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Alitalia: Atlantia critica piano Fs-Delta, tensione con il governo

I colloqui tra i potenziali soci della Newco Nuova Alitalia non si sono interrotti, ma nelle ultime due settimane non hanno fatto passi avanti e non si profila un accordo. La trattativa è in panne e il tempo sta per scadere. Il ministro dello Sviluppo economico Patuanelli ha prorogato al 15 ottobre il termine per l'offerta vincolante di Fs-Delta e Atlantia per acquisire le attività di Alitalia dai commissari. Atlantia chiede chiarezza su concessione Autostrade

di Gianni Dragoni


Alitalia, la storia di un salvataggio difficile

5' di lettura

La trattativa per la partecipazione di Atlantia al salvataggio di Alitalia rischia di saltare. La società dei Benetton ha espresso critiche al piano industriale messo a punto da Fs e Delta in una lettera al ministro dello Sviluppo, Stefano Patuanelli. Oggi era in agenda un incontro tra Fs, Delta e la società dei Benetton con il governo e i commissari della compagnia. Si è anche svolta a Palazzo Chigi una riunione di Governo, presieduta dal premier Conte.

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Trattativa in panne
I colloqui tra i potenziali soci della Newco Nuova Alitalia non si sono interrotti, ma nelle ultime due settimane non hanno fatto passi avanti. La trattativa è in panne e il tempo sta per scadere. Patuanelli ha prorogato al 15 ottobre il termine per l'offerta vincolante di Fs-Delta e Atlantia per acquisire le attività di Alitalia dai commissari, ma il tempo sta per scadere e non si profila un accordo. Il piano industriale non viene considerato di sviluppo, ma di sopravvivenza, soprattutto da Atlantia, che è andata all'attacco con una lettera inviata direttamente al governo. La società dei Benetton fa capire che potrebbe sfilarsi dall'operazione, ma si preoccupa anche della concessione per Autostrade per l'Italia, non solo del piano Alitalia, come spiegehremo più avanti.

La posizione di Delta
Lo stallo nel negoziato, secondo fonti industriali, è dovuto soprattutto alla posizione di Delta. La compagnia americana non ha dato disponibilità a incrementare le rotte transatlantiche previste per Alitalia nel piano messo a punto da Delta con Fs nei mesi scorsi e sottoposto, da fine luglio, anche ad Atlantia, entrata nelle trattative come potenziale quarto socio della cordata. Il capitale previsto è un miliardo di euro, le Fs avrebbero almeno il 35% della Newco (Atlantia la stessa quota), il Mef circa il 15%, Delta il 10 per cento.

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Le rotte transatlantiche
Le difficoltà riguardano soprattutto i nuovi accordi commerciali stipulati da Delta con Air France-Klm e la britannica Virgin (di cui Delta ha il 49% e Air France il 31%): Virgin è stata ammessa nella nuova joint venture transatlantica fra i quattro vettori, che ha già avuto l'autorizzazione preliminare Antitrust dal governo degli Usa il 2 agosto, mentre Alitalia che finora ne faceva parte è stata esclusa.

Lo stallo nel negoziato, secondo fonti industriali, è dovuto soprattutto alla posizione di Delta. La compagnia americana non ha dato disponibilità a incrementare le rotte transatlantiche previste per Alitalia nel piano messo a punto da Delta con Fs nei mesi scorsi e sottoposto anche ad Atlantia

Alitalia partner di serie B
La compagnia italiana potrebbe rientrare nella joint venture solo come partner di secondo livello (”associated partner”), come Aeromexico, un rango di serie B. Questo è previsto da accordi commerciali negoziati segretamente a partire da fine 2017 dalla dirigenza di Alitalia e da alcuni dei tre commissari. Questi accordi sono stati siglati, ma non ancora formalmente firmati. Nessuno ha spiegato perché i vertici di Alitalia abbiano accettato questo declassamento silenzioso. Nelle trattative per la Newco Alitalia, però, Delta non ha dato disponibilità a modificarli.

