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Alitalia, Abertis, Telepass: le partite aperte per Atlantia

L’uscita dell’ad e direttore generale dalla cabina di comando di Atlantia inaugura una nuova fase per la holding delle infrastrutture controllata al 30% dalla famiglia Benetton attraverso Edizione

di Carlo Festa e Marigia Mangano

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L’uscita dell’ad e direttore generale dalla cabina di comando di Atlantia inaugura una nuova fase per la holding delle infrastrutture controllata al 30% dalla famiglia Benetton attraverso Edizione


3' di lettura

L’uscita di Giovanni Castellucci dalla cabina di comando di Atlantia inaugura una nuova fase per la holding delle infrastrutture controllata al 30% dalla famiglia Benetton attraverso Edizione. Nell’immediato la gestione del gruppo potrebbe essere affidata a un sistema collegiale con tempi e modalità ancora da definire. Ma l’obiettivo, si apprende, è quello individuare in tempi stretti chi, dopo l’ormai ex amministratore delegato Castellucci, prenderà in mano i numerosi dossier aperti (e urgenti). Oltre alla delicato tema delle concessioni per Autostrade (vedere articolo in pagina), ci sono altre operazioni che Castellucci ha seguito personalmente e che necessitano di scelte rapide e condivise. L’impegno in Alitalia per esempio, ma anche la difficile gestione dei rapporti con gli spagnoli di Acs-Hochtief in Abertis, il gruppo spagnolo conquistato da Atlantia in “cogestione” con Florentino Perez. Senza contare il processo avviato per la vendita del 40% di Telepass.

Alitalia

La priorità è rappresentata in questo momento da Alitalia. La bufera ai vertici di Atlantia non compromette, secondo indiscrezioni, la partita della compagnia aerea e le trattative per concretizzare l’offerta vincolante proseguono come da programmi. La società dei Benetton è il potenziale quarto socio della cordata composta da Fs, Delta e ministero dell’Economia. L’offerta dovrà essere presentata entro martedì 15 ottobre dopo che il Mise ha concesso un mese di proroga, rispetto al termine scaduto domenica scorsa. Nel quadro immaginato sotto la gestione Castellucci, Fs e Atlantia dovrebbero avere la stessa quota nella «Newco Nuova Alitalia», il 35% ciascuno, su un capitale di un miliardo. O il 37,5% se Delta rimanesse al 10%; il Mef avrebbe circa il 15%. E’ altrettanto vero però che l’ad di Atlantia ha seguito in prima persona i contatti con gli altri potenziali soci della nuova compagnia sull’attuazione del piano industriale. Un tassello chiave per il via libera alla partecipazione di Atlantia al piano di salvataggio di Alitalia. Fin da subito la holding dei Benetton ha chiarito che l’investimento sarebbe stato condizionato all’approfondimento della «sostenibilità ed efficacia del piano industriale relativo ad Alitalia, inclusa la compagine azionaria e il team manageriale, e gli opportuni e necessari interventi per un duraturo ed efficace rilancio della stessa».

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Abertis e la mediazione

Il matrimonio con Acs-Hochtief in Abertis rappresenta un terreno delicato in cui finora si è mosso Castellucci in assoluta autonomia gestendo in prima persona i rapporti con la squadra di Perez. Il piano di integrazione tra la stessa Atlantia e il gruppo spagnolo è un cantiere non ancora avviato a causa del diritto di veto concesso agli spagnoli di Acs-Hochtief e spesso utilizzato per bloccare operazioni volte alla riorganizzazione di attività come quelle in Sud America e i sistemi di pagamento. E’ altrettanto vero che, almeno sul fronte dello sviluppo, qualcosa è stato “ideato” per superare le tensioni nell’asse italo spagnolo. Acs e Atlantia hanno trovato un accordo per nominare la partecipata Abertis capo consorzio per i progetti di investimenti futuri. La newco vedrà il 60% in capo ad Abertis e il 20% in capo a ciascuno dei due azionisti. la decisione è stata presa per dare impulso alle attività del gruppo stpagnolo dopo lo stallo creatosi nell’ultimo anno.

Telepass

Non si interrompe, per ora, l’asta per la cessione di una quota (il 30-40%) di Telepass. La vendita di una minoranza è stata voluta dall’Ad Castellucci. Resta da capire se il suo addio possa modificare le scelte strategiche sulla controllata. Per ora comunque tutto prosegue. Al lavoro sono gli advisor scelti da Atlantia, cioè Goldman sachs, Mediobanca e Banca Imi. Restano quattro concorrenti in gara: Apax, Warburg Pincus, Partners Group e la cordata formata da Fsi, Generali e Sia. Al momento i potenziali compratori sono impegnati sulle management presentation e sulla technology session, al termine delle quali verrà richiesta una offerta di conferma rispetto alla non vincolante. E’ possibile che venga effettuata una ulteriore scrematura dei concorrenti. Telepass è un piccolo gioiello, cresciuto anche all’estero. Ha circa 6,2 milioni di clienti in Italia e in Europa. Il 100% potrebbe valere 2 miliardi di euro. I ricavi del gruppo sonopassati dai 143 milioni dl 2015 ai 188 milioni del 2018. Stessa accelerazione dell’Ebitda: nel 2018 è stato di 111 milioni di euro. Era di 89 milioni nel 2015.

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