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Alitalia, scende in campo Atlantia. Mise: la scadenza è lunedì


Alitalia, verso una newco a maggioranza pubblica

3' di lettura

È interesse di Aeroporti di Roma che in Italia ci sia una compagnia di bandiera «competitiva e generatrice di traffico» e quindi il cda della controllante Atlantia ha dato mandato all'amministratore delegato Giovanni Castellucci «di approfondire la sostenibilità ed efficacia del piano industriale relativo ad Alitalia, inclusa la compagine azionaria e il team manageriale, e gli opportuni e necessari interventi per un duraturo ed efficace rilancio della stessa, riferendo in una prossima riunione consiliare per le opportune valutazioni ed eventuali connesse deliberazioni». La società che fa capo alla famiglia Benetton apre quindi formalmente la porta a una possibile partecipazione alla cordata per il salvataggio della compagnia di bandiera. Da fonti del Mise risulta che a fine giornata il vicepremier, Luigi Di Maio, parlando con i suoi al Ministero dello Sviluppo abbia detto che “il dossier Alitalia si chiude lunedì”.

Fonti del Mise confermano che la chiusura del consorzio per rilevare Alitalia «è attesa entro lunedì 15 luglio. La scadenza, come ribadito dal ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, non può essere prorogata».

In precedenza, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, aveva ribadito la fiducia del Governo nel riuscire a rispettare le scadenze del 15 luglio per definire una soluzione per Alitalia. «Confidiamo di sì perché ci stiamo lavorando intensamente - ha spiegato Conte - in particolare Luigi Di Maio in quanto ministro responsabile competente per materia. È un dossier talmente importante che tutto il Governo è proteso verso una soluzione che vogliamo di mercato e industriale». Conte ha poi precisato che non si sta «lavorando al salvataggio di Alitalia», ma «al rilancio industriale di quella che è una infrastruttura fondamentale del sistema dei trasporti del Paese». «Vogliamo - ha concluso - che nel progetto di rilancio dell'Italia ci sia un tassello importante, un ruolo importante che sia recitato dalla nuova società».

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Toninelli: avanti con la revoca della concessione autostradale
Resta sullo sfondo la contesa che ha visto il Governo contrapporsi ad Atlantia fin dal crollo del Ponte Morandi di Genova. Il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, ha infatti ribadito «la convinzione di procedere con la risoluzione unilaterale». L'intenzione è «procedere alla revoca con gli strumenti e le valutazioni opportune stante il quadro normativo in cui agiamo in conseguenza delle scelte dei Governi precedenti». «Vogliamo infatti - ha precisato - tutelare al massimo l'interesse pubblico e scongiurare qualsiasi ricaduta sulle casse dello Stato, cioè sulle tasche dei cittadini». E proprio in riferimento al possibile coinvolgimento di Atlantia nella partita Alitalia, Toninelli ha chiarito che «si tratta di una questione che sara' valutata nelle sedi opportune, ma che non può e non deve intrecciarsi con quella del Ponte Morandi».

S&P, credit watch negativo per Atlantia
Intanto S&P ha emesso credit watch negativo per Atlantia dopo la recente pubblicazione del rapporto legale sul crollo del Ponte di Genova. In una nota l'agenzia di rating spiega che la decisione «riflette la nostra visione di una maggiore probabilità che le ripercussioni finanziarie e operative per il crollo del ponte di Genova possano danneggiare la performance operativa e finanziaria di Aspi - e quindi di Atlantia - oltre la precedenti previsioni». Ciò, afferma S&P, potrebbe derivare da una rinegoziazione della concessione ad Aspi a «condizioni molto meno favorevoli, più altri potenziali compromessi» come il sostegno di Atlantia al salvataggio di Alitalia, o, in casi estremi, la risoluzione completa della concessione di Aspi senza alcun risarcimento. Nella nota, S&P ricorda che la concessione autostradale italiana gestita da Aspi rappresenta circa il 32% dell'ebitda del gruppo Atlantia dopo il consolidamento con Abertis.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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