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Alitalia, Atlantia detta le condizioni: niente salvataggio senza concessione Autostrade

Una lettera firmata dal presidente Cerchiai e dal nuovo Dg Guenzi mette per la prima volta in relazione l’investimento sulla compagnia aerea in crisi e l’eventuale revoca del contratto per Autostrade. Presa di posizione che crea turbolenze nella maggioranza giallorossa

di Gianni Dragoni


Alitalia, la storia di un salvataggio difficile

3' di lettura

ROMA - Se non cesserà la «situazione di incertezza» sulla concessione di Autostrade per l’Itali,a Atlantia non potrà impegnarsi per un «eventuale intervento» nel salvataggio di Alitalia. È questa la preoccupazione centrale espressa dalla società controllata dalla famiglia Benetton in una perentoria lettera al ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, inviata il 2 ottobre.

Le critiche al piano industriale
Nella missiva di due pagine Atlantia esordisce con pesanti critiche al piano industriale Alitalia predisposto dai potenziali partner, Fs e Delta, che «consente (...) al più un rischioso piano di salvataggio con esiti limitati nel tempo ed è ben lungi da costituire una piattaforma di rilancio della compagnia aerea (...)». Riferendosi al termine del 15 ottobre per l’offerta su Alitalia, Atlantia dice al ministro: «Per la suddetta data non sarà per noi possibile aderire all’auspicato consorzio che formulerebbe l’eventuale offerta formale stanti, tra l’altro, le rilevantissime tematiche di contesto tuttora non risolte».

La linea Cerchiai-Guenzi
La lettera è firmata dal presidente di Atlantia Fabio Cerchiai e dal neodirettore generale Giancarlo Guenzi, nominato il 17 settembre quando si è dimesso l’ad, Giovanni Castellucci, il quale aveva escluso che la partecipazione al salvataggio di Alitalia fosse un baratto per avere salva la redditizia concessione su 3mila km di autostrade. Adesso per la prima volta in sede ufficiale Atlantia ammette il collegamento tra i due dossier. La concessione ha validità fino al 2038. Ma - ha detto il premier Giuseppe Conte il primo ottobre - «è in corso il procedimento per la caducazione della concessione, all’esito del quale non faremo sconti ai privati e perseguiremo l’interesse pubblico». La procedura è stata voluta dal M5S, in seguito al crollo del Ponte Morandi (43 morti).

La reazione del Mise
«Non sottostiamo ai ricatti di nessuno, credo che bisogna lavorare per far funzionare le cose», ha commentato su Atlantia il viceministro allo Sviluppo economico, Stefano Buffagni (M5S). La questione Atlantia-Autostrade e Alitalia è stata discussa giovedì 3 ottobre sera in un vertice di un’ora a Palazzo Chigi, tra Conte, Patuanelli e i ministri Roberto Gualtieri (Economia), Luigi Di Maio (Esteri), Paola De Micheli (Trasporti), Dario Franceschini (Cultura). Nella riunione è emersa «irritazione comune» verso Atlantia per i toni della lettera, ha riferito l’Ansa.

L’idea di un’offerta entro il 15 ottobre
Da Atlantia sempre è stato fatto notare che non c’è alcun ricatto, ma il gruppo ha espresso la preoccupazione per l’impatto delle ripetute dichiarazioni sulla «caducazione» della concessione anche sulle quotazioni in Borsa. «Abbiamo perso un miliardo e 200 milioni di euro di capitalizzazione in Borsa in tre giorni», ha detto un dirigente di Atlantia nella riunione ieri mattina nella sede romana di Mediobanca insieme a Fs (c’era l’ad Gianfranco Battisti), ai commissari di Alitalia, a rappresentanti di Mef e Mise. In tre giorni Atlantia ha perso il 7% (giovedì +0,29% a 20,77 euro). Fonti di Atlantia hanno detto che la società intende proseguire nel confronto su Alitalia per poter arrivare a formulare un’offerta di acquisto di Alitalia insieme agli altri partner (Fs, Delta, il Mef) entro il 15 ottobre.

Le case history europee
Il tono della lettera è pesante. Atlantia afferma che le «esperienze di successo che hanno portato al rilancio di compagnie europee in difficoltà gravi» hanno seguito «un percorso diverso caratterizzato da un intervento incisivo di lungo termine di un partner industriale (quello che Delta non sembra interessata a prendere in considerazione)». Nell’incontro in Mediobanca è stato deciso che i partner potenziali stileranno un elenco delle criticità, i problemi irrisolti, da affrontare prima della presentazione dell’offerta vincolante, da inviare al governo come «white paper» (lo ha proposto Antonino Turicchi, del Mef).

Tra esuberi e buco di cassa
Questi problemi sono gli esuberi, stimati in almeno 2mila, come far fronte al «buco» di cassa di Alitalia previsto tra fine anno e il momento in cui la Newco potrà essere operativa (passerebbero tre-quattro mesi, potrebbero servire 200-300 milioni, ma il commissario Stefano Paleari non ha fatto cifre), poi c’è la richiesta di potenziamento delle rotte transatlantiche e un maggior spazio per Alitalia nel rapporto con Delta e nella joint venture Blue Skies (si attende la prossima settimana una risposta di Delta). Da vedere quali saranno le risposte del governo. Se Atlantia non dovesse partecipare alla «Newco», le Fs da sole con Delta non farebbero l’offerta. E allora il 15 ottobre i commissari (per i quali, secondo fonti autorevoli, è stato già fissato un compenso di 10 milioni di euro, da ripartire) avvierebbero la procedura di liquidazione della compagnia.

Riproduzione riservata ©
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    Gianni DragoniCaporedattore, inviato

    Luogo: Roma

    Lingue parlate: italiano, inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza, industria aerospazio, difesa, industria ferroviaria, trasporto aereo, grandi aziende pubbliche, privatizzazioni, bilanci società di calcio, stipendi manager, governance società quotate, conflitti d'interesse

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