 4%-5%. In tal senso il numero è piuttosto corretto» sottolinea Sumeet Singh, capo della ricerca di Aequitas.

Guidata dal presidente e ceo, Daniel Zhang, Alibaba ha registrato nel terzo trimestre utili netti per 72,54 miliardi di yuan (10,15 miliardi di dollari). Il carismatico fondatore Jack Ma ha lasciato a settembre le cariche operative, a soli 55 anni, restando però nella Alibaba Partnership, i 36 che nominano la maggioranza del board. Jack Ma ha un patrimonio stimato di 39 miliardi dollari, secondo l’ultima classifica di Hurun Research.



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