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Alibaba, la supermulta è solo l’inizio: in arrivo il divieto di concentrare prestiti

I miliardi dell’Antitrust sono un assaggio dei costi che il gigante dell’e-commerce deve sostenere per sganciare Ant financial dal sistema bancario

di Rita Fatiguso

3' di lettura

La supermulta dell'Antitrust ad Alibaba è solo un assaggio dei costi enormi che il gigante cinese dell’e-commerce, al pari degli altri colleghi del settore, dovrà sostenere.
Mancano pochi mesi per adeguare Ant Financial, il suo braccio finanziario, ai nuovi standard che dal 1° gennaio fissano i requisiti quantitativi per la concentrazione dei prestiti, puntando a controllare i rischi associati ai finanziamenti concessi dall’alleanza banche- piattaforme fintech.

La fonte dei finanziamenti di Alibaba

Ant financial finanzia direttamente solo circa il 2% dei suoi 257 miliardi di dollari di prestiti al consumo erogati nel 2020, tutto il resto è generato dalle banche partner.

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Secondo le nuove regole, le piattaforme online devono contribuire almeno al 30% del finanziamento dei prestiti che offrono insieme alle banche.

Per alcune banche, i prestiti facilitati da terzi, comprese le società fintech, sono cresciuti rapidamente negli ultimi anni. Se eccessivamente concentrati su poche piattaforme internet, in caso di rischi, l’intero sistema finanziario potrebbe trovarsi in pericolo.

Le autorità di controllo, dal punto di vista della gestione del rischio, hanno considerato necessario incoraggiare più piattaforme internet e più istituzioni finanziarie, promuovendo in tal modo anche la concorrenza sul mercato.

L’avviso delle autorità centrali cinesi

A febbraio la China Banking and Insurance Regulatory Commission (CBIRC) ha pubblicato l’Avviso sull'ulteriore regolamentazione dell'attività di prestito su Internet delle banche commerciali indicando in modo dettagliato i requisiti e gli indicatori quantitativi per rafforzare ulteriormente il controllo sui rischi in relazione al business dei prestiti online delle banche commerciali associate dai loro partner.

Gli indicatori quantitativi sono i seguenti: a) percentuale di apporto di capitale b) livello di concentrazione consentito e della gestione dei limiti all’attività c) controllo delle operazioni interregionali delle banche commerciali locali.

La CBIRC ha fissato inoltre il limite massimo per il complesso dei prestiti online, offerti congiuntamente da una banca commerciale e da un singolo partner, al 25% del capitale netto Tier 1 della banca. La CBIRC ha anche limitato il saldo dei prestiti online offerti congiuntamente da una banca e da tutti i suoi partner al 50% del saldo (cioè del complesso) dei prestiti in essere della banca.

CBIRC ha proibito ad una banca locale di condurre attività di prestito online facilitate dai partner al di fuori della regione in cui la banca è registrata. Le banche regionali, che svolgono tale attività, devono in primis servire i propri clienti locali.

Lo scopo di questo requisito mira ad impedire alle banche regionali di piccole e medie dimensioni di utilizzare l'attività di prestito online facilitata da terzi come un modo per aggirare la regolamentazione regionale, andando a cogliere le opportunità di profitto create da altri regolamenti.

Il pericolo infatti sta nel fatto che una banca regionale non sarebbe in grado di controllare il profilo di rischio di clienti che siano in altre province, affidandosi dunque in tali attività esclusivamente ai partner. In tali circostanze, qualora una banca si affidi troppo a un partner o se la sua attività di prestito congiunta diventi troppo consistente, l’esposizione al rischio potrebbe diventare eccessiva.

CBIRC punta a costringere le banche più piccole a concentrarsi sulla loro attività primaria e a servire meglio l’economia reale, quella che produce beni e servizi.

La direttiva sui piccoli prestiti

Queste regole sono in linea con quelle stabilite nelle Misure Provvisorie per l’Amministrazione dei piccoli prestiti degli inizi di novembre 2020, a poche ore dall’IPO miliardaria di Ant Financial a Hong Kong e Shanghai, poi sospesa.

Le direttive di febbraio sono state emanate per affrontare varie sfide poste proprio dall’attuazione delle misure provvisorie, ovvero il primo atto con cui la Cina ha cercato di regolare le attività di prestito online delle banche.

Le Misure provvisorie, dal canto loro, impediscono ai prestiti su internet di essere utilizzati per una serie di investimenti rischiosi, tra cui l’acquisto di case, azioni e obbligazioni.

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