Air France, convitato di pietra
Secondo fonti che seguono il dossier, la difficoltà a modificare queste intese è dovuta anche al ruolo di Air France-Klm. La compagnia non è al tavolo della trattativa a Roma, ma è il partner forte in Europa di Delta (che ne possiede circa il 9%) e tiene sotto scacco l'ex partner Alitalia. In sostanza, meno voli diretti tra Alitalia e Nord e Sud America fa Alitalia, più i passeggeri dall'Italia potrebbero fare gli stessi voli o con Delta oppure via Parigi, a vantaggio dei francesi.

Le quote azionarie
Altro punto controverso è l'impegno azionario di Delta. Da quando Atlantia partecipa alle discussioni è stato chiesto a Delta di aumentare la quota in maniera significativa e di garantire la partecipazione alle future ricapitalizzazioni. Delta non si è impegnata oltre il 10% (che corrisponde a un investimento di 100 milioni). Ci sarebbe una disponibilità a salire di qualche punto, circa il 12 per cento. Ma questo non viene considerato sufficiente da tutti gli altri soci e in particolare da Atlantia, anche perché, secondo stime, dalle commissioni sulla vendita dei biglietti di Alitalia negli Usa Delta incasserebbe già circa 80 milioni all'anno (riceve una commissione tra il 20 e il 26% del prezzo dei biglietti), dunque si ripagherebbe dell'investimento in breve tempo.

L'accordo Delta-Latam
Ha creato tensione nella trattativa su Alitalia anche l'ultima mossa annunciata da Delta giovedì scorso, l'acquisto del 20% della compagnia cilena Latam (ma con attività anche in Brasile derivanti dalla fusione tra Lan e Tam). Delta pagherà 1,9 miliardi di dollari (oltre 1,7 miliardi di euro) per avere il 20% di Latam. Ma l'impegno è molto più alto. Delta si è impegnata anche a pagare più di 300 milioni di dollari per i sistemi informatici e i costi del passaggio dall'alleanza Star Alliance a SkyTeam. Inoltre Delta comprerà quattro Airbus 350 da Latam e si è accollata il costo di altri 10 Airbus 350 nuovi per conto di Latam. In totale si calcola che l'investimento del vettore americano sarà di 4 miliardi di dollari (oltre 3,6 miliardi di euro). Latam è in attivo (circa 100 milioni di dollari nel 2018), ma di fronte a questo esborso i 100 milioni che Delta metterebbe nella piccola Alitalia (che perde circa 500 milioni all'anno) appaiono un impegno molto modesto. Sarebbe come dire che Latam vale 18 volte Alitalia. E nell'operazione Latam c'è chi vede un potenziale conflitto d'interesse per Delta, perché investe in una compagnia sudamericana mentre con il piano industriale per Alitalia è previsto un taglio delle rotte dall'Italia al SudAmerica (il volo da Roma per Santiago del Cile verrebbe cancellato).

La concessione di Autostrade
Nella lettera inviata da Atlantia al ministro Patuanelli non si parla solo di Alitalia. Atlantia ha interesse a potenziare le rotte dirette da Fiumicino anche perché controlla lo scalo, di cui Alitalia è il primo cliente con quasi il 40% del traffico, ma c'è dell'altro. Secondo una fonte autorevole, nella lettera la società dei Benetton chiede di avere chiarezza sulle concessioni per la sua controllata Autostrade per l'Italia (3mila km di autostrade), da cui ottiene profitti elevati. Il precedente governo M5S-Lega ha avviato la procedura di revoca in seguito al crollo del Ponte Morandi di Genova (43 morti). Martedì il premier Giuseppe Conte ha confermato che la procedura avviata è “per la caducazione” della concessione, cioè per la revoca. “È in corso il procedimento per la caducazione della concessione, all'esito del quale non faremo sconti ai privati e perseguiremo l'interesse pubblico”, ha detto Conte. Nel programma del nuovo governo Pd-M5S si parla di “revisione” delle concessioni autostradali, cioè una forma più morbida di intervento. Atlantia adesso chiede chiarezza sulle concessioni, altrimenti _ è il senso del messaggio recapitato al governo _ niente Alitalia.

Riproduzione riservata ©
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    Gianni DragoniCaporedattore, inviato

    Luogo: Roma

    Lingue parlate: italiano, inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza, industria aerospazio, difesa, industria ferroviaria, trasporto aereo, grandi aziende pubbliche, privatizzazioni, bilanci società di calcio, stipendi manager, governance società quotate, conflitti d'interesse

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