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Alice Pi riparte da Prato con il cinese Franco Lin

di S.Pi.

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1' di lettura

È il primo “cinese d’Italia” ad aver rilevato una storica azienda di abbigliamento per bambine di fascia medio-alta che ha sempre fatto made in Italy. Franco Lin, 42 anni, di Wenzhou, nel 2015 ha acquisito il marchio toscano Alice Pi e ora ha deciso di puntare sullo sviluppo internazionale partendo dalla Cina, dove, con un partner, sono stati aperti cinque monomarca, di cui due a Shanghai, cui se ne aggiungeranno altri 10 nel 2017. «L’obiettivo è arrivare a 38 negozi nel 2019», dice Franco Lin dal Pitti Bimbo, dove ha presentato le collezioni del prossimo autunno-inverno.

Quel che rende l’imprenditore cinese un caso fuori dall’ordinario è la filosofia: l’azienda (Felice srl) si è appena trasferita da Pistoia a Prato, impiega una ventina di persone tutte italiane. «Voglio mantenere l’identità e l’italianità del marchio, che è fondamentale per lo sviluppo estero, in particolare in Cina – spiega Lin –. Stile, prototipi e tutte le funzioni strategiche devono essere fatte da italiani, così come gran parte dei tessuti che utilizziamo sono italiani. Solo per la cucitura usiamo laboratori cinesi che si trovano soprattutto a Empoli. Il made in € è essenziale per vendere in Cina».

Nel 2016 i ricavi di Alice Pi hanno superato i tre milioni: il 60% viene dall’ Italia, che conta più di 300 clienti (510 in Europa).

